martedì 7 aprile 2020

La distanza sociale e le sue funzioni

Molti "fulltimers" non hanno una casa e vivono in camper (o in barca)
Nell'isteria collettiva in cui siamo immersi, è giunta voce di sanzioni indebitamente elevate a camperisti ed escursionisti che hanno avuto la sfrontatezza, in questo brutto momento storico, di esercitare uno dei loro diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione ovvero quello di potersi spostare liberamente sul territorio nazionale.
Tralasciando l'illegittimità di un "provvedimento d'urgenza" restrittivo delle libertà personali attuato con un DPCM senza i dovuti passaggi parlamentari, con il rastrellamento e la desertizzazione operata su territori extra urbani appare chiaro che le motivazioni che hanno portato al confino della popolazione nelle sue abitazioni (per chi ne possiede almeno una) non possono essere solo quelle di contrastare la diffusione di un virus imponendo la cosiddetta "distanza sociale". Quale maggiore distanza sociale, infatti, si può realizzare se ognuno di noi si disperde in un ambiente naturale?
Allora dobbiamo chiederci qual'è o quali sono le primarie funzioni di queste disposizioni e quali potranno essere nel tempo le conseguenze, almeno ai danni delle menti più labili ed ebefreniche.
 Per punti, possiamo ritenere che tali norme possano essere funzionali a:
  • Rendere leggermente più difficile, nel breve periodo, il normale scambio virale e batterico che avviene tra individui di una stessa specie quando vivono a stretto contatto. Chiaramente è infantile immaginare che la diffusione di un virus possa essere contrastata con provvedimenti del genere tuttavia conosciamo bene il livello d'incompetenza patologica e criminale di cui soffrono i nostri politici, principalmente in campo medico. Notoriamente (ma non epr loro) un virus è talmente piccolo e leggero che può essere veicolato da qualsiasi particolato in sospensione, compresa la stessa aria che respiriamo quindi è ovvio che né la distanza sociale né le mascherine possono costituire sufficiente prevenzione al contagio che prima o poi si verificherà. Poi anche l'uso di guanti e l'eccessiva disinfezione delle mani può accelerare la sua diffusione perché ricordiamo che la prima difesa contro virus e batteri è presente nell'essudato esodermico ed i guanti soprattutto all'esterno costituiscono un vero accumulatore di virus e batteri.
  • Frazionare la popolazione per impedire lo scambio di idee e la crescita delle coscienze, due condizioni molto funzionali per la perpetuazione del potere che si basa su censure ed inganni. Il frazionamento ed il confinamento individuale o in micro-gruppi rende anche più difficile organizzare una resistenza civile e portare avanti istanze di rispetto dei diritti fondamentali dell'individuo sanciti dall'omonima Carta.
  • Inoculare, ma solo nelle menti più labili, incolte e credulone che purtroppo sono la maggioranza, una paura del prossimo in quanto potenziale untore chissà di quali patologie, dimenticando che ci si ammala solo quando si verifica uno squilibrio nelle dinamiche psico-fisiche dell'organismo mente-corpo e non certo quando si viene a contatto con un millantato "agente patogeno" perché - per fortuna - siamo immersi in virus e batteri fin da prima della nascita e senza di loro non ci sarebbe possibile vivere.
  • Rendere possibile la realizzazione d'infrastrutture relative alla famigerata rete 5G e di controllo ancora più capillare del territorio, mettendo il cittadino di fronte al fatto compiuto, una volta che gli venga restituita la sua libertà di movimento. A supporto di tale ipotesi, si può notare come perfino in questo periodo si continui ad abbattere alberi a tappeto soprattutto in ambiente urbano ma non solo: e questa sarebbe un'attività essenziale?
  • Danneggiare l'economia ed anche in questo caso bisogna domandarci a chi conviene un rallentamento della stessa: in genere da quando mondo è mondo conviene alle classi più ricche e potenti che, nemmeno sfiorate nel loro stile di vita dalle crisi, trovano in esse delle opportinità di ulteriore accaparramento di beni e poteri. A riprova di questo, si noti l'andamento delle borse durante questo periodo e la recrudescenza di tentativi di accaparramento di beni sia privati ceh dello Stato.
Quali potrebbero essere le conseguenze di tutto questo?
Ammesso con molti dubbi sul quando che questa ignobile farsa debba prima o poi finire, possiamo immaginare alcuni degli effetti socio-economici che ci perseguiteranno per molto tempo ancora.
  • Uno, come già accennato, è la permanenza di una sentimento di rischio e sospetto nei confronti del prossimo: probabilmente i più incolti e psicolabili continueranno a non stringersi più le mani e a non baciarsi in segno di saluto e probabilmente questa isteria si estenderà anche nei confronti dei componenti del proprio nucleo familiare, già di per sé in crisi identitaria dovuta ad idelogie malefiche ed idiote ma purtroppo di successo come il femminismo, il gender, la globalizzazione, l'individualismo, l'autorazzismo, la selezione sociale darwiniana, il neoliberismo ed il consumismo sfrenato.
  • Un altro, non meno pericoloso, è la maggiore difficoltà nel poter diffondere notizie e consapevolezza di ciò che accade realmente attorno a noi. La riduzione dei rapporti sociali può comportare, soprattutto negli individui meno evoluti, un restringimento del campo coscenziale ovvero un suo blocco se ammettiamo che l'evoluzione della coscienza osservi un andamento entropico e quindi a senso unico.
  • Come effetto finale è ipotizzabile la più rapida ed incontrastata conclamazione di uno stato di dittatura generalizzato, la perdita definitiva delle libertà individuali ed in un solo concetto del nostro futuro. Quindi attenzione ed iscrivetevi in uno dei movimenti che combattono strenuamente contro questa prospettiva, in primis ResistenzaItaliana2020 (vedi canale Telegram, quello YT è continuamente censurato) ma anche il costituito partito Vox Italie, il Movimento delle Serrande, eccetera: anche frammentati, l'importante è darsi da fare per fare la Cosa Giusta. Non possiamo né dare tutte le colpe gli altri della nostra condizione, né sperare che qualcuno che non siamo noi stessi la possa migliorare.