venerdì 19 settembre 2008

Le bugie di Giuliacci

Come in ogni regime che si rispetti o, più esattamente, che voglia farsi rispettare, un martellamento continuo di notizie false e tendenziose da parte di personaggi autorevoli ed insospettabili è indispensabile per rinnovare costantemente nelle menti della popolazione ignara la verità ufficiale e la fiducia nelle istituzioni.















Anche il popolare comico Mario Giuliacci, ora nei panni di esperto su Meteo.it, tenta di smontare la realtà delle scie chimiche ricorrendo a falsità ed omissioni, visto che è impossibile confutarla con riscontri oggettivi.

In sintesi i passi fallaci della sua bizzarra tesi, che potete trovare integrale qui [pagina rimossa dal sito meteo.it, avrei dovuto salvarla!]

G.: "Da circa 7-8 mesi circola con insistenza sulla rete internet un documento redatto non si sa da chi e nel quale si afferma che aerei militari riverserebbero in cielo da molto tempo tonnellate di sostanze potenzialmente tossiche, come polveri di Bario, Alluminio e polimeri. Il tutto - sempre secondo l’anonima fonte - allo scopo di simulare esperimenti di modifica artificiale del clima."

- Sarebbe più onesto e veritiero ammettere che di "scie chimiche" come definizione se ne parla da circa 13 anni o meglio da quando fu lanciato l'allarme irrorazioni aeree da parte di un gruppo di ambientalisti canadesi; mentre da circa 7 anni (da subito dopo il fatidico 11 settembre) se ne parla diffusamente in rete e molti sono i siti ad esse dedicate!
- Quindi, di documenti sulle scie ce n'è ormai un'intera letteratura ed almeno i più importanti di questi sono tutti redatti e sottoscritti da autorevoli e notissimi ricercatori.

G.: "Ebbene innanzitutto mi sorprende che nessun ente istituzionale sia intervenuto per mettere fine alla diffusione di tali notizie."

- Come no? E lui che sta facendo? E' evidente proprio il contrario: per nascondere all'opinione pubblica una realtà così urlata e conclamata è ed è stato necessario finora un profuso e continuo impegno negazionista da parte di istituzioni civili e militari: se non fossero intervenuti non ci sarebbe più un solo meteorologo degno di questo titolo a descrivere come una bufala l'affare scie chimiche.

G.: "Ma ecco come si generano le scie di condensazione. Alla quota di 8-10 km la temperatura dell’aria è intorno a 40-45 gradi sotto zero per cui le microscopiche goccioline d’acqua rilasciate dal bruciatore dell’aereo condensano istantaneamente in una miriade di minuscoli aghetti di ghiaccio, resi poi visibili appunto da una sottile scia nuvolosa. Le condizioni ideali per il verificarsi del fenomeno sono quelle nelle quali l’atmosfera circostante è già di per se molto umida..."

- Tutto vero, omette solo di precisare che i tankers operano su quote di 2-4 km dove la formazione di scie di condensazione è impossibile.
Oltretuto, è molto raro che le due condizioni indicate [temperatura inferiore ai -40°C e tasso di umidità superiore al 70% ; n.d.r] si verifichino contemporaneamente a quote di 8-10 km: si stima infatti che solo il 2% dei normali voli commerciali attraversi le condizioni necessarie per il rilascio di scie di condensa e quasi esclusivamente nei mesi più freddi dell'anno, ovviamente!

Se così non fosse i nostri cieli sarebbero perennemente invasi dalle scie delle centinaia di voli giornalieri, invece la stragrande maggioranza dei passaggi sopra le nostre teste ci risulta invisibile.
Invece è proprio d'estate che sono più frequenti i voli chimici, e siccome durante le vacanze la gente si trova più frequentemente con gli occhi rivolti al cielo, opportune irrorazioni notturne permettono la formazione di una cappa biancastra e innaturale che impedisce o limita di molto la visione delle operazioni diurne.

G.: "Le condizioni ideali per il verificarsi del fenomeno sono quelle nelle quali l’atmosfera circostante è già di per se molto umida cosicché la scia stenta a evaporare e quindi resiste nel cielo anche per 1-2 ore."

- In realtà è risaputo che le scie di condensa scompaiono in genere entro 50 secondi, più raramente perdurano per qualche minuto.
Il lasso di tempo indicato invece, è quello in genere necessario ad una scia chimica per trasformarsi espandendosi in una nuvolosità poi difficilmente correlabile ad un rilascio aereo.

G.: Se poi a quelle quote c’è anche un forte vento, la scia nuvolosa tende ad essere sparpagliata lateralmente e quindi assume anche notevoli dimensioni nel verso laterale.

- Scia nuvolosa? Se una scia di condensa si espande dopo un pò cessa di essere visibile!
La sua affermazione potrebbe interpretarsi sia come un lapsus, sia come un sottile inganno:
se parla di "scia nuvolosa" puo' anche voler dire più o meno coscientemente che non intende riferirsi ad una scia di condensazione....

G.: "Lo stesso effetto potrebbe essere prodotto dall’affollamento domenicale di aerei nei cieli prossimi agli aeroclub."

- Credo che Giuliacci stesso sia arrossito dopo aver riletto il passo sopraesposto:
vuol dire che i piloti domenicali svolazzano a quote di 8-10 km con i loro Cessna ed i loro Piper (per non parlare degli ultraleggeri) [tutti velivoli NON PRESSURIZZATI; n.d.r.] propulsi da normali motori a pistoni che rilasciano le scie di condensa tipiche dei jet?
Oppure che i nostri aeroclub sono frequentati esclusivamente da proprietari di jet in grado di volare a quote tali da poter rilasciare scie di condensa?
Incredibile: non ha paura neanche del ridicolo!
Ma del resto, come affermava il radiofonico e cinematografico personaggio del Colonnello Buttiglione:
"Un militare non si arrende mai, nemmeno di fronte all'evidenza."
Sarà una peculiarità dei colonnelli....

G.: "Ma vi è anche un’altra modalità per la genesi delle scie di condensazione. Se l’atmosfera è oltremodo umida, allora l’aria che viene a contatto con il bordo d’attacco dell’ala si spezza lateralmente in due parti le quali, scorrendo poi lungo la superficie curva della fusoliera, sono costrette ad accelerare. Ma tale accelerazione provoca una rapida espansione dell’aria in movimento attorno all’aereo, con conseguente raffreddamento della medesima. Il rapido raffreddamento a sua volta fa condensare immediatamente la forte umidità sotto forma di una densa scia nuvolosa."

- Parzialmente vero: andava precisato almeno che prima di espandersi, l'aria si condensa sopratutto al di sotto delle superfici portanti.
In effetti la descrizione del fenomeno è inesatta.
Comunque, questo è un effetto visibile anche a terra durante il decollo degli aerei più pesanti e veloci in giornate molto umide: in volo è però molto raro e si può apprezzare quasi esclusivamente da parte di velocissimi aerei da caccia nel corso di una virata o di una cabrata molto stretta, situazioni nelle quali la compressione dell'aria da parte dei profili alari è molto importante.
Queste sottili scie , comunque, scompaiono progressivamente pochissime centinaia di metri dopo l'aereo in volo, altro che "densa scia nuvolosa".
Un esempio di queste particolari scie è chiaramente visibile nel filmato allegato a
questo articolo: non a caso si tratta di manovre molto strette!

G.: "Infine nulla vieta di pensare che molti appassionati del volo libero, per esibizionismo, possano far uso delle stesse innocue sostanze impiegate dalle nostre Frecce tricolori per disegnare in cielo i colori della nostra bandiera."

- Questa è talmente ridicola che eviterei di commentarla...
...però è sottilmente ipocrita e propagandistico il richiamo finale alle Freccie Tricolori e alla bandiera, argomenti cari agli italiani come la Ferrari, la Nazionale di Calcio e la mamma, di cui nessuno si sognerebbe mai di pensar male!
Da notare anche la valenza, nel contesto, della precisazione "innocue".

Per saperne di più e rimanere aggiornati sulle scie chimiche:
tankerenemy.com