lunedì 25 luglio 2016

Le fuoriclasse - Suzuki GT 380 e 550

Presentate un anno dopo l'innovativa 750 a due tempi che inaugurava la serie delle GT, la 380 e la 550 condividevano con la maxi di Casa Suzuki solo l'architettura di massima del motore, rinunciando alla complicazione del raffreddamento a liquido affidandosi per contro all'efficacia di un semplice convogliatore d'aria applicato sulle teste, particolarmente capiente per il cilindro centrale.
Conservavano l'originale - quanto inutile - simmetria degli scarichi ottenuta sdoppiando quello centrale ma beneficiarono di un'innovazione funzionale costituita dal cambio a 6 marce, una novità assoluta per le moto di allora che fu adottata tra i primissimi altri solo dalla Moto Morini con i modelli "Tre e mezzo" a partire dall'anno successivo, il 1973.


La strana cilindrata del modello più piccolo, per l'esattezza 371cc nelle versioni originali, trova giustificazione industriale nel principio di modularità produttiva in quanto ottenuta unendo tre termiche le cui misure alesaggio x corsa erano di 54x54mm: uno degli standard più utilizzati e collaudati di sempre per i motori da 125cc.
Tuttavia, per il solo mercato italiano, la Casa giapponese fu costretta ad allestire una versione maggiorata, ricorrendo a dei pistoni da 55, in modo da superare anche se di poco il limite di 380cc sotto il quale i prodotti giapponesi nel nostro Paese venivano contingentati per motivi protezionistici del mercato interno. La sua potenza massima beneficiò ovviamente di questa maggiorazione, aumentando dai 38-40 originali a 41cv.
Presentata con i freni a tamburo, fu successivamente dotata di disco anteriore.

Suzuki TT 500 Vallelunga
Questa moto raccolse notevoli risultati sportivi con le sue derivate nonostante andasse per forza iscritta nella categoria 500, dato che eccedeva i 350cc. Nella classe 500, all'epoca imperavano sia le Kawasaki H1 che le stesse "cugine" Suzuki TT 500, entrambe allestite dalle rispettive Case in versioni speciali da corsa ma le piccole 380 riuscivano a dire la loro grazie al peso contenuto, al potenziale del motore tricilindrico rispetto al bicilindrico della TT ed alla marcia in più di cui era dotato il cambio rispetto a tutta la concorrenza.

Suzuki GT 550
La versione da 550cc, anche per questo incontrò un minore successo commerciale, andando ad immettersi in una categoria a sé stante, quella della "oltre 500", pressoché inutilizzabile per le corse (andava iscritta nella 750, incontrando avversarie pressoché imbattibili, stante anche la velocità dei circuiti dell'epoca, del tutto privi di chicane o varianti).
Anche l'utenza stradale  all'epoca "ragionava" e confrontava sempre in termini di cilindrate utilizzate per le corse: 50, 125, 250, 350, 500, 750 ed oltre, per cui queste due Suzuki si sottraevano a qualsiasi confronto diretto. Non aveva senso infatti, paragonare la 380 ad una concorrente di 500cc - anche se spesso ne sarebbe uscita vincente - e meno ancora la 550 ad una 750 mediamente molto più performante: chi comprava una di queste due moto lo faceva per una scelta mirata.