giovedì 14 giugno 2012

Parti di ricambio vive e vegete, non solo fresche di giornata

La funzione della disumanizzazione è quella di far credere che il corpo umano sia paragonabile ad una macchina termica gestita elettronicamente e quindi sia la cosa più naturale del mondo intervenire ingegneristicamente su di esso, visto che la scienza attuale ce lo consente.

Non è così, ogni corpo è espressione di un essere unico ed irripetibile che porta con sé un patrimonio che solo in parte, in quanto razza, può condividere con altri della sua stessa specie. Prova dell'incompatibilità di fondo dei ricambi "non originali" trapiantati è che il sistema immunitario del ricevente non fatica ad identificarli subito come estranei ed a cercare di liberarsene. Per impedire ciò, l'Uomo tecnologico, si avvale della biochimica sopprimendo, con opportuni farmaci da assumere per tutto il resto della nuova vita artificiale, le naturali reazioni immunitarie. L'eccezione con la quale Madre Natura conferma questa regola è quella dei gemelli monozigoti le cui parti sono perfettamente intercambiabili tra loro. Ma anche reperendo un donatore realmente compatibile, qual'è l'etica che ci permette di uccidere un essere per salvarne un altro?

E già, perché al contrario di come si vuole far credere agli ingenui sostenitori delle donazioni, non è possibile trapiantare organi da cadavere ad essere vivente. Nella letteratura fantastica, a far ciò aveva provato il Dottor Frankenstein ma col risultato di creare un mostro! In questo discorso rientrano anche le donazioni di sangue perché anch'esso lungi dall'essere un olio lubrificante oppure un carburante, è un tessuto umano dotato di caratteristiche individuali come tutto il resto dell'organismo ed infatti le trasfusioni comportano reazioni simili al rigetto, solo più attenuate dal fatto che l'organismo riesce mano a mano ad eliminare ogni traccia del sangue alieno.

Con questa consapevolezza, nessuna persona sana di mente ed eticamente dotata arriverebbe a dare mai il consenso per un prelievo d'organi da sé stesso o da un congiunto: il problema è che tale consenso è estorto con l'inganno. Gli espianti, come abbiano detto possibili esclusivamente da persone vive e vegete, avvengono in un regime di sedazione muscolare in modo che il malcapitato non possa muoversi anche se dovesse tornare cosciente durante l'operazione, e quindi nessuno ci assicura, anzi ci sarebbero delle prove contrarie, che l'espiantato non abbia coscienza - e provi quindi immenso dolore - della sua macellazione.

Non è finita, costituendo questa insana pratica un affare planetario, nessuno ci può garantire che dietro ad una diagnosi affrettata di "morte cerebrale a cuore battente" non ci sia l'intenzione criminale di predazione d'organi. E allora vuol dire che tutti quelli che sopravviverebbero solo grazie ad trapianto dovrebbero rinunciare a questa possibilità?

Qui il discorso prende due pieghe, una scientifica e l'altra filosofica.

Diciamo pure che i trapianti di organi sono frutto di un'interpretazione meccanicistica della vita giustificata dello scientismo più becero: se medici del passato sono riusciti a reintegrare con successo parte del plasma perduto con semplici infusioni di... acqua di mare, la cui composizione è molto simile al plasma umano, com'è possibile che la ricerca su di un plasma sintetico sia puramente teorica?

Il fatto è che con la pratica delle trasfusioni, il giro d'affari che ne deriva è molto più interessante.

La coltivazione in vitro di organi della stessa persona da curare è una realtà che aggira del tutto il problema dei rigetti. E allora perché questa via è praticata solo molto timidamente ed in casi legati per lo più alla chirurgia ricostruttiva?

Semplice: perché è meno conveniente ed inoltre renderebbe inutile tutta una categoria di farmaci antirigetto! Il motore di tutto sono sempre il denaro, la convenienza, gli interessi privati: diffidate dei propagandati intenti "umanitari": dietro ogni operazione del genere c'è sempre da sospettare un tornaconto ben preciso. Il fatto che parli di questo su di un sito di vocazione motoristica è legato all'esclamazione di un chirurgo italiano che, in mancanza di... patri di ricambio disponibili, si lasciò scappare "Ora ci vorrebbe solo un bell'incidente motociclistico!". Gli organi da trapiantare si possono prelevare esclusivamente da organismi viventi uccidendoli con l'espianto e proprio in virtù di questo nessuno ci garantisce che venga fatto tutto il possibile per salvare un comatoso giunto in ospedale. Non sottoscrivete mai campagne in favore di donazioni. Di nessun tipo.

Per quanto riguarda l'aspetto filosofico della questione, il discorso si circoscrive ad una giustificazione plausibile dell'attaccamento alla vita: ma se l'essere umano non è solo corpo fisico, allora perché ostinarsi a... non morire quando ciò sembra inevitabile e la morte del corpo non è altro che una conseguenza ineludibile della vita stessa?

In ogni caso, guardate questo video che potrebbe risultare illuminante per coloro ai quali hanno fatto credere che, esattamente come per la favola del Dottor Frankenstein, sia realmente possibile trapiantare organi da cadavere ad essere vivente.
già pubblicato da heymotard.it

Nota: questo video è presente anche su YouTube ma parzialmente censurato dai vincoli di registrazione e della maggiore età
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