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giovedì 31 agosto 2017

Categorie privilegiate

La Legge sarebbe uguale per tutti ma per qualcuno - o addirittura intere categorie di individui - è più uguale.
Quotidianamente, centellinando i deliri dei media di regime, si possono apprezzare le condanne di chi detiene (per il momento) il potere contro tutte le categorie non allineate al Pensiero Unico PD-pentastellato, alla morale di regime, alle improbabili verità ufficiali. Tutti coloro che non pensano altrimenti sono allora etichettati come complottisti, razzisti e - quando proprio mancano gli argomenti, come spesso accade negli ambienti sinistri - perfino fascisti, riesumando un credere morto e sepolto dalla storia.

sabato 12 agosto 2017

Incendi dolosi: Cui Prodest?


Come più volte sostenuto nelle pagine di questo blog, non è razionale credere che ad essere responsabili della maggior parte degli incendi boschivi che ogni anno affliggono il territorio siano in gran parte cause naturali ed un piccolo esercito di persone affette da una patologia psichiatrica epidemica che sembra manifestarsi solo d'estate, perché se uno è piromane lo rimane anche d'inverno e brucia qualsiasi cosa, non solo macchie boschive.
E' logico invece pensare che assieme a fenomeni come l'immigrazione massiva di giovani maschi stranieri benestanti e nullafacenti, anche quello degli incendi boschivi rappresenti non solo un danno per il Paese ma anche e soprattutto un grosso affare per qualcuno.
Per ridimensionare qualsiasi fenomeno più o meno criminale che apporti danno e sofferenze ad uno Stato ed alla sua popolazione, è ovvio che serve a poco o a

giovedì 3 novembre 2016

Ancel Keys e la Dieta Mediterranea vista da casa sua


Ancel Keys era un fisiologo americano giunto in Italia al seguito delle truppe d'occupazione nonché inventore della "razione K" che già in patria aveva condotto degli studi sull'alimentazione umana, ad esempio sottoponendo alcune decine di obiettori di coscienza ad una dieta di 1800 calorie giornaliere in un arco di tempo in cui ne consumavano 3000... .

Catapultato nell'Italia meridionale del dopoguerra - ove rimase per 40 anni - dal suo Minnesota, notò subito di una bassa incidenza di malattie cardiovascolari nella gente del posto, rilievo statistico che lo spinse a condurre una serie di studi epidemiologici comparati alle loro abitudini alimentari e di vita.
Keys si stabilì nei pressi del paesino costiero cilentano di Pioppi ma per i suoi studi si avvalse anche di dati provenienti da altri Paesi.

lunedì 11 luglio 2016

Dove vai se la cintura non ce l'hai?


E' di oggi la notizia che il risarcimento previsto per il decesso delle studentesse Erasmus, occorso nell'incidente di bus spagnolo del 20 marzo scorso, sarà decurtato in base al riscontro che le stesse non avevano indossato le cinture di sicurezza.
E' vero che i bus montano la sola fascia addominale ma la stessa è sufficiente per evitare di venir sbalzati dal sedile in caso d'incidente.
Dalle cose che scrivo in rete, può sembrare che io sia totalmente anarchico e contrario alle regole in generale ma non è così: sono contrario solo alle regole gravemente lesive concepite per controllare e sottomettere la popolazione e gli individui che la compongono, non a quelle dettate dal Buon Senso.
Da quando si è capito che in caso d'incidente si rischia molto meno rimanendo assicurati al sedile, una regola di buon senso impone l'utilizzo delle cinture e

mercoledì 15 giugno 2016

Motociclismo e luoghi comuni


- Il fatto del giorno -
-
Motociclista #1, se non altro per anzianità)
- Arrivo nei pressi dell'ufficio postale, parcheggio la moto negli appositi spazi. I più vicini all'ufficio sono proprio di fronte ad esso ma al di là della strada, poco male;
- Mi tolgo casco e guanti e ripongo il tutto nel bauletto;
- Attraverso sulle strisce e proprio davanti l'ufficio noto un oggetto molto simile a quello sopra illustrato, parcheggiato in obliquo nello stallo del bus e con lo scarico libero (senza silenziatori) puntato esattamente contro l'ingresso dell'ufficio, a circa 3mt di distanza;
- Entro in ufficio salutando le impiegate che conosco e mi metto

giovedì 14 febbraio 2013

Inquinamento e stress da locomozione: come risolvere i problemi alla radice

Uno dei metodi più efficaci per ostacolare il diffondersi dell'informazione non è quello di cercare di contrastarla con degli argomenti logici - che per altro scarseggerebbero - ma salire sul carro della stessa cercando di deviarne la traiettoria.
Un trucco che funziona quasi sempre è quello di spostare l'attenzione e la focalizzazione della discussione dalle cause agli effetti. Su di essi si può discorrere all'infinito e perfino trovare soluzioni transitorie apparentemente efficaci (come un farmaco per una malattia) senza scalfire minimamente le cause.
Così, per quanto riguarda cause ed effetti relativi ai costi sociali, a quelli ambientali, agli effetti negativi sulla qualità della vita comportati dal traffico intenso e dalla densità circolatoria sulle strade, non si fa altro che discutere nonché ideare inutili palliativi costituiti da nuove norme circolatorie, divieti e deviazioni ad orari prestabiliti, potenziamento delle linee pubbliche ed altre amenità che non solo non migliorano ma - in genere - peggiorano la situazione in quanto se esiste una determinata quantità di persone e merci costrette a raggiungere un determinato punto, l'unica cosa che si può fare è quella di omogeneizzare il flusso evitando punte orarie e canalizzando il traffico su direttrici ad alta capacità di smaltimento. Tutte stronzate, insomma, che lasciano per forza di cose inalterato il flusso nella sua consistenza e con esso quasi inalterati i costi, l'impatto ambientale e le perdite di tempo.
 
L'unica svolta radicale a 180° per abbattere drasticamente, e non solo nascondere sotto al tappeto i mille problemi creati dal traffico, non è quella di ideare trasporti pubblici fantascientifici su monorotaia a -levitazione magnetica o auto iper-ecologiche che in maniera totalmente automatica ed indipendente dalla vostra volontà vi portano con estrema sicurezza al macello ma è quella di ABBATTERE I PRESUPPOSTI DEL TRAFFICO, come vado predicando da decenni, intervenendo per una volta sulle CAUSE e non sugli effetti.
 
Bene, giunti a questa determinazione, è innanzitutto necessario individuare i VERI motivi che spingono un'enorme percentuale di cittadini, ogni giorno della loro vita lavorativa o per il soddisfacimento delle necessità quotidiane, ad allontanarsi tanto dalla loro residenza da dover ricorrere ad un mezzo di trasporto motorizzato, privato o pubblico che sia.
 
Allora, da CHI è formato il traffico?
A seconda degli orari presi in considerazione, escludendo gli inevitabili addetti alla manutenzione urbana, stradale ed impiantistica come netturbini, stradini, idraulici del Comune ed elettricisti, artigiani e professionisti che operano a domicilio per la stessa natura della loro prestazione, nonché gli intoccabili turisti, si può supporre con sufficiente approssimazione che il traffico su cui si può intervenire, riducendolo drasticamente ricavandone più vantaggi che svantaggi, sia composto da categorie del genere:
  • Artigiani, burocrati, commercianti, operai, personale scolastico, professionisti che risiedono lontano dal loro posto di lavoro. In una parola: pendolari;
  • Studenti che risiedono lontano dall'edificio scolastico;
  • Cittadini costretti ad andare di persona, magari allontanandosi dal posto di lavoro, presso un ufficio pubblico o privato per espletare pratiche burocratiche;
  • Trasportatori di merci, con particolare attenzione ai generi alimentari, acqua e bevande comprese, in viaggio quotidiano da un capo all'altro del Paese;
  • Commercianti ambulanti;
  • Gente costretta ad allontanarsi per acquisti di prima e seconda necessità;
  • Personale medico e pazienti di ospedali, nosocomi vari, ambulatori, (inutili) centri di benessere o riabilitazione e quant'altro.
Soluzioni, nell'ordine ai punti elencati:
  • Incentivare, con mirati strumenti fiscali e creditizi supportati dallo Stato qualsiasi attività lavorativa che non comporti pendolarismo del titolare ovvero che si svolgono in prossimità della loro residenza. Rilasciare, senza difficoltà da parte del richiedente, licenze per nuove attività insistenti in zone perfiferiche a bassa densità abitativa o circolatoria e dal contrario non rilasciarne più tante nei centri già più che serviti e congestionati (questo provvedimento potrebbe incrementare il traffico locale di zone poco frequentate sgravando tuttavia in parte i centri urbani, con positivi effetti sull'inquinamento e sui tempi morti derivanti dai semafori e dalla ricerca dei parcheggi) 
  • Decentrare i plessi scolastici in piccole strutture di quartiere sfruttando anche le possibilità offerte dall'informatica, invece che accorparli in strutture sempre più grandi dai costi proibitivi e che da sole sono capaci di paralizzare il traffico della zona in cui insistono negli orari di ingresso ed uscita dei corsi;
  • Snellire ed informatizzare la burocrazia in maniera seria e radicale in modo da poter espletare da casa, magari a qualsiasi ora del giorno, la maggior parte delle pratiche e decentrando gli uffici in piccole unità di quartiere per i casi in cui sia realmente indispensabile la presenza del cittadino allo sportello. Abolire enti inutili come le Province, non per centralizzare il potere come immagina qualcuno, ma altrsì per decentrarlo agli enti locali ovvero ai Comuni che funzionavano benissimo nel Medio Evo e non si vede perché non possano funzionare oggi;
  • Detassare DEL TUTTO i prodotti alimentari a km 0 (diciamo non superiori a 10 oppure che non provengono da altri Comuni. Si potrebbe ideeare un vistoso marchio obbligatorio sulle derrate che ne identifica il Comune di provenienza). Tassazione extra "a chilometro" per la merce proveniente da distanze maggiori. Supertassa a chilometro sull'acqua imbottigliata in vetro. Ipertassa non inferiore ad 1€/litro su quella imbottigliata in plastica, da destinare ai costi di smaltimento senza combustione delle materie plastiche. Parallelamente alla supertassazione dell'acqua imbottigliata, sfruttare i proventi derivanti per migliorare la rete di distribuzione dell'acqua potabile e la sua qualità ricorrendo alla minore quantità possibile di additivi chimici. Una buona acqua potabile dal rubinetto dovrebbe essere anche gratuita ed a qualità garantita per ogni cittadino. Una fontana di quartiere a flusso continuato e magari utilizzato infine per irrigazioni (siamo in Italia e ce lo possiamo permettere) può contribuire ad evitare sedimenti e proliferazioni batteriche e vegetali nelle condutture;
  • Il commercio ambulante è folkloristico, in qualche caso costituisce anche una scelta di vita del titolare ma, non so, credo che prima o poi dovremmo farne a meno assieme ai mercati rionali e non che spesso, invece di costituire un occasione di risparmio per gli acquirenti, costituiscono solo una diminuzione dell'incasso giornaliero per i commercianti di zona in sede fissa. Ho riscontrato di persona, ad esempio, che negli ultimi anni in un piccolo ma ricco capoluogo di provincia toscano che conosco molto bene, il prezzo/qualità offerto al mercato cittadino del mercoledì non è migliore o è addirittura inferiore per pari prodotti reperibili in città;
  • L'aspetto dello shopping è da affrontare anche lavorando sulle coscienze e sulle abitudini che spingono i consumatori a fare abitualmente acquisti lontano dalla propria residenza invece di preferire i commercianti locali. La grande distribuzione rende difficile la concorrenza dei piccoli ma ci sarebbe sempre il metodo degli incentivi e dei disincentivi... .
  • L'ultima è la più facile di tutte: basta smettere di ammalarsi o di farsi convincere che si è ammalati tanto da doversi rivolgere a strutture e personali medici. Come fare? Semplicissimo: stressare lo stress, alimentarsi in modo corretto e condurre una vita salutare nonché ricca di soddisfazioni.
Con questi consigli, auguro a tutti una buona salute.

giovedì 20 dicembre 2012

Circolazione - Un paio di norme in meno: sugli pneumatici da neve per le auto e sull'ABS per le moto


Montare (catene omologate)

Roma, 19 dicembre - Salta la norma che imponeva l'uso dei pneumatici termici al di fuori dei centri abitati in caso di neve. Lo prevede l'emendamento dei relatori alla legge di stabilità approvato dalla commissione Bilancio del Senato che ha abrogato la norma del dl sviluppo. Sono state finalmente abrogate le norme che obbligavano gli automobilisti italiani all'uso esclusivo di pneumatici invernali, in caso di nevicate, e che mettevano fuori legge catene e altri sistemi omologati.[...]

Salta anche l'obbligo per le case produttrici di inserire l'ABS sulle moto. Il D.L. stabiliva che le case produttrici di moto avrebbero dovuto garantire l'offerta su tutti i veicoli di nuova immatricolazione a due o tre ruote e di cilindrata pari o superiore a 125 centimetri cubi, di sistemi di sicurezza e di frenata avanzati, vale a dire l'ABS.

(AGI)

 
Con l'occasione, è utile ricordare che in base alla circolare ministeriale 33/A/2/41655/1/2 del 14 maggio 2003, non è sanzionabile l'utilizzo di catene da neve non omologate.
Tuttavia, rimane comunque a discrezione delle Forze di Polizia la possibilità di vietare il transito ai veicoli non equipaggiati con i dispositivi (omologati) eventualmente previsti dai gestori delle strade.
 
articolo già pubblicato su heymotard.it 

martedì 12 giugno 2012

La sottile linea rossa

L'omonimo romanzo di James Jones non c'entra nulla o quasi ma rappresenta la metafora morale con cui si conclude questo spietato quanto esilarante cartoon animato da Bruno Bozzetto, incentrato sui luoghi comuni che caratterizzano gli italiani o vengono loro appioppati senza distinzioni di sorta.
Non sarebbe diseducativo, a patto che il messaggio che trasmette sia indirizzato, e quindi recepito, anche da quella parte di potere che si non cura affatto di calpestare la libertà ed i diritti fondamentali dei cittadini col pretesto, tutto da dimostrare, di agire per un superiore interesse comune.

E siccome non è possibile combattere la guerra facendo la pace, è bene che il Potere stia bene attento a non oltrepassare troppo, reiteratamente ed ulteriormente, quella sottile linea rossa.
Buona visione.

domenica 3 giugno 2012

Un sindaco da marciapiede

Chiariamo subito che l'appellativo vuole essere un richiamo puramente assonante al titolo del celebre film del 1969 "Midnight Cowboy" rititolato "Un uomo da marciapiede".
E l'ironia deve fermarsi qui senza doppi sensi perché il protagonista del film era un ragazzo di campagna riciclatosi in città come gigolò mentre il Sindaco di Castellabate sta dimostrando un impegno mai visto prima nella realizzazione di Opere Pubbliche infrastrutturali.
Ed il simpatico appellativo coniato dalla mia compagna è dovuto proprio all'inusitato proliferare di... marciapiedi, almeno nell'ambito della frazione di Santa Maria.
Marciapiedi di cui si sentiva il bisogno, sia chiaro, in quanto da sempre nel nostro paese i pedoni erano costretti a percorrere a loro rischio lo stesso piano viabile del traffico motorizzato.
Le precedenti amministrazioni si erano espresse timidamente in questo campo realizzando improbabili quanto inutili marciapiedi dalla funzione soltanto decorativa in quanto ritmicamente interrotti da palme o altri alberi così grandi da impedirne l'utilizzo.
In prossimità della caserma dei Carabinieri si possono ancora apprezzare i tronchi recisi di enormi palme che interrompono la continuità del pur necessario marciapiede.
Vista la grande attenzione di questa amministrazione ai marciapiedi... funzionali, suggerirei ad essa di prendere in considerazione - ormai dopo l'estate - l'eliminazione di quelli non funzionali come ad esempio quello che circoscrive Piazza Lucia, unico esempio al mondo, credo, di marciapiede consapevolmente costruito in un'area del tutto pedonale.
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Parimenti, ironia vuole che quando il lungomare era transitabile senza limitazioni fosse del tutto privo di marciapiedi mentre oggi che si cerca (invano) di pedonalizzarlo, sia costeggiato e delimitato da due marciapiedi non collegati tra loro. Il risultato è che i pedoni malgrado il traffico veicolare hanno la possibilità di "salvarsi" sui marciapiedi solo se si trovano vicini ad essi mentre sono costretti a scansare auto, moto e bici se invece si trovano nella zona che ne è priva.
Per il lungomare, è necessario decidere una volta per tutte se dev'essere realmente pedonale - e allora dev'essere sgombrato dai marciapiedi - oppure transitabile - e allora deve essere dotato di una rotonda finale, al posto della terrazza belvedere, che permetta alle auto di invertire il senso di marcia senza la necessità di ardite manovre tra i piedi dei pedoni.
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Il proliferare di rotonde, nel tentativo di disciplinare il traffico e di renderlo più sicuro, andrebbe inoltre riconsiderato in base allo spazio effettivamente disponibile: al di sotto di un determinato raggio, diciamo una decina di metri (quindi diametro 20mt), una rotatoria tende ad "incepparsi" per via dell'insufficiente capacità veicolare e della grossa difficoltà di manovra per gli autoarticolati.
Basta porsi a margine di una qualsiasi di queste rotonde troppo piccole per apprezzarne l'effetto negativo sulla scorrevolezza del traffico e sulla morale comune quando si ascoltano i sacrosanti improperi pronunciati dai camionisti di passaggio... . 
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In definitiva, il vero oggetto di questo articolo è quello di suggerire a qualsiasi amministrazione si succeda nel Comune, una maggiore attenzione alla concezione di un vero Piano della Viabilità su tutto il territorio piuttosto che la realizzazione di infrastrutture mirate a risolvere problemi o esigenze localizzate.
Castellabate e la sua principale frazione Santa Maria in particolare, sono oggetto da sempre di un'affluenza stagionale che va oltre la capacità di smaltimento delle loro strade e dell'accoglienza dei propri parcheggi; e questa situazione si è aggravata dopo la popolarità che è derivata dal pur brutto film "Benvenuti al Sud" e da tutte le trasmissioni televisive ambientate nel territorio del Comune.
Si è (male) pedonalizzato il Corso creando una passerella per lo shopping che non si differenzia da tante altre, al costo di creare un grosso problema alla viabilità perché non è stata PENSATA una viabilità alternativa prima di chiuderlo al traffico.
Ciò è ancor più grave se si pensa che il centro storico di Santa Maria è del tutto trascurato, non fosse che per la cura di alcuni proprietari di immobili.
I percorsi che si snodano paralleli ai due lungomari potrebbero ben essere valorizzati e frequentati vantaggiosamente dal passeggio, in modo da permettere ai lungomari veri e propri di meglio assolvere al loro compito di drenaggio veicolare; ciò sempre se si vuole prendere atto una volta per tutte che siamo (ancora) nell'era dell'automobile.
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Il metodo sarebbe anche semplice ed adottato in altri Comuni da altre più illuminate amministrazioni: liberalizzare ed incentivare le attività che intendano aprire o trasferirsi nel centro storico - da pedonalizzare in maniera assoluta - ripristinando una viabilità controllata nel Corso, a senso unico, con opportuni marciapiedi e con il parcheggio disciplinato da disco orario.
In una realtà dalle dimensioni così limitate, andrebbero anche eliminati i lampioni ripristinando il vecchio metodo a sospensione oppure ad applique, che non era affatto male, anche a livello estetico.
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Indicativo della scarsa attenzione prestata al centro strorico di Santa Maria, è il fatto che in Rete si sprechino foto raffiguranti le solite vedute della Torre e dei lungomari ma non se ne trovi neanche una del suo suggestivo centro storico.

venerdì 1 giugno 2012

Coste del Comune di Castellabate più sicure vigilate con moto d'acqua


A partire da oggi, le coste del Comune di Castellabate saranno vigilate da un operatore dotato di moto d'acqua: la notizia è tratta da un articolo di cilento.it che equivoca ripetutamente a cominciare dal titolo, assieme al Sindaco stesso, sulla definizione di "acquascooter".
Gli acquascooter propriamente detti, infatti, sono dei meri sussidi di nuoto azionati da motori termici oppure elettrici a seconda se destinati ad un utilizzo semi-sommerso o subacqueo. 
Ecco un esempio di acquascooter subacquei, è chiaro che non si tratta di veicoli utilizzabili per la sorveglianza marina, a meno di non usarli per controllare cosa fanno i bagnanti sotto il pelo dell'acqua...:


Un articolo più completo sull'argomento è disponibile su heymotard.it a questo indirizzo:

giovedì 15 marzo 2012

Andare fuoristrada per ritrovar la retta via... 14° Raduno 4x4 "Città di Acciaroli"

Pur trovando "ghettizzanti" i raduni di qualsiasi tipo, riconosco che - in questo mondo sempre più virtuale - rappresentano una di quelle occasioni sempre più rare di conoscere e toccare con... piede il territorio in cui viviamo.
Con questo spirito, e per il piacere di condividere un'esperienza con gli amici, mi sono lasciato trascinare al raduno di cui all'oggetto la cui prima sorpresa... annunciata è stata la quota d'iscrizione per auto: ben 65 Euro.
Pare che 15 di questi debbano addebitarsi ad un'assicurazione "obbligatoria" che è così andata a maggiorare una quota di partecipazione che per la passata edizione era di 50€ e già aveva dato adito a lamentele tra i partecipanti... che comunque parteciparono ed hanno partecipato lo stesso anche quest'anno in forza di circa 150 equipaggi.
Pare proprio che il Sistema ci metta continuamente alla prova per accertarsi che siamo capaci di sopportare sempre di più senza ribellarci... . 


 Ciò che difficilmente va giù è che l'apporto degli sponsor si è materializzato con numerosi quanto inutili gadgets invece di un abbattimento dei costi e quindi delle pretese dell'organizzazione, come dovrebbe invece accadere per queste manifestazioni.

Un'altra critica è più che legittima per la millantata sosta "enogastronomica" prevista a San Mauro Cilento attorno all'ora di pranzo che si è rivelata essere piuttosto una sosta idro-poco-gastronomica in quanto di "eno" non se n'è vista neanche l'ombra a favore di acqua imbottigliata, con la scusa che lo scorso anno lo scorrere dell'alcool ha provocato delle zuffe tra gli avventori (!?!) mentre il "gastro" era ridotto ad una striminzita "acqua-sale"(*) buttata in pasto agli avvoltoi che prima di altri si sono avventati sul buffet e ad un vassoio di prosciutto crudo che ho intravisto sfrecciare tra lo stormo, prima di decidere di comune accordo di abbandonare il non-desco per continuare il percorso.
*) per i non cilentani, l'acqua-sale è un povero ma gustosissimo piatto tradizionale a base di uno speciale pane biscottato prodotto in loco, reidratato e quindi rammollito un momento prima della preparazione del piatto, condito poi con pomidoro freschi, olio tassativamente d'oliva, poco sale ed un'aspersione di origano.
Un'alternativa semi-crudista alla pizza, un vero archetipo di quella Dieta Mediterranea che del resto è stata concepita e codificata nella vicina Pioppi.

Una successiva sosta programmata è stata più soddisfacente della prima con la distribuzione di uno spicchio di (discreta) pizza, un bombolone con la crema ed una sorpresa, offerta da uno sponsor, che consisteva in una confezione da negozio di fichi secchi ricoperti di cioccolata, tipici della zona.
Peccato però che la distribuzione fosse proporzionale alle auto iscritte e non agli effettivi partecipanti umani, per cui ogni equipaggio, pur formato da un minimo di 2 persone, ha ricevuto solo "uno di tutto"!
Un altro sintomo della disumanizzazione in corso.

E siccome lo sport del salto-del-pasto ci ha messo fame, non abbiamo trovato di meglio che interrompere la prosecuzione del percorso per allestire un kamp con tanto di brace, visto che previdentemente ci eravamo premurati di approvvigionarci in tal senso.

Rimarchevole la professionalità degli addetti alla "scopa" che si sono fermati in attesa che finissimo le libagioni ma non appena ci siamo resi conto di questo, abbiamo insistito per mandarli via ringraziandoli e liberandoli da ogni responsabilità.

A pancia piena abbiamo poi completato il percorso sul volgere della sera senza alcun problema.

Una particolarità che rende poco interessanti questi raduni, è che nel nostro territorio così accidentato e così densamente popolato, è quasi impossibile disegnare un tracciato di vero fuoristrada "dritto-per-dritto" o modificato all'uopo con escavatori e bisogna inevitabilmente ripiegare sulla percorrenza di strade carrarecce la cui sola pessima manutenzione fa si che assomiglino ad un vero percorso in fuoristrada irto di difficoltà.
Gran parte delle strade che abbiamo percorso in questa occasione si sono rivelate essere nient'altro che percorsi tracciati ed identificati con i noti segnali bianco/rossi da Sentieri Italia e non a caso ricche di scorci suggestivi in ciascuno dei diversi Comuni attraversati, da Pollica a Perdifumo passando da San Mauro e Stella Cilento.

Una particolarità che li rende invece interessanti è che prevedono invariabilmente l'attraversamento di proprietà private non accessibili in altre occasioni; in pratica un'opportunità in più per conoscere qualche altro pezzo di mondo e del nostro territorio senza il bisogno di promuovere la costruzione di sempre più strade pubbliche asfaltate, devastanti in maniera definitiva per il territorio enormemente più che il passaggio occasionale di qualche veicolo da fuoristrada.

Ecco un bizzarro cilentano che non ricorda - o non ha mai saputo - che queste terre furono sanguinosamente sottomesse all'Unità d'Italia contro la loro volontà.


Le foto utilizzate sono state scattate e gentilmente concesse dall'artista Gianfranco Di Mauro di Castellabate (SA).
E' possibile richiederne moltissime altre - bellissime e ad alta risoluzione oppure stampate - riguardanti il raduno o altri eventi contattandolo al suo indirizzo gianfrancodimauroatalice.it
(sostituire at con @) 

giovedì 14 luglio 2011

Campi estivi elettromagnetici

Estate a Castellabate, uno dei segnali catatteristici di questo periodo in cui la popolazione del Comune decuplica o quasi è il periodico sovraccarico delle linee telefoniche cellulari.
Quest'anno poi, ci si è messo anche il turismo cinematografico per esasperare il problema.
In queste occasioni, invece di chiedersi come facevano quando i cellulari non esistevano o di limitare le comunicazioni ai casi veramente importanti, la gente della strada non trova di meglio che inveire e lamentarsi contro i fornitori del (mancato) servizio.
Con un piccolo sforzo di memoria (in fondo, bisogna avere meno di 20anni per non poter immaginare com'era il mondo senza cellulari) potremmo  ricordarci che no era poi un gran problema quello di non poter telefonare quando e dove ci aggradava per il semplice fatto che non era possibile farlo: la fregatura delle comodità è che ci si abitua tanto ad esse fino a non poterne più fare a meno.
Essendo più scomodo comunicare a distanza, anche perché nessuno di noi passava la giornata a portata di telefono solo per poter essere reperito IN QUALSIASI MOMENTO, quando ci apprestavamo a fare una telefonata, il suo presupposto era per lo più quello di COMUNICARE INFORMAZIONE e molto meno quello di riempire la giornata o, peggio, darsi un contegno in mezzo alla gente (una volta si prendeva a fumare solo per questo).
Orecchiando invontariamente ma inevitabilmente le telefonate da cellulari - private in teoria ma pubbliche all'atto pratico - ci si accorge che la stragrande maggioranza di esse (e non solo quelle effettuate da ragazzine...) sono del tutto inutili e se "urlate" senza ritegno servono solo a comunicare A CHI NON E' AL TELEFONO, quanto si è fichi per quello che si fa, quello che si ha e le persone socialmente significative che si frequentano.
Ieri sera, ho notato un gruppo di - immagino - minorenni o poco più che nella penombra della sera che si erano raggruppati sulla banchina diventata ormai famosa per essere utilizzata più dai fotografi da matrimonio e dalle troupe di ripresa cinematografica che dai marinai...
Alcuni di loro erano già a sedere mentre altri arrivavano e se ne andavano ma il fattore che li accomunava era quello di avere quasi tuti in mano un I-pod o come diavolo si chiama acceso!
Chi non lo aveva (acceso) era intento a fissare lo schermo più vicino sul quale - immagino - scorrevano immagini interessantissime più della bellezza di essere giovani d'estate al mare in mezzo agli amici... .
In pratica, l'utilizzo che si fa di questi apparecchi ed anche dei semplici cellulari, va ben oltre la mera possibilità di comunicare a distanza: per chi ne dipende psicologicamente, sono diventati un avere indispensabile per non essere emarginati dal gruppo.
E se riuscite a carpire ciò che pensano veramente i giovani di oggi, è questa la loro paura più grande.
A distanza, il brillare dei numerosi schermi accesi aveva attratto la mia attenzione e mi aveva incuriosito.
Ora, dopo che la pericolosità per la salute dei campi emessi dalla telefonia mobile è stata riconosciuta anche a livello ufficiale e già si emettono le prime sentenze che riconoscono malattie professionali da esposizione a campi elettromagnetici, riporto un articolo pubblicato sull'impagabile blog scienzamarcia che riguarda una vicenda che sta avendo luogo in Gran Bretagna ma potrebbe verificarsi pari pari anche da noi.
La lettura dell'articolo che segue e di tutti i link suggeriti dovrebbe farci pensare e ripensare ogni volta che veniamo a sapere dell'istallazione di una nuova "cella" emittente radiocellulare nella nostra zona, già più che satura di radiazioni elettromagnetiche.
Ricordo con l'occasione che le radiazioni sono tutte nocive, anche quelle di una "innocua" stazione radiofonica: molti ricorderanno i morti e le patologie non solo tumorali che hanno sulla coscienza (ammesso che ne abbiano una) i gestori di Radio Vaticana: una vicenda del tutto simile a quella inglese oggetto del seguente articolo.

Qui di seguito la traduzione dei passaggi più salienti dell'articolo 14 die of cancer in seven years living next to phone mast with highest radiation levels in UK di Rebecca Camber, pubblicato il 23 giugno 2008 sull'edizione on line del famoso quotidiano britannico daily mail.

14 morti per cancro in sette anni fra le persone che vivevano vicino ad una torre per le antenne dei cellulari coi più alti livelli di radiazione nella Gran Bretagna

Sono morte di cancro quattordici persone che vivevano nel raggio di un miglio da una torre di antenne per la telefonia celulare che emette uno dei più alti livelli di radiazione di tutta la nazione.

(...)

Altri 20 residenti hanno sviluppato tumori negli ultimi 7 anni, ma sono sopravvissuti.

Coloro che vivono all'ombra di tale torre hanno iniziato una campagna per la sua rimozione, affermando che essa ha causato un focolaio di casi di canrco. L'Agenzia per la Protezione della Salute (Health Protection Agency) sta investigando.

Genitori preoccupati rifiutano di portare i propri figli ai campi da gioco che si trovano vicini alla zona della torre per paura di causare danni alla loro salute.

La torre è stata eretta nel 1995 sopra una torre per l'acqua in disuso a Kingswinford, vicino a Dudley, nel West Midlands.

Ma gli attivisti affermano che i problemi di salute sono iniziati tra i 700 residenti del quartiere quando ulteriori antenne e dischi furono aggiunti nel 2001.


Essa [la torre] serve 4 operatori di telefonia mobile.

Esperti dell'azienda per il controllo delle comunicazioni Ofcom, che hanno condotto dei test sulla torre, affermano che essa emette i livelli di radiazioni più alti rispetto a qualsiasi altro sito controllato in Inghilterra quest'anno.

Tuttavia, la radiazione era sempre entro le normative Britanniche per la sicurezza.


Wendy Baggott [foto sopra] 52 anni, che guida un gruppo di protesta contro la torre la quale si trova a 200 metri dalla sua casa, dice: 'La senti come una presenza minacciosa che si estende su tutto il vicinato'. 
'Negli ultimi sette anni ci sono state 14 morti per cancro in quest'area. Quattro di esse sono avvenute in questa strada. Viene colpito il benessere di tutta la comunità.'

La pensionata [Wendy Baggott], ex revisore clinico [clinical auditor] del Sistema Sanitario Nazionale (NHS, National Health Service), il cui marito Clive ha contratto due volte un tumore alla pelle ha detto: 'E' una grossa preoccupazione per noi il fatto che ci sia un'area di gioco per i bambini così vicina ad essa [la torre].

'I genitori e nonni di questa zona non lasciano che i loro bambini vadano là perché sono hanno il terrore che possano sviluppare un cancro..'
(...)

* Le torri dei ripetitori per i cellulari emettono circa 10 volte la quantità di radiazione emessa da un forno a micro-onde

* Le onde radio che provengono dalla torre penetrano più di un pollice [>25mm; N.d.R.] nei tessuti del corpo

* Le radiazioni emesse da un telefono cellulare tenuto contro la testa giungono al cervello più potenti di quelle emesse da una torre

* Nel 2000, un rapporto redatto su incarico del Governo ha concluso che non c'è nessun legame definito tra le torri e le malattie

* Ci sono 51.000 torri per i cellulari nella Gran Bretagna


approfondimenti:

lunedì 27 dicembre 2010

Qualità dell'aria e qualità della vita

Rimanendo nell'ambito dei falsi problemi (vedi articolo precedente) alcune ricorrenti deviazioni dell'attenzione si possono notare in quasi tutte le proposte di soluzione all'inquinamento cittadino da gas e polveri sottili.
Ecco tre delle più inflazionate, secondo le quali per migliorare la qualità dell'aria in città si dovrebbe...:

Utilizzare di più i mezzi pubblici.
Se uno sceglie di utilizzare un veicolo privato è perché può risultare più comodo, spesso più rapido, più capillare, permette di trasportare oggetti di notevoli dimensioni, bambini molto piccoli ed animali senza fatica o difficoltà e soprattutto permette di farlo senza essere soggetti a biglietti, orari strampalati e non coincidenti e fermate lontane dalla propria residenza o dall'obiettivo del viaggio, attese a volte interminabili magari esposti alla pioggia e allo smog. Il mezzo privato mette al riparo da borseggi, contagi per vie aeree, indebite richieste di danaro, prepotenze sulla persona ad opera di bulli da metrò e odori molesti. Inoltre, c'è da dire che un mezzo pubblico, per il suo peso e per le sue dimensioni, crea un impatto sull'ambiente urbano molto molto più deciso del più grosso SUV esistente: questo nuovo bisogno imposto del mercato pur essendo particolarmente inviso agli ecologisti (di facciata) ed agli... invidiosi di ogni sorta, di certo non necessita di adeguamenti della rete viaria come è indispensabile per un bus di 13 metri e 20 tonnellate. Se ci pensate bene, le nostre città risultano stravolte e condizionate nell'urbanistica proprio dagli inevitabili adattamenti necessari al traffico pesante. Se nelle città si utilizzassero solo veicoli a due ruote, non esisterebbero problemi di viabilità né di parcheggio: utopia? No, se si eliminasse il PRESUPPOSTO della necessità di utilizzare un veicolo a più di due ruote, pubblico o privato che sia: continuate nella lettura!

Rinnovare (forzatamente) il parco circolante.
Incentivi ed istillazione di sensi di colpa nell'utente sono utili soprattutto alle Case produttrici di veicoli, molto meno all'utente stesso che si ritrova a spendere soldi (che spesso non ha) senza una vera necessità.
Sostituire un vecchio veicolo con uno nuovo significa principalmente gravare l'ambiente di tutto l'inquinamento inevitabilmente prodotto per fabbricare i materiali base, trasportarli fino alle fabbriche, costruire e trasportare il nuovo veicolo fino alla concessionaria.
Per produrre un'auto è necessaria un'enorme quantità di energia (prodotta come?) e circa 150.000litri d'acqua.
Smaltire o riciclare un veicolo vecchio non è gratis per l'ambiente: serve energia (prodotta come?) ed è inevitabile contaminare l'ambiente con diossine, idrocarburi combusti ed incombusti, acidi e materiali delle batterie, plastiche, gomme ecc. non tutti e non interamente riciclabili.
Se ci tenete all'ambiente, curate la vostra vecchia auto e rimandate il più possibile l'acquisto della prossima (possibilmente usata): i ricambi che vi potranno servire sono già stati prodotti e giacciono inutilmente nei magazzini o nelle demolizioni col rischio di essere prima o poi smaltiti (nell'ambiente) in quanto non più richiesti.
E se il nuovo veicolo inquina l'aria un pò meno (sul quanto, non fatevi illusioni) di quello vecchio, per compensare l'inquinamento prodotto con la sua fabbricazione dovrete utilizzarlo almeno per i prossimi 50anni... .

E visto che sto sguazzando nel politicamente scorretto (cioè nella verità) lancio anche una proposta politicamente scorrettissima ma realmente ecologica: una tassazione extra, diciamo una super IVA del 40%, sui veicoli acquistati nuovi - quale indennizzo per il loro impatto sull'ambiente - e l'esenzione perpetua della tassa di possesso per i veicoli acquistati usati.(*)
*) Ricordiamoci che pochi decenni fa, l'IVA sfiorò realmente questa aliquota raggiungendo il 38% per i beni considerati "di lusso" come le pietre preziose, le auto oltre 2000cc a benzina (!) e le moto oltre 350cc (!!!)

Utilizzare veicoli elettrici.
Bene, anzi benissimo. Solo che prima dovete rassicurarmi sul metodo utilizzato per produrre (e trasportare) l'energia elettrica necessaria e trovare la soluzione per altri piccoli inconvenienti... date un'occhiata a questo vecchio articolo di heymotard.it : http://www.heymotard.it/electric.htm e ad un link a cui rimanda http://www.heymotard.it/vs.htm !!

Incentivare l'utilizzo delle due ruote.
In effetti, mentre alcune amministrazioni locali continuano stupidamente a fare la guerra alle moto, altre hanno finalmente capito che un traffico formato da veicoli a due ruote non può fisiologicamente generare ingorghi né altri disagi di alcun genere; anche perché strade concepite per auto e, a stento, per veicoli pesanti non hanno problemi a drenare un traffico così composto.
Se ci si vuole limitare a lavorare sul traffico senza prenderne in considerazione i presupposti, non si può fare a meno di constatare lo snellimento che consegue preferendo la moto a veicoli a più di due ruote.
E mi riferisco alle moto, ovvero alle due ruote motorizzate e NON alle bici, in quanto se queste ultime possono andar bene per il tempo libero a patto di utilizzarle esclusivamente in aree ad esse dedicate, sfido chiunque a dimostrare che possano essere usate VANTAGGIOSAMENTE e SENZA RISCHI per l'incolumità e per la salute nell'ambito di una normale giornata lavorativa.


L'unica soluzione possibile

Se si analizzassero i problemi a partire dai loro presupposti, non si commetterebbe l'errore di concentrarsi sugli effetti trascurando le cause.

Le domande serie da porsi sono:

1) Da cosa è composto l'inquinamento atmosferico?

2) Quali sono i PRESUPPOSTI del traffico? Ovvero: perché è NECESSARIO spostarsi continuamente anche se non si è d'indole nomade...?

Risposte:

1) L'inquinamento atmosferico è composto da innumerevoli sostanze gassose (escluso la CO che è innocua*) e particolati provenienti da diverse fonti. Per quanto riguarda l'ambito di cui stiamo parlando, l'autotrazione ovvero i trasporti urbani, sappiamo che il "contributo" apportato dai mezzi mossi da motori a combustione è pari a circa il 16% del totale.
Il resto proviene dalla produzione industriale, dai riscaldamenti (particolarmente concentrati nelle realtà urbane), dai malefici inceneritori e dalle irrorazioni aeree intenzionali e non (cioè: scie chimiche e traffico aereo). Perciò bisogna essere coscienti del fatto che anche se riuscissimo ad abbattere del 50% le emissioni dovute al trasporto motorizzato, il suo effetto sull'atmosfera si limiterebbe ad un -8%: un primo passo positivo per l'ambiente, ma non certo la soluzione definitiva.
*) nonostante quello che si vuole far credere ultimamente, la quantità di anidride carbonica immessa in atmosfera dalle attività umane è trascurabile se la paragoniamo a quella emessa dal solo mare durante la sua respirazione (quindi senza neanche considerare animali e piante terrestri). Perciò anche ammettendo che abbia realmente un impatto sull'atmosfera, riducendo a zero quella prodotta dall'Uomo l'atmosfera stessa molto probabilmente non se ne accorgerebbe neanche... .
Quello della CO, in definitiva, è un altro dei tanti FALSI PROBLEMI in cui inutilmente ci dibattiamo.

2) L'assurdo sistema di cui facciamo parte ci obbliga a spostarci ed a spostare merci continuamente per esigenze che potrebbero essere risolte a monte:
- snellendo la burocrazia attraverso leggi più moderne ed un utilizzo più popolare e diffuso dell'informatica: in tal modo sarebbe minore la necessità di recarsi di persona presso gli uffici pubblici;
- decentrando e frazionando gli uffici pubblici: nell'era dell'informatica nella quale si è virtualmente presenti in tutti i luoghi, non ha senso creare colossi burocratici violentando palazzi settecenteschi in pieno centro magari in piena zona ZTL invece di creare sportelli multifunzionali di quartiere la cui gestione costerebbe meno e sarebbero più efficienti;
- incentivando i commercianti a trasferire la propria attività in zone meglio servite dalla rete viaria pubblica e privata, in particolare per quanto riguarda attività per le quali non è di fondamentale importanza averle sotto casa;
- ridurre al massimo il pendolarismo: uno dei più grandi sprechi di risorse umane ed economiche che incide pesantemente sulla qualità della vita di milioni di persone e sul volume del traffico che vanno a creare, potrebbe essere progressivamente ridimensionato razionalizzando in primo luogo i criteri per le assunzioni in modo che tengano conto, come parametro fondamentale, della distanza della residenza del soggetto dal luogo di lavoro: in tal modo anche il mercato immobiliare dei fitti, delle vendite e dell'edilizia popolare ne risentirebbe positivamente;
- limitare fino ad IMPEDIRE il commercio di bevande e derrate alimentari sulle lunghe distanze. Una volta era stupidamente proibito trasportare privatamente, senza scopo di lucro, olio e vino da una regione all'altra: sarebbe bene invece che oggi fosse vietato trasportare per fini commerciali alimenti in genere su distanze superiori ad una determinata quota: 300, 200 o perché no, solo 100Km a meno che localmente o a breve distanza non esista un'alternativa valida all'importazione. Mi riferisco in particolare alla strana abitudine che vede gli italiani al primo posto al mondo (quanto a stupidità) per quanto riguarda il consumo di acque imbottigliate provenienti da... il più lontano possibile! Bere in Sicilia acqua imbottigliata sulle Alpi e viceversa è una cosa IDIOTA, non ci sono altre definizioni plausibili soprattutto se oltre allo spreco energetico dovuto al trasporto si considera (anche) la proliferazione batterica che ha luogo nelle bottiglie e, quando sono di plastica, il rilascio di bisfenolo A e ftalati. Il turismo enogastronomico nato forse nel nostro Paese grazie alla sua varietà culturale ha come presupposto la conoscenza di un luogo soprattutto attraverso i sapori e pretendere di mangiare una buona mozzarella di bufala in Veneto, una buona pizza lontano da Napoli, una porchetta decente lontano dal suo triangolo d'elezione nell'Italia Centrale, il panforte lontano da Siena, ecc. secondo me è da sprovveduti: se in futuro venissero adottate soluzioni come da me proposte, sulle strade i fiumi a corso torrentizio di tristi pendolari loro malgrado e di sbuffanti autotreni trasportanti acqua da fonti remote e salmone svedese per l'IKEA verranno sostituiti da allegri rigagnoli di famiglie alla riscoperta dei sapori locali.

sabato 13 febbraio 2010

I "full body scanner" aumentano il rischio di cancro

(6/1/2010) integralmente tratto da scienzamarcia

articolo correlato: Finto terrorismo e vera leucemia

Ci sono due tipi di scanner che dovremo sopportare in un aeroporto; gli scanner che funzionano con onde millimetriche e gli scanner a raggi X. Entrambi emettono radiazioni ad alta energia e sono pericolosi.

I body scanner hanno rivoluzionato la pratica della medicina ed hanno salvato molte vite [purtroppo questo succede perchè i bravi medici hanno ormai disimparato a fare diagnosi corrette senza utilizzare sofisticati mezzi tecnologici - N.d.R.] ma dobbiamo porre in discussione l'obbligo imposto dal governo che porta la gente a sopportare radiazioni ad alta energia in assenza di una situazione di pericolo di vita. Dobbiamo protestare contro l'utilizzo di full body scanner su bambini e giovani adulti dato che corrono un rischio maggiore di sviluppare tumori cerebrali ed altri tipi di cancro a causa di tali apparecchi. I tumori, specialmente nei soggetti giovani, probabilmente aumenteranno quando i body scanners verranno installati su scala nazionale [ovvero in tutti gli U.S.A. - N.d.T.]. Semplicemente non c'è nessuna dose “sicura” di radiazioni , il 50% dei casi di cancro negli Stati Uniti sono indotti da radiazione.

Le persone con impianti medici come i pace-maker dovrebbero inoltre evitare gli impulsi elettromagnetici generati dai body scanner dal momento che essi possono alterare significativamente la forma d'onda dell'impulso del pacemaker.

Gli scanner a onde millimetriche emettono lunghezze d'onda comprese tra uno e dieci millimetri dette onde millimetriche; tali onde sono considerate frequenze estremamente alte (EHF, Extremely High Frequency), e sono le radio-onde con la maggiore frequenza. Le EHF coprono un range di frequenza dai 30 ai 300 gigahertz, e sono dette anche onde terahertz (THz), che possono ‘aprire’ o fare a pezzi il DNA, creando bolle nel DNA che potrebbero interferire con processi quali l'espressione del gene e la replicazione del DNA.

I vestiti ed i materiali organici sono trasparenti per la maggior parte delle frequenze della banda delle onde millimetriche. Perfette per il rilevamento degli oggetti di metallo portati dalle persone negli aeroporti, ma non così efficienti nel rivelare materiali di bassa densità come plastiche, prodotti chimici o liquidi, che erano alcuni degli oggetti utilizzati dal bombarolo delle mutande.

I full body scanner a raggi X forniscono una visione eccezionalmente chiara dei soggetti [sottoposti a scansione] combinando i dati di molte immagini [ciò vuol dire che vengono effettuate scansioni multiple secondo differenti angolazioni, aumentando così la dose di radioattività assorbita dai malcapitati che vi passano attraverso - N.d.T.], ma l'aumento di esposizione ai raggi X può anche causare mutazioni del DNA e causare l'insorgenza del cancro. I raggi X sono penetranti e sono considerati radiazioni ionizzanti; le radiazioni ionizzanti in qualunque quantità possono causare mutazioni genetiche, che mettono le cellule esposte sulla strada del cancro. Cancri associati all'assorbimento di alte dosi di radiazioni ionizzanti includono la leucemia, [secondo alcune analisi più recenti circa il 20% dei casi di leucemia sono causati dall'esposizione ai raggi X delle radiografie - N.d.T.] il mieloma multiplo, e cancri al seno, alla vescica, al colon, al fegato, al polmone, all'esofago, alle ovarie, alla prostata, alle cavità nasali ed ai seni paranasali, alla faringe, alla laringe, al pancreas e allo stomaco.

Il passaggio sotto queste macchine di persone in buona salute creerà più problemi di quanti ne possa risolvere, dal momento che persone in buona salute vengono esposte alle radiazioni. Il rischio per la sovraesposizione alla radiazioni può essere piccolo per un singolo soggetto, ma il numero di soggetti esposti ai rilevatori aeroportuali incrementerà il rischio di milioni di volte Una normale Tomografia Computerizzata del petto è equivalente a circa 100 lastre di raggi X. Le radiazioni emesse da alcuni scanner sono equivalenti a quelle di 440 normai lastre ai raggi X. Le tradizionali lastre ai raggi X rilevano i materiali duri e quelli molli a causa di una variazione della trasmissione della radiazione attraverso il soggetto da esaminare. I raggi X da riflessione (backscatter X-ray) rilevano la radiazione che viene riflessa dall'oggetto dell'indagine.

Diversi studi hanno suggerito che molte persone sono state inutilmente esposte alle radiazioni delle Tomografie Computerizzate o hanno ricevuto un'eccessiva dose di radiazioni. Una persona che si sottopone ad una scansione con raggi X da riflessione riceve approssimativamente da 0.005 a 0.009 millirem di radiazione. 1 millirem all'anno è una dose di radiazione irrilevante, e 25 millirem all'anno da una singola fonte è il limite massimo per un'esposizione considerata sicura. Il diffuso uso intensivo dei body scanner e la variabilità nella dose di radiazioni emessa dalle differenti macchine potrebbe sottoporre molte persone a dosi di radiazione che potrebbero alla fine causare migliaiai di nuovi casi di cancro e di morti [in effetti non esiste nessuna dose sicura e le così dette "soglie di sicurezza" sono solo dei limiti legali e non biologici; come fisico laureato con una tesi sul monitoraggio delle radiazioni ho consultato decine di studi sulle riviste scientifiche ufficiali che lasciano ben pochi dubbi sul fatto che il rischio per la salute sia direttamente proporzionale alla dose assorbita di radiazioni ionizzanti - N.d.T.]


Link di approfondimento:

- How TeraHertz waves tear apart DNA (come le onde Terahertz fanno a pezzi il DNA - di prossima traduzione sul blog scienzamarcia.blogspot.com)

- Are planned airport scanners just a scam? (gli scanner negli aeroporti sono una truffa?)

- Kids At Higher Risk of Brain Tumors From Cellphones (i bambini sono a maggiore rischio di sviluppare tumori cerebrali causati da telefoni cellulari)

- Police force claim ‘radios’ are making them ill (le forze di polizia sostengono che le 'radio' li stanno facendo ammalare)

- Full-Body Scanners to Fry Travelers With Radiation (full body scanner per friggere i viaggiatori con le radiazioni)

- 2 Billion may suffer from Mobile Cancer by 2020: Study (2 miliardi di persone potrebbero soffrire di cancro causato dalle radiazioni dei telefonini e delle comunicaizoni wireless: uno studio dell'Istituto di Ricerca Australiano per la Salute)

- 14 Living Next To Cell Tower End Up Dead (14 persone che vivevano vicino alle antenne dei cellulari sono morte)

mercoledì 6 gennaio 2010

Raggi x: finto terrorismo e vera leucemia

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Ogni farsa mediatica non è mai fine a sé stessa.
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Così è stato per quella colossale dell'11 settembre che ha fornito la scusa al governo USA di applicare in meno di 24h delle disposizioni di legge restrittive per la libertà personale già approntate mesi prima per l'evento e di giustificare l'aggressione militare all'Iraq nonostante fin dal primo momento, a livello ufficiale, si sia parlato di matrice saudita dell'attentato con tanto di foto accusatoria della buonanima di Bin Laden in prima pagina che di certo iracheno non era.
Ma il caos ed il terrore sono creati proprio allo scopo di disorientare le masse ed annullarne lo spirito critico.
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Così per quella, molto più farsesca e senza NESSUN FERITO, del falso attentato a Berlusconi che di sicuro ha avuto l'effetto immediato di aumentarne la popolarità (ed anche di confermare quanto ci prenda in giro).
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Così per il falso attentato all'aeroporto di Detroit, che ha fornito la scusa per far passare come normale ed indispensabile la pratica del Body Scanning con i raggi x.
E' da notare quanto in questi casi eclatanti siano incredibilmente tempestive le "soluzioni" del Sistema ad ogni nuovo "problema".
Già questo farebbe pensare che le soluzioni siano pronte ben prima che i problemi si presentino e che quindi i problemi stessi siano creati ad arte.
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C'è anche da dire che se questo scanning consentirebbe in teoria di volare forse più sicuri, almeno senza malintenzionati armati in modo convenzionale, di sicuro mina la salute dei passeggeri in modo certo, soprattutto di coloro che sono costretti a viaggiare in aereo molto spesso.
E' nota ad esempio l'influenza dei raggi x sull'insorgere della leucemia ma non solo, ecco un insieme di links reperiti in rete in pochi minuti:
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La cosa che non si capisce è come una pratica del genere possa realmente prevenire atti di terrorismo.
Infatti, se lo scopo del terrorista è quello di far saltare tutti in aria, non si capisce perché dovrebbe farlo in volo, con una bassissima probabilità di non essere scoperto prima dell'imbarco visto che anche in mancanza di scanning corporale ai raggi x ci sono altre metodiche di controllo molto efficaci.
Tra l'altro, i dirottamenti - l'unico vero motivo per il quale un terrorista sarebbe costretto ad imbarcarsi - dopo la caduta del "muro" sono una pratica desueta e limitata ormai ad i voli interni di Paesi particolarmente "caldi".
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Un terrorista un po' più furbo dell'attore o candidato manchuriano di Detroit si farebbe comodamente esplodere in aeroporto PRIMA dei controlli, con la possibilità accessoria di portarsi dietro ancora più gente.
Anzi, avrebbe anche la possibilità di farla franca limitandosi a collocare la bomba e allontanandosi incolume ed indisturbato prima dell'esplosione.
E' questo che farebbe un vero terrorista, se proprio tenesse alla sua "causa".

foto a raggi x tratta dal portfolio di Nick Veasey

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- La trappola: disumanizzare di Solange Manfredi