Visualizzazione post con etichetta energia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta energia. Mostra tutti i post

giovedì 19 settembre 2019

2000 Euro d'incentivo all'inquinamento

Il nuovo governo ineletto (il 7° in 19 anni di sospensione della democrazia) continua a far danni in maniera peraltro neanche tanto originale con i famigerati incentivi alla rottamazione di veicoli perfettamente funzionanti.
Chiariamo subito una cosa: ogni veicolo rottamato costituisce una vera e propria bomba ecologica, un insulto all'ambiente ed un omaggio alla produzione capitalistica di beni più dannosi che inutili.
Se da una parte è vero che un'automobile più evoluta, durante il suo funzionamento consuma leggermente meno e inquina leggermente meno di un'auto della generazione precedente è anche vero che:

1) Rottamare un veicolo perfettamente funzionante comporta il

lunedì 8 aprile 2019

Nuovi incentivi per i più ricchi e per aumentare l'inquinamento

Partono finalmente gli incentivi per l'acquisto di veicoli elettrici. Come al solito, e perpetrando la prassi avviata a valle del colpo di Stato del 1992, questi incentivi andranno a beneficiare chi può permettersi di acquistare un veicolo nuovo, alla faccia di chi non può farlo. Ma al di là di considerazioni etiche sull'operato dei malgoverni che dobbiamo subire - anche e soprattutto per colpa nostra, per carità - bisogna chiedersi quali sono le ripercussioni negative sull'ambiente per una disposizione del genere. Sarebbe ora di cominciare ad impegnarsi per un ecologismo reale ed operativo, non solo di facciata: se decido di comprare un veicolo elettrico per convenienza, per sfizio o semplicemente perché sono un Radical Shit alla moda, è mio dovere chiedermi quale impatto negativo la mia decisione ha sull'ambiente.

Il veicolo più ecologico è quello che possiedi già 

venerdì 2 marzo 2018

L'incompetenza al potere - la Raggi e Diesel


La critica più facile che si possa opporre ai pentastellati è di sicuro l'elevato grado d'incompetenza manifestato continuamente dai suoi rappresentanti.
L'apoteosi di questo stato di fatto si è secondo me raggiunta con l'inutile partecipazione (a spese del contribuente) del sindaco Virginia Raggi all'ancor più inutile riunione internazionale sui cambiamenti climatici riservata, non si capisce in base a quale logica, a sole donne.

La dimostrazione dell'inutilità anzi direi della dannosità della sua partecipazione a tale meeting, è palesata dalla sua dichiarazione successiva di voler progressivamente eliminare i veicoli spinti da motori Diesel dalla città di Roma, rammaricandosi o dimenticandosi magari di aver da poco acquistato diversi autobus così motorizzati.

giovedì 17 agosto 2017

Morto un altro innovatore oscurato

Senza alcun dubbio, lo stato dell'arte della scienza è molto più avanzato di quanto non vogliano farci credere e questo è vero in tutti i campi dello scibile.
Per quanto superati dalle conoscenze attuali, anche i motori endotermici a idrocarburi non hanno ancora raggiunto il loro limite evolutivo. Inoltre, per come è strutturato il mondo attuale, saranno utilizzati ancora a lungo, almeno per quanto riguarda la trazione veicolare, anche perché non sono state ancora realizzate tecnologie altrettanto funzionali. Nonostante il continuo sviluppo degli accumulatori di corrente, le autonomie dei veicoli elettrici non sono ancora adeguate alle esigenze della vita moderna. Tali motori diventeranno veramente alternativi anzi nettamente superiori a quelli termici solo nel momento in cui potranno avvalersi direttamente a bordo di sistemi di produzione di energia elettrica ad alto potenziale e rendimento oppure potranno avvalersi di

lunedì 13 febbraio 2017

Tecnologie occulte


Come già messo in evidenza in passato sulle pagine di questo blog, lo stato dell'arte tecnologico è incredibilmente più avanzato di quello che si vorrebbe far credere. Ma mettere a disposizione della comunità tecnologie "troppo" avanzate, sortirebbe un effetto distruttivo per il Sistema di potere: emanciperebbe le masse finora schiavizzate, in quanto già solo la disponibilità di energia a costo zero sarebbe sufficiente a fornir loro mezzi di sussistenza e prosperità. Dovessero pervenire a tale condizione, non avrebbero più alcun motivo di sottomettersi al volere dei potenti. Anzi i potenti, automaticamente, non potrebbero più

giovedì 26 gennaio 2017

Paura della fisica


Una notizia recente, riguarda l'agitazione che sta pervadendo i maturandi dal momento in cui si è sparsa la notizia che la fisica potrebbe essere una delle materie d'esame.
Sinceramente, non solo non ne comprendo il motivo ma trovo assurdo che una materia così fondamentale per la comprensione del mondo in cui siamo immersi - facendone anche parte - non sia tra quelle obbligatorie, soprattutto per scuole come il Liceo Classico (esiste ancora) dove s'insegna prevalentemente il nulla, anche se lo si fa in maniera che sembri qualcosa.

domenica 23 ottobre 2016

Mors Tua, Vita Mea - Alcune considerazioni sullo Stato dell'Arte di Scienza e Tecnologia


Bene e male non esistono, sono solo due concetti descrittivi di realtà soggettive, così come possono essere il dolore ed il piacere.
La natura non è né buona né cattiva: è l'ordine anarchico delle cose, ne facciamo parte e dobbiamo accettarne le regole generali anche nostro malgrado.
Avere la possibilità di condurre - fin dalla nascita - un'esistenza piena di soddisfazioni e degna di essere vissuta o in alternativa un vero inferno in Terra, è solo una questione di fortuna e probabilità. Non a caso, gli antichi romani consideravano il Fato superiore alla volontà degli dei.
Tutti gli eventi che si possono verificare sulla Terra genereranno delle conseguenze che possono essere positive per alcuni esseri viventi, favorendone la prosperità, ed allo stesso tempo negative per altri, determinandone l'estinzione.

venerdì 20 maggio 2016

Quale energia?

Quando si discute di energia, non lo si può fare con cognizione di causa se prima di tutto non si quantificano le necessità ed il potenziale produttivo di ogni singola tecnologia.
Nello schema che segue, all'interno della rappresentazione del Sole sono visualizzate in scala le quantità di energie naturali che si rinnovano annualmente sul pianeta mentre sulla destra sono quantificate le energie che possono derivare dal totale delle riserve presunte di fonti non rinnovabili.
_
Innanzitutto traduciamo dall'inglese:
 _
- Tidal sta per maree e Wave sono le onde del mare: entrambe queste forze sono utilizzabili per azionare generatori;

venerdì 15 aprile 2016

FERMA LE TRIVELLE!

http://www.fermaletrivelle.it/

Ricordiamoci che anche le coste cilentane sono state in passato interessate da trivellazioni del tutto inutili in un'era in cui perfino le famiglie che comandano il mondo ci dicono che il tempo del petrolio sta finendo.

Prima si smette di estrarre petrolio dal sottosuolo, prima ci si darà da fare per non rimanere indietro rispetto al futuro. Anzi al presente.

domenica 13 gennaio 2013

Proibita per legge negli USA l'ennesima tecnologia rivoluzionaria

 
Auto levitanti con motori al plasma.
Nel futuro? No, oggi.
 
Questa e tante altre meraviglie promesse dalla tecnologia Keshe, subito messa fuori legge dalla Casa Bianca.
-
Una volta diffusa al mondo intero, com'è intenzione del suo scopritore, tale tecnologia permetterebbe un colossale balzo in avanti di tutta la nostra civiltà, garantendo un equilibrio sociale mai visto prima, appannaggio forse solo delle millenarie civiltà gilaniche dimenticate dalla storia ufficiale.
-
Antigravità, gravità artificiale, creazione di qualsiasi tipo di materia "dal nulla" compresi acqua, cibo, nanomateriali ed energia in modo da poter affrontare viaggi spaziali di durata infinita, non più condizionati dal carico di scorte. Possibilità di curare qualsiasi tipo di malessere o malattia senza farmaci e senza l'intervento diretto di medici.
Rovescio della medaglia, la stessa tecnologia potrebbe venir utilizzata per la fabbricazione di armi dal potere pressoché illimitato. Per questo è necessario condividerla a livello planetario in modo che nessuno (Stato o individuo che sia) possa avere la supremazia sull'altro: in poche parole, il sogno di Tesla.
 [dal blog Impatto Antropico]
-
Con tale tecnologia, se realmente esistente assieme ad altre da sempre oscurate come si sta tentando di fare con questa, quello che pensiamo ed il mondo che conosciamo potrebbero cambiare radicalmente nel giro di pochissimi anni. Solo a volerlo.

tratto da un più completo articolo pubblicato sul sito heymotard.it

lunedì 11 giugno 2012

Primo impiego stabile per delle vetture ad aria compressa

Guy Negre tra le sue vetturette

Una tecnologia che potrebbe essere applicata anche a furgoni, autobus, taxi e barche.

<< Da giugno, questa vettura ad impatto zero sarà usata ne l'aeroporto Schiphol di Amsterdam in sostituzione delle auto elettriche di servizio. [...] Prodotta a Carros, una piccola città francese vicino a Nizza, l'Airpod appartiene alla Motor Development International (MDI), azienda che produce veicoli ecologici.
Il progettista è l’ingegnere francese Guy Negre, una volta nella Formula 1 e oggi Ceo della “Motor Development International” (MDI), che ne spiega i vantaggi. “Oltre all’uso della vetroresina, che fa guadagnare molto in termini di peso, sul rapporto qualità/prezzo la vettura ad aria compressa non ha concorrenti nemmeno tra le altre auto ecologiche. Rispetto alle macchine elettriche, questi veicoli costano molte meno, non hanno bisogno di dispendiose batterie da cambiare ogni 5 anni e si ricaricano in un attimo”.
Negre lavora a questo progetto da circa 13 anni ed è convinto che le auto ad aria compressa potrebbero migliorare la qualità della vita in città per la conseguente diminuzione delle emissioni nocive per la salute. Parere favorevole arriva anche da un esperto di motori che scrive sul quotidiano londinese Guardian che ne ha provato un prototipo. L’Airpod, al posto del volante ha un joystick, misura circa due metri, e raggiunge i 70 km orari. Il prezzo? Circa 3500 euro. Con una ricarica d’aria compressa del prezzo di un euro riesce a percorre più di 200 chilometri. Obiettivo della casa produttrice è presentare sul mercato, modelli nuovi, più grandi e potenti che dovrebbero raggiungere persino i 110 km/orari, avere 4 ruote e 5 porte e adatti alle grandi distanze. I modelli più piccoli, invece, avranno tre ruote e ospiteranno al massimo tre persone. >>

All'articolo di cui sopra, ripreso da IlFattaccio, bisogna aggiungere alcune delle considerazioni già espresse a suo tempo per i veicoli mossi da motori elettrici.
.
La differenza energetica sostanziale tra un motore termico, uno elettrico ed uno ad aria compressa consiste nel fatto che il primo necessita di una determinata scorta di risorse energetiche non rinnovabili sotto forma di carburanti o combustibili (alcoli, gas e benzine sono propriamente carburanti; oli e gasoli sono combustibili) mentre gli altri due si avvalgono, ciascuno dei quali con un metodo diverso, di un vettore energetico.
.
Questo significa che i motori termici producono inquinamento atmosferico durante il funzionamento mentre tutti i motori che utilizzano una forma di energia prodotta al di fuori del motore stesso, sono indirettamente responsabili o meno di un impatto ambientale negativo a seconda del metodo di produzione (e di trasporto) dell'energia stessa.
.
In virtù di questo, è possibile valutare l'impatto globale di ogni tecnologia propulsiva solo se si considerano tutti gli effetti a partire da reperimento e trattamento della risorsa energetica oppure da produzione e trasporto di energia.
.
Che un veicolo dotato di un motore non termico non produca alcun inquinamento atmosferico durante il funzionamento è pacifico ma bisogna stare attenti a non... nascondere la spazzatura sotto al tappeto perché per sapere se a livello globale stiamo realmente inquinando poco o nulla, dobbiamo essere certi che l'energia prodotta in altro loco e poi trasportata al motore non sia ottenuta, a sua volta, con metodi altamente inquinanti come l'energia nucleare tradizionale oppure con una centrale a combustibili fossili. Per di più, come evidenziato nel vecchio articolo di heymotard.it riguardante i motori elettrici, durante il trasporto, l'energia elettrica subisce una dispersione media del 30% di cui è necessario tenere conto nella valutazione dell'impatto globale. Questa valutazione incide anche per quanto riguarda i motori ad aria compressa in quanto questo secondo metodo di accumulo d'energia rappresenta nella maggioranza delle situazioni solo un'ulteriore trasformazione di energia prodotta altrove da un motore elettrico o addirittura da uno a combustione.
.
Quindi ok per i veicoli ad aria compressa e per quelli elettrici: attrezziamo pure le nostre autorimesse e le nostre città con colonnine e stazioni di ricarica ma stiamo molto attenti a come viene prodotta l'energia che utilizziamo!
.
Ecco un servizio dedicato ad una versione sperimentale, che risale allo scorso anno, della rivoluzionaria autovettura:


articolo già pubblicato su heymotard.it

giovedì 7 giugno 2012

Quanto è aggiornata la nostra tecnologia?


Lamborghini Countach, ci sembra "moderna" ma fu concepita nel 1967

Chiunque si avvicini al motorismo ed a qualsiasi altra branca applicativa della tecnologia, con un interesse che va oltre le proposte del mercato, prima o poi scopre inevitabilmente che da circa un secolo a questa parte ci stanno "vendendo" tecnologia tutt'altro che aggiornata, spacciata però come "stato dell'arte" da opportune campagne propagandistiche supportate da altrettanto funzionali censure mediatiche su quanto riguarda il nostro ("nostro" si fa per dire...) reale stato di avanzamento tecnologico e scientifico.

Lo scopo di tutto ciò? Semplice: tenerci in un costante stato di arretratezza, utile a DETERMINARE e non certo a risolvere ogni nuova esigenza dell'umanità. Solo in presenza di bisogni, reali o fittizi che siano, è infatti possibile controllare la vita della gente a proprio vantaggio.

Se avessimo libero accesso al reale stato dell'arte dello sviluppo tecnologico, in tutti i campi, da decenni ormai non esisterebbe più una piaga come la fame e nessuna guerra avrebbe senso di essere combattuta, le malattie risulterebbero ridotte al minimo e quasi tutte facilmente curabili senza interventi chirurgici o cure più dannose e pericolose della patologia stessa. A nessuno converrebbe più mettersi a giocare con la natura brevettando nuove forme di vita per guadagnarci su a discapito della salute pubblica e nessun politico o scienziato sano di mente si sognerebbe mai di proporre la costruzione di obsolete centrali atomiche per la produzione di energia elettrica (come prodotto di scarto: in realtà le centrali atomiche vengono impiegate principalmente per fabbricare plutonio a scopi militari, altrimenti non converrebbe costruirle).

Limitandoci al campo elettivo di questo sito, il motorismo, secondo voi a quando risalgono i concetti basilari e le invenzioni che hanno dato luogo all'autotrazione? Includo alcune elementari invenzioni legate all'elettricità perché i diversi tipi di motori a scoppio sono solo alcune delle possibili forme di propulsione che possiamo utilizzare.

1745 - Bottiglia di Leida, un prototipo di condensatore che rappresenta la prima realizzazione moderna di un accumulatore di carica elettrica. Specifico "moderna" perché non si può prescindere dai ritrovamenti in Iraq di accumulatori databili ad un periodo di quattro secoli esattamente a cavallo della nascita di Cristo.

1799 - Volta presenta la sua pila.

1805 - Il primo motore a scoppio funzionava a "gas illuminante", un composto già utilizzato, appunto, per l'illuminazione e che conteneva idrogeno.

1834 - Non si dava ancora per scontato che i motori a scoppio rappresentassero l'unica strada percorribile per l'autotrazione, e allora un certo Robert Anderson propose la sua carrozza elettrica.

1854 - Heinrich Goebel realizza la prima lampada a incandescenza dell'era moderna, che andrà a sostituire le lampade a gas ancora utilizzate sui veicoli motorizzati e non. Dell'era moderna, perché alcuni bassorilievi presenti a Dendera in opere risalenti all'antico Egitto farebbero pensare ad un utilizzo di tale tipo di illuminazione per rischiarare le oscurità assolute di misteriosi ipogei. Del resto, gli studiosi sono concordi nell'affermare che di sicuro gli antichi non poterono utilizzare illuminazione da combustione in quel contesto, vista la mancanza di sufficiente ventilazione di tali locali sotterranei.

Bassorilievi di Dendera: una mega-lampada ad incandescenza?

1860 - I nostri Barsanti&Matteucci presentano il loro motore a idrogeno, oltre un secolo prima della BMW... .

1892 - Rudolph Diesel trova il modo di fare a meno delle accensioni comandate inventando il ciclo termico che porta il suo nome, alimentato ad olio di arachidi alla faccia dell'innovazione dei biocarburanti... . All'epoca si trattava di un motore che superava in rendimento i contemporanei motori a ciclo Otto ed è probabilmente per questo che il geniale inventore scomparve misteriosamente dal traghetto che lo avrebbe portato in Francia per realizzare su grande scala il suo motore.

1899 - Qualcuno insiste ancora a proporre vetture elettriche e non a caso, la prima auto al mondo a superare i 100Km/h, se pur per soli 34", fu la Jamais Contente di Camille Jenatry, spinta da un motore elettrico.

1939 - Nikola Tesla presenta la sua Tesla Car ad un magnate dell'auto, un'auto elettrica che non aveva bisogno di portarsi dietro accumulatori ma che captava dall'etere in maniera illimitata l'energia di cui aveva bisogno. E qui entriamo nel campo delle invenzioni occultate all'umanità. Il solo Tesla era titolare di circa 700 brevetti non tutti nel campo dell'elettricità: parecchie sue intuizioni trovano sempre maggior conferma in campo scientifico attuale e dobbiamo a lui, l'uomo che inventò il futuro, l'utilizzo della corrente alternata e tutte le invenzioni che portarono alla realizzazione delle lampade a luminescenza (neon), dei tubi catodici (TV), dei telecomandi, delle indagini a raggi X, della radio, ecc. . Lo stesso Guglielmo Marconi realizzò la "sua" famosa radio utilizzando 17 brevetti già depositati da Tesla, non prima di aver effettuato una visita... disinteressata al laboratorio americano del genio serbo.

1954 - Nella città di Obninsk (ex-URSS) si comincia a generare energia elettrica utilizzando per la prima volta un reattore atomico. Questo può dare un'idea di quanto obsoleta (e superata) sia questa tecnologia.

Insomma, la tecnologia che utilizziamo è solo una parte di quella disponibile in teoria ed è quella che rende di più a chi ce la vende, non a noi: ci sono migliaia di invenzioni più o meno epocali che avrebbero potuto - e potrebbero ancora - accelerare e migliorare vertiginosamente il nostro sviluppo se solo non fossero state condizionate da ben precise e vincolanti logiche economiche. Una per tutte è quella della scelta "definitiva" ed obbligata di lubrificanti, carburanti e combustibili fossili come se non fossero mai esistite, prima, durante e dopo la loro scoperta, alternative possibili. Altre possibilità perdute sono legate all'occultazione di tecnologie rivoluzionarie in tutti i campi, da quello energetico a quello medico, dall'elettronica alla chimica. La logica che sta dietro è sempre quella del profitto di pochi a discapito della comunità.
Fino a quando sarà così, il progresso ci verrà elargito, quando decideranno di farlo, col contagocce ed a caro prezzo.

articolo già pubblicato, arricchito da ulteriori illustrazioni, su heymotard.it

lunedì 28 maggio 2012

La canapa e il Grillo

Come ho già avuto modo di osservare commentando un articolo di terzi, Grillo (Beppe) non mi preoccupa tanto per quello che dice quanto per quello che omette. Infatti porta avanti battaglie condivisibili ed è innegabile come sia diventato un punto di riferimento importante per l'informazione in genere, non starò a sindacare se di regime o di qualità. Ma a volte pecca di omissioni, facendo finta per scelta o per imposizione che alcune realtà, ancor più scottanti di quelle di cui si occupa, non esistano. Tuttavia ecco un argomento reale e condivisibile.


Il filmato in cui parla dell'incredibile messa al bando planetaria di... una pianta, risale ad un spettacolo inscenato a Genova nel 1997 ma, finché permarrà questo inconcepibile divieto, rimarrà sempre d'attualità.

E d'attualità lo è certamente oggi in quanto ormai tutto il mondo "occidentale" (tranne i suoi governanti) s'è accorto che è ora di rivedere tutte le nostre politiche industriali ed energetiche.


Il genio industriale di Henry Ford, che era americano e non europeo come sostiene Grillo, gli permise nel 1941, un periodo di guerra in cui i derivati del petrolio erano più preziosi che mai, di concepire una vettura sganciata dalla logica dei combustibili fossili, alimentata com'era ad etanolo di soia e poi della più conveniente canapa (e non ad olio come sostiene qualche sito, perciò era mossa da un motore a ciclo Otto e non Diesel).
Non solo: la stessa carrozzeria ("body" = corpo) dell'avveniristica vettura e tutti i rivestimenti interni erano realizzati in fibra di canapa, a parità di peso più resistente dell'acciaio.
-
La Hemp Body Car del 1941
-
Un'altra (imperdonabile?) inesattezza pronunciata da Grillo nel video è che la mitica Hemp Body Car fosse denominata "modello T". In realtà, la model T fu la vettura più prodotta al mondo a partire dal 1908 fino al '27 anno in cui uscì definitivamente di produzione e che quindi non aveva nulla a che vedere con la Hemp Car.
La T, a differenza di quanto sostengono inoltre alcuni siti, non aveva parti in canapa ed era alimentata a benzina.
-
La model T del 1916
-
Un breve estratto da un filmato d'epoca sulla Hemp Body Car:
-
-
articolo già pubblicato su heymotard.it
a questa pagina più completa di notizie
[aggiornamento 17/02/2017: sito off line, N.d.R.]

domenica 8 aprile 2012

Cilento a rischio trivellazioni petrolifere

 Trivellazioni. Il Cilento si ribella alla Shell

Gli abitanti del Cilento si oppongono al progetto della Shell di trivellare un'area a ridosso dell'omonimo Parco Nazionale. Una zona, tra l'altro, interamente a rischio idrogeologico. Come andrà a finire?

- 

Oggi parliamo di petrolio e del Cilento. E parliamo anche di cittadini che si ribellano. Si ribellano alla decisione della Royal Dutch Shell, regina dell'oro nero, la quale vuole cercare il greggio proprio in Campania.
Dopo aver inoltrato la richiesta e dopo aver ricevuto risposta positiva dal Ministero dello Sviluppo Economico, l'azienda ha cominciato l'esplorazione – per la verifica di eventuali giacimenti - della zona tra i monti della Maddalena, al limite tra la Campania e la Basilicata, lungo il confine con il Parco Nazionale del Cilento e Vallo del Diano. L’area che vorrebbero trivellare, è di ben 211 km quadrati.
I vertici aziendali rassicurano, affermando che, per adesso, il progetto di esplorazione (denominato “Monte Cavallo”) sarà solo “teorico”, analizzando dati di archivio e rielaborandoli per cercare di ottenere delle informazioni preziose sulla presenza o meno del greggio.
Come ci fa notare un articolo comparso sul periodico on line Green Style, però: “l’istanza di ricerca di permesso in terra ferma si chiama ‘Monte Cavallo’ ed è stata presentata al Ministero nel 2005. Quello che né Voser (amministratore delegato della Shell, ndr.) né l’Agi dicono, però, è che l’istanza ‘Monte Cavallo’ è letteralmente confinante con il Parco nazionale del Cilento e Valle di Diano. Basta sovrapporre la mappa del parco con quella del permesso di ricerca depositata all’Ufficio Nazionale Idrocarburi e Miniere, per vedere che la zona dove Shell vorrebbe fare i pozzi esplorativi e poi, in caso trovi il petrolio o il gas, i pozzi di estrazione veri e propri è incredibilmente vicina. Voser afferma di non sapere se il Ministero abbia già dato l’ok al progetto petrolifero a due passi dal parco nazionale”.
-
In tutto questo ci dimenticavamo dei protagonisti principali di questa storia: i cittadini, le persone che stanno lottando per non avere questi lavori nel loro ‘cortile di casa’. Spalleggiati dal Presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo del Diano, Amilcare Troiano, e dal Comitato No al Petrolio, i sindaci dei comuni interessati continuano ad opporsi. I loro principali argomenti si basano sui rischi ambientali delle zone interessate (frane, falde acquifere, diversi torrenti) e sugli incidenti che si sono già verificati in passato, come quello più recente del 10 marzo 2012 avvenuto all’oleodotto Eni Viggiano-Taranto, che ha provocato la contaminazione di 10.000 metri quadri di terreno.
-
La Shell, si chiederanno in molti a questo punto, li avrà ascoltati? Neanche per sogno, come ci racconta Debora Billi dalle pagine di Blogosfere. Poche settimane fa, infatti, i sindaci ‘No-Shell’: "Decidono di andare a farsi sentire alla Commissione Ambiente della Regione Campania, per decidere il da farsi. E cosa fa la Shell? Li convoca graziosamente al suo cospetto. Lo stesso giorno. Da un'altra parte. Si sa, la Shell è impegnatissima e ha trovato due minuti solo quel giorno lì, cosicché i sindaci se vogliono essere ascoltati dovranno presentarsi puntuali col cappello in mano e soprattutto rinunciando all'audizione in Regione nonché al pronunciamento preventivo dei propri consigli comunali, che ritengono fondamentale".
-
Da sottolineare, però, come il Cilento non sia nuovo a questi progetti di trivellazione, visto che la Texaco, società petrolifera americana, quindici anni fa presentò un progetto simile a quello della Shell, che prevedeva la costruzione del pozzo nel Vallone Bersaglio, nel comune di Sala Consilina, con profondità 4.000 metri. Davanti alle remore dei numerosi esperti del settore - che manifestavano evidenti dubbi sulla fattibilità dell'opera per uno dei motivi già elencati, ossia quello di possibili piene (essendo una valle torrentizia) - la Texaco caldeggiò una proposta di sistemazione idraulica che avrebbe deviato il corso dell’eventuale esondazione nel caso di eventi piovosi straordinari. Fu cacciata a pedate da sindaci, cittadini e comitati civici.
Secondo alcuni, l'urlo che risuonò all'epoca fu lo stesso di quello dei valsusini: “Non toccate la nostra valle”.


 
Integralmente tratto da Il Cambiamento

sabato 25 giugno 2011

Retroscena dell'omicidio Vassallo

Correzione di tiro alla versione più accreditata, almeno a livello locale, sui presuppposti dell'omicidio Vassallo.

 Forse dietro all’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo c’è una storia che nessun giornale ha finora raccontato. Un progetto, tanti soldi e il sogno di fare del Cilento un modello di sviluppo delle energie rinnovabili.

Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, è stato ucciso in un agguato di stampo camorristico il 5 settembre alle ore 22.15. L’ennesimo omicidio di mafia, uno dei tanti al Sud. Dovrebbe passare sotto silenzio se non fosse che la vittima in questione è un primo cittadino, conosciuto dalle sue parti per la propria onestà ed integrità morale. Il mito della terra felice, del Cilento lindo e pinto ora non esiste più.

L’agguato presenta molti lati oscuri. Il fratello del sindaco ucciso rivela le confidenze fattegli da quest’ultimo pochi giorni prima di morire: " Mi disse che elementi appartenenti alle forze dell’ordine, in particolare alla stazione dei carabinieri locale, frequentavano persone poco raccomandabili". Un eufemismo fin troppo gentile per dire che dei pubblici ufficiali se la stavano facendo con dei camorristi. Pronta arriva la smentita del generale dell’Arma Mottola: «Carabinieri di Pollica sono esempio di lealtà» e le stigmatizzazioni sulle denunce fatte da Vassallo al Comando Provinciale dell’Arma: «Nessuna denuncia di collusione tra agenti e malavitosi». D’altronde, al suo posto, voi cosa avreste detto?

Improvvisamente ci si ricorda che Acciaroli è nelle mire di diversi gruppi criminali. L’Osservatorio sulla camorra riporta che, a differenza della camorra napoletana e casertana, quella salernitana si differenzia per la mancanza di un apparato militare "pesante". Qui i clan assumono le caratteristiche di un "comitato d’affari" e si muovono strettamente nel loro territorio d’origine. Si dedicano al racket, alla droga, al controllo degli appalti, investono nella movida salernitana e nei negozi di abbigliamento di lusso. Tra vecchi boss dell’era cutoliana e giovani rampanti del traffico di stupefacenti, la camorra salernitana si interessa a qualsiasi tipo di attività economica. Inoltre risulta forte anche la componente che fa capo al clan dei Casalesi, specie nel controllo degli appalti pubblici e nello smaltimento illecito di rifiuti. Il porto di Salerno è sotto la loro gestione insieme ad alcuni clan della provincia di Napoli; rappresenta un punto strategico del traffico di droga.

Se ne deduce che Angelo Vassallo non poteva non avere a che fare con i poteri che vogliono da sempre piegare il Mezzogiorno. Chi governa qui al Sud deve scegliere: adeguarsi o combattere. La grande maggioranza opta ovviamente per la prima scelta, e spesso non ha tutti i torti.

I poteri hanno cancellato ogni possibilità di sviluppo nelle regioni meridionali. I numerosi riconoscimenti di Legambiente alla politica di Vassallo, i risultati conseguiti nella raccolta differenziata, l’aumento dei flussi turistici nelle aree costiere di Acciaroli stavano dando forma al sogno di un’oasi felice nel caos campano. Il suo partito, il Pd, lo aveva progressivamente abbandonato e lui se ne sentiva deluso, tanto da mostrare segni di apprezzamento per la Lega. Oggi Piero Fassino, in una lettera indirizzata all’Anci campana, ha auspicato che il suo sacrificio non venga dimenticato, affinché "
diritto, giustizia e democrazia prevalgano"; strano, fino all’altroieri era seduto a discutere al convegno del Pd col pidiellino Renato Schifani, su cui pendono sospetti di presunti rapporti con la mafia.

Secondo un magistrato, amico della vittima, Vassallo negli ultimi tempi aveva timore di infiltrazioni mafiose negli appalti per il porto di Acciaroli. Di recente gli aveva confidato di aver allontanato gruppi di imprenditori napoletani interessati alla gestione di ristoranti e alla compravendita di immobili di lusso. Fra movimenti sospetti di imprenditori poco raccomandabili, tentativi di infiltrazioni negli appalti del porto, sospetti di collusione tra agenti delle forze dell’ordine e criminalità il quadro in cui si va ad inserire il delitto si complica.
 L’uccisione di Vassallo appare dunque atipica. Vi sono altri modi per eliminare le amministrazioni comunali ritenute scomode, troppo dedite allo sviluppo del territorio: lo scioglimento dei Comuni per inadempienze o mafia. E’ il caso del Comune di Camigliano, in provincia di Caserta. Qui il sindaco Vincenzo Cenname aveva tirato su un ciclo virtuoso dei rifiuti in cui il 70% veniva riciclato, grazie ad una serie di ordinanze come la raccolta di oli esausti, il riciclaggio della plastica nelle scuole, la distribuzione di pannolini lavabili ecc. Un raro esempio di buona gestione della cosa pubblica che però non ha convinto il ministro Roberto Maroni, il quale ha licenziato la giunta perché quest’ultima si era dichiarata contraria a cedere la gestione dei rifiuti alla provincia, impostata sulle tasse e sul sistema obsoleto delle discariche e degli inceneritori fortemente voluti dal quel gran burlone di Silvio Berlusconi. Non è tuttavia la prima volta che i Comuni vengono sciolti in maniera strumentale; accadde già nel 2004 al Comune di Marano di Napoli: un Roberto Saviano non ancora famoso raccontò sulle pagine di "Nazione Indiana" la storia del sindaco anticamorra di Rifondazione Comunista Maurizio Bertini, impegnato a contrastare le attività criminali del potentissimo clan Nuvoletta; la sua giunta venne sciolta per infiltrazione camorristica su richiesta esplicita del senatore di Forza Italia Emiddio Novi, componenete della Commissione Antimafia, e del parlamentare di Alleanza Nazionale Michele Florino; entrambi utilizzarono l’arma della delegittimazione per poter mettere le mani sul municipio.

L’omicidio rappresenta quindi l’atto finale. Angelo Vassallo doveva essere eliminato fisicamente perché aveva ostacolato qualcosa di grosso. Il porto e la droga non bastano per motivare tanta efferatezza. Forse esistono dei retroscena che i giornali non hanno raccontato, soffermandosi soltanto su particolari superficiali e irrilevanti. Per capirci qualcosa bisogna perdersi nelle ratagnele della burocrazia, nelle matasse inestricabili di commi, articoli, leggi, regolamenti su cui si fonda la mostruosa macchina amministrativa italiana. Bisogna andare indietro di circa un anno.

Verso settembre 2009 I sindaci dei diversi Comuni del Cilento si erano impegnati ad investire le proprie energie nella realizzazione di un progetto comune che ponesse come obiettivo lo sviluppo del territorio: ciò permetteva loro di poter accedere agli "Accordi di Reciprocità" ideati dalla Regione Campania nel 2006 e ufficializzati da una disciplinare nell’agosto 2009. In base alle direttive delineate dalle ultime volontà dell’ex presidente Antonio Bassolino e della sua giunta, gli Accordi di Reciprocità (AdR) consentono ad un gruppo di Comuni riuniti in un Sistema Territoriale di Sviluppo (Sts) di costituirsi in un Partenariato Istituzionale Locale (PIL) formalizzando gli impegni reciproci tramite la sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa, in cui viene individuato il Soggetto capofila del PIL che si accolli le responsabilità economiche, finanziarie, legali di un "Progetto portante". In parole povere le diverse amministrazioni comunali riunite in gruppo possono accedere ai fondi europei per le aree sottosviluppate a patto che reinvestino questo denaro in un progetto che rilanci lo sviluppo del territorio. Ogni Accordo di Reciprocità può utilizzare una cifra tra i 50 e i 70 milioni di euro per finanziare il progetto. Nel complesso, gli Accordi di Reciprocità mettono a disposizione la cifra di 500 milioni di euro. 


 Il Parco Nazionale del Cilento, insieme al Comune di Pollica, propose il progetto "Verso l’Autonomia Energetica del Parco", in cui è prevista la costruzione di impianti eolici, la messa in funzione di vecchie centrali idroelettriche e soprattutto la realizzazione di una centrale fotovoltaica da 20 Kw in grado di servire l’intero parco. Ai 70 milioni di fondi pubblici si sarebbero così aggiunti gli investimenti dei privati, per un ammontare di 128 milioni di euro. Il promotore di questo progetto era il direttore della Comunità del Parco, ovvero il sindaco Angelo Vassallo. Per l’occasione Acciaroli era stata designata quale meta culturale di una nuova politica ambientale: dal 10 al 12 settembre, presso la cittadina costiera, il sindaco Angelo Vassallo avrebbe partecipato all’evento "’'u viecchiu" unitamente col Movimento per la Decrescita Felice presieduto da Maurizio Pallante, con Slow Food, con la Regione Campania e con i Meetup di Beppe Grillo proprio per parlare di forme alternative per la produzione di energia elettrica.

Sono bastati 9 colpi di pistola a mettere fine a tutto questo. I fondi infatti sono già stati erogati: morto Vassallo, a chi passerà la loro gestione? Ai "comitati d’affari"?

pubblicato l'8/09/10 da agoravox.it
tratto dall'originale scritto di di eptor10

sabato 11 giugno 2011

DISINFORMAZIONE NUCLEARE

 10 BUONE RAGIONI PER AMBIRE AD UN FUTURO SENZA SCORIE

Il 12/13 giugno saremo nuovamente chiamati al voto sul nucleare, a 24 anni di distanza dal primo plebiscitario referendum popolare sull'atomo.
Pe
r chi si è già espresso nel 1987 sarà probabilmente facile (per non dire scontata!) la scelta a cui è richiamato oggi,  riconfermando il proprio orientamento di voto.
Così, invece, non è per le nuove generazioni “de-ideologizzate” che nel frattempo sono cresciute, chiamate per la prima volta a “formarsi un'opinione” su un tema così complesso e delicato.
Il principale ostacolo per chiunque voglia informarsi in maniera obiettiva sul nucleare è costituito dalla cronica “rozzezza” e superficialità dell'informazione italiana (specie televisiva), il più delle volte qualificabile:
- “insufficiente” (quanti telespettatori conoscono con esattezza i quesiti referendari?);
- “contraddittoria” (quante volte si sentono riportare analisi o citare dati tra loro inconciliabili, senza che un conduttore imparziale aggiunga una mezza parola di "verità"?);
- e “faziosa” (quante volte opinionisti ed esperti -o presunti tali!- danno l'impressione di abbracciare o rifiutare “acriticamente” una tesi solo in base alla propria appartenenza ideologica?).
Questo dossier antinucleare si rivolge proprio a chiunque voglia informarsi in maniera lucida e disincantata sui “pro” ed i “contro” del nucleare, nella speranza di contribuire a spazzar via alcuni dei più diffusi “luoghi comuni” alimentati ad arte da una certa propaganda.
In ultima analisi, cercheremo di rispondere alle domande di fondo cui tutti saremo chiamati il 12/13 giugno:
1- Quanto la scelta energetica nucleare rappresenta un'opportunità e quanto una minaccia per l'Italia?
2- E come rispondere alla crescente domanda di energia del Paese? 

 
NUCLEARE? LA SCELTA SBAGLIATA!
ECCO "10" MOTIVI PER ESSERE CONTRARI ALLA "RISPOSTA ATOMICA"...
PRIMO:
IL NUCLEARE E' “PERICOLOSO”!

Non esiste (e probabilmente non esisterà mai...) alcun nucleare “sicuro”!
A sostenerlo è un italiano d'eccezione, il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia, per il quale vi è addirittura un calcolo delle probabilità per cui “ogni cento anni un incidente nucleare è possibile”!
Il 26 aprile 1986 l'Umanità intera ha conosciuto il volto peggiore dell'energia atomica: il più grande incidente nucleare della storia, l’unico di livello massimo ad oggi verificatosi (livello 7 nella scala INES).
Tutti, allora, hanno potuto vedere con i propri occhi (per il tramite delle immagini sconvolgenti che le televisioni trasmettevano da Cernobyl) gli effetti di un'esplosione nucleare: la fuga di nubi di materiali radioattivi da un reattore, con conseguente contaminazione dell'ambiente circostante (reso irreparabilmente “invivibile” per migliaia di anni!).
Le nubi di Cernobyl, spinte dai venti, hanno addirittura raggiunto i cieli di mezza Europa: l’Europa orientale, la Finlandia e la Scandinavia!
Secondo il rapporto 2006 del “Cernobyl Forum” (organismo dell'Onu comprendente, tra le altre, l’IAEA, la FAO, la Banca Mondiale e l’OMS), sarebbero legati con ragionevole certezza all’esplosione di Cernobyl almeno:
- 65 morti dirette;
- 4.000 casi di tumore alla tiroide (sviluppatisi tra il 1987 ed il 2005 nella sola popolazione compresa tra i 0 e i 18 anni);
- ed altri 4.000 casi di tumori e leucemie (che si stima si svilupperanno ancora nell'arco dei prossimi 80 anni).
Il gruppo del Partito dei Verdi Europeo, in realtà, ha contestato tali dati e stilato un rapporto alternativo, denominato TORCH (ovvero “The Other Report on Chernobyl”), il quale stima ulteriori 9.000 morti presunte:
- 4.000 fra i liquidatori, gli evacuati e la popolazione di Cernobyl;
- e 5.000 fra la popolazione residente in aree più debolmente contaminate.
Un rapporto di Greenpeace, invece, fornisce addirittura la stima di 100.000/270.000 vittime, fino ad arrivare alla cifra di “6 milioni” di morti per tumore fra tutta la popolazione mondiale!
I più accesi sostenitori del nucleare tendono a “sminuire” queste apocalittiche stime e a sottolineare, in ogni caso, come le vittime dirette dell'incidente sarebbero poche decine (solo 65), mentre la grandissima parte dei pazienti che hanno effettivamente contratto tumori sarebbero ancora vivi (come a dire: "c'è sempre di peggio che ammalarsi di tumore!").
Ma l'adozione del semplice “principio di precauzione” non imporrebbe una maggiore cautela nel propagandare certe “sicurezze” sul nucleare?
Dal 1987 i difensori dell'atomo hanno propagandato la tesi per la quale un'altra Cernobyl sarebbe stata “irripetibile”: tutte le centrali del mondo, difatti, sarebbero state dotate di nuovi e rafforzati sistemi di sicurezza sviluppati proprio sulla base degli errori umani e tecnici commessi nell'ex centrale sovietica.
La tragedia giapponese di Fukushima del marzo scorso, purtroppo, è l'amara controprova di una incontestabile verità: non esiste alcuna tecnologia nucleare al momento in grado di escludere "in termini assoluti" il rischio di incidenti (legati a errori umani, a disfunzioni tecniche, a calamità naturali... o ad atti terroristici!).
Come dubitarne, del resto, nel momento in cui persino l'avanzatissimo Paese del Sollevante si è trovato del tutto “impreparato” di fronte ad uno dei tanti terremoti che lo colpiscono frequentemente (ma più intenso del comune...) e ad una delle tante onde anomale che lo tormentano da sempre (ma più alta del previsto)?!
A Fukushima la concomitanza di due calamità naturali (un terremoto ed uno tzunami) hanno reso “ingovernabili” ben tre reattori: ad oggi si è reso impossibile persino il recupero dei corpi delle vittime presenti nelle aree più vicine alla centrale a causa degli eccessivi livelli di radioattività!
I nuclearisti ripetono a piè sospinto che l’altissima densità di reattori già presenti sul territorio francese e su quello inglese testimonia come si possa convivere con il nucleare con tutta tranquillità...
Cernobyl prima, Fukushima adesso, in realtà, sono soltanto gli episodi più eclatanti di una lunga catena di incidenti susseguitesi nell'arco della breve storia del nucleare: ogni anno (senza che se ne dia nemmeno notizia alla pubblica opinione, trattandosi di notizie spesso tenute segrete dalle autorità) sono innumerevoli gli incidenti di minore portata che avvengono negli oltre 400 reattori disseminati in tutto il mondo!
Per l'esattezza, negli ultimi 50 anni sono stati ben “130” gli incidenti nucleari verificatisi!
Nella vicina Francia solo nel luglio del 2008 si sono verificati ben 4 incidenti che hanno comportato rilascio di sostanze radioattive nell'ambiente o contaminazioni ad esseri umani, dovuti a una catena di malfunzionamenti e di negligenze umane (fonte: UNEP Year Book 2009, United Nations Environment Programme).
Dopo i fatti dell'11 settembre e l'escalation terroristica mondiale, poi, un interrogativo dovrebbe destare la massima “allerta”: gli impianti nucleari sono davvero "sicuri" contro ogni possibile attacco terroristico?
Se la British Nuclear Fuel definisce semplicemente “inimmaginabile” lo scenario di un aereo che si schianta su una centrale, il MIT
(“Massachusetts Institute of Technology”), invece, si è mostrato di diverso parere, affermando che il livello a cui gli impianti nucleari possano essere in grado di resistere a possibili attacchi terroristici deve ancora essere attestato!
La propaganda nuclearista si fa forte della constatazione per cui le cd. centrali nucleari di quarta (o ultima) generazione sarebbero molto più sicure che quelle costruite in passato.
Quello che si omette “volutamente” di ricordare, però, è che:
- le centrali che il Governo vorrebbero costruire in Italia non sono affatto di quarta generazione, bensì solo di terza;
- anche la centrale di Cernobyl, a suo tempo, era considerata “sicura”;
- anche il Giappone, prima dell'incidente di Fukushima, era considerato una delle potenze nucleari più “affidabili”;
- il rischio statistico di incidenti, anche se ridotto grazie ai progressi della tecnologia, è in sé “ineliminabile”;
- e le centrali di ultima generazione, anche se riducono il rischio di incidenti, nel caso questi si verificassero produrrebbero effetti ancora più “disastrosi” che le vecchie centrali! Lo denuncia un'inchiesta del quotidiano britannico “The Independent”, che ha rivelato il contenuto di
alcuni documenti di natura industriale provenienti dalla azienda francese Edf (la stessa che ha sottoscritto un accordo con l'Enel per la costruzione di centrali nucleari in Italia) in base ai quali le centrali di quarta generazione, nel caso di incidente, causerebbero una fuoriuscita di radiazioni più consistente e pericolosa che in passato (si stima che le perdite umane potrebbero essere “doppie” rispetto a quelle di  Cernobyl!).
I sostenitore del nucleare, puntando tutto sullo spirito di “rassegnazione” della pubblica opinione, ripetono ossessivamente che, nonostante l’Italia abbia chiuso col nucleare dal 1987, sono ben 13 le centrali straniere presenti ad un passo da casa nostra (a meno di 200 km!), tra la Francia, la Svizzera, la Germania e la Slovenia.
Tutto vero, purtroppo...
Ma ha senso immaginare di reagire alla paura di incidenti nucleari oltreconfine costruendo centrali anche in casa nostra, così finendo col rendere questa tragica possibilità ancor più statisticamente probabile?!
Inoltre va considerato anche il fatto che:
a- le conseguenze di un incidente nucleare si riducono all'aumentare della distanza dalle centrali (come dimostra il caso Fukushima, dove è stata disposta l'evacuazione della popolazione solo entro i 50km dall'incidente!);
b- ed, inoltre, in caso di incidente oltreconfine le nostre Alpi (come dimostrato dal caso Cernobyl) rappresentano comunque una parziale barriera naturale contro l'avanzamento di nubi radioattive!
Perché privarsi anche di quest'ultimo, flebile “baluardo”?! 

 
SECONDO:
IL NUCLEARE PRODUCE SCORIE “INELIMINABILI”! 

I nuclearisti considerano l'atomo una fonte d'energia “pulita” (un'ottima alternativa ai combustibili fossili) per il semplice fatto che non produce “gas serra”.
Ciò è vero, fatto salvo il particolare di non poco conto per cui le centrali atomiche generano anch'esse prodotti di scarto: le "scorie nucleari", elementi altamente nocivi per l'uomo e per l'ambiente che possono conservare alti livelli di radioattività per migliaia di anni!
Verrebbe, così, da dire che, se il nucleare è una fonte d'energia che non ha futuro, le sue scorie di futuro (radioattivo) ne hanno fin troppo!
Attualmente non esiste alcuna soluzione valida e definitiva al problema dello stoccaggio e della gestione in sicurezza delle scorie nel lungo periodo (la scienza non è in grado né di distruggerle né di accelerare i periodi di decadimento della loro radioattività).
Nonostante tutto il problema resta: le scorie prodotte vanno in ogni modo conservate per migliaia di anni!
La soluzione per cui hanno optato gli Usa è l’immagazzinamento delle scorie in profondità, in appositi depositi (vere e proprie “discariche nucleari”) scavati tra le rocce a 5 km di profondità.
Tappezzare il Pianeta di “discariche radioattive” sotterranee, però, non può essere la soluzione definitiva, non offrendo adeguate garanzie di sicurezza: in un Pianeta in continua trasformazione quale il nostro e sottoposto a incessanti stravolgimenti, cosa ci rende sicuri del fatto che le cave sotterranee così create rimarranno indenni ed intatte per millenni?
Alcuni geologi americani, piuttosto, hanno lanciato un preoccupato allarme in merito alla sicurezza di tali depositi sotterranei: l’innalzamento esponenziale ed inarrestabile della temperatura del sottosuolo rischierebbe, nel medio-lungo termine, di causare un’esplosione dei fusti nucleari dovuta al loro eccessivo surriscaldamento!
Questo è un rischio (anche solo potenziale) che possiamo correre?!
Anche l'Italia ha una sua “eredità nucleare”: “60 mila metri cubi” di scorie frutto dell'attività delle sue vecchie centrali, tutte chiuse negli anni ’80.
Ancor oggi gli Italiani pagano un prezzo per l'avventata scelta nuclearista fatta a suo tempo dal Paese: “50 milioni di euro” è il costo annuo a carico dello Stato italiano per la loro conservazione delle sue scorie (costo che paghiamo  tutti alla voce A2 della bolletta dell'Enel!).
Come immaginare un “ritorno al nucleare” quando in Italia è ancora irrisolto il problema dello stoccaggio dei rifiuti delle centrali degli anni ‘60?! 


TERZO:
IL COMBUSTIBILE NUCLEARE E' DESTINATO AD ESAURIRSI! 

L'uranio è il principale “combustibile nucleare” (l'elemento naturale alla base del processo nucleare).
Purtroppo è un elemento (al pari dei combustibili fossili) “limitato” in natura, perciò destinato ad esaurirsi negli anni (ad un ritmo crescente all'aumentare della domanda nucleare).
Non esistono stime ufficiali sull’estrazione annuale di uranio (dati tutti coperti dal segreto militare o di Stato) ma, s
econdo un rapporto dell’“Energy Watch Group” (istituito da un gruppo di parlamentari tedeschi con la partecipazione di scienziati ed economisti), l’uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni (entro il 2050!).
A questo insanabile inconveniente i sostenitori della scelta nucleare obiettano che:
1- i reattori di quarta generazione (“autofertilizzanti”) sarebbero in grado di moltiplicare la capacità di utilizzo dell’uranio;
2- e i reattori al “torio 232” utilizzano come combustibile un elemento naturale ampiamente diffuso sulla superficie terrestre, tanto da permettere un'autonomia energetica di oltre 200 anni.
Resta, in ogni caso, un'ovvia constatazione da fare: le centrali nucleari la cui costruzione è prevista in Italia sono solo di terza generazione (niente a che vedere, dunque, con le centrali di ultima generazione -che non entreranno in servizio prima che tra trent’anni- o con quelle al torio -che esistono solo in forma sperimentale!-).
E’ razionale, lungimirante, conveniente, allora, elaborare piani energetici futuri sulla base di una materia prima “senza futuro”?! 


QUARTO:
IL NUCLEARE E' “ANTIECONOMICO”! 

Prescindendo dai rischi e pericoli connessi a tale scelta, investire sull'energia nucleare è economicamente conveniente (e sostenibile)?
Se analizziamo gli enormi costi connessi la risposta è una sola: “No”!
Quando si parla di “costo del nucleare”, difatti, spesso si commette un imperdonabile errore (o “mistificazione!): riportare un solo dato, ossia il costo attuale di 1 KW di energia elettrica prodotto tramite il nucleare (che risulterebbe più conveniente rispetto a un pari KW prodotto tramite qualsiasi altra fonti di energia rinnovabile...).
Questo dato, però, rivela solo una mezza (per non dire “falsa”!) verità: fa riferimento ai soli costi “attuali” (di costruzione e funzionamento delle centrali) senza tener conto anche dei costi “futuri” che la scelta nucleare ineluttabilmente comporta, quali:
1- il costante e progressivo aumento del prezzo del combustibile nucleare, legato al progressivo esaurirsi in natura dell'uranio (di contro, il costo dell'energia rinnovabile, oggi elevato, potrà considerevolmente ridursi negli anni grazie alla sua diffusione su larga scala, ad adeguate politiche governative di incentivo ed all'utilizzo di nuovi impianti funzionanti con tecnologie oggi solo in fase di sviluppo ma domani possibilmente disponibili!);
2- ed i costi futuri di dismissione e smantellamento degli impianti nucleari e di gestione e conservazione delle scorie prodotte!
Per farsi un'idea, basti pensare che:
- smantellare una centrale può costare da 400 milioni di euro (per un reattore raffreddato ad acqua da 1000 MW) fino a “2 miliardi di euro” (per i reattori raffreddati a gas);
- mentre smaltire le scorie radioattive è costato ad oggi agli Stati Uniti qualcosa come “5,4 miliardi di euro” soltanto in studi e progetti di fattibilità per individuare i siti di stoccaggio adeguati (mentre si prevede che la ricerca, costruzione e messa in opera del sito individuato finora, nel deserto del Nevada, costerà diverse “decine di miliardi di euro”, secondo le stime del Dipartimento dell'Ambiente degli Stati Uniti).
L’industria nucleare, in conclusione, è un'impresa “anti-economica” (destinata ad operare “in perdita”), essendo elevatissimi:
I- sia i costi “preliminari” (di  realizzazione degli impianti, stimati in almeno 5 miliardi di euro per ogni centrale);
II- sia i costi “attuali” (di gestione delle centrali);
III- sia i costi “futuri” (di smantellamento e bonifica degli impianti al termine della loro breve attività e di gestione e deposito delle scorie).
Tutti costi, per intendersi, destinati a pesare sulle tasche della collettività (sulle generazioni future!), non essendo sostenibili da nessuna azienda privata (l'intervento dello Stato a copertura delle spese risulta inevitabile!).
Qual è il vantaggio per le famiglie, allora, di ricorrere al nucleare?! 


 QUINTO
LOCALIZZARE IMPIANTI NUCLEARI IN ITALIA RISULTA UNA "MISSION IMPOSSIBLE"! 

L'Italia (stretta penisola densamente popolata, altamente sismica e geologicamente instabile) risulta un territorio idoneo all'installazione di impianti nucleari "in piena sicurezza"?
Prima di Fukushima, probabilmente, si sarebbe detto di si pensando all'esempio del Giappone...
E adesso?
Secondo gli esperti, l'unica regione sismicamente sicura d'Italia risulterebbe la Valle Padana.
Ma il popolo della Lega sarà disponibile a trasformare le proprie verdi valli in una “polveriera nucleare”?!
I cittadini italiani sarebbero disponibili ad accettare la realizzazione di centrali alla periferia delle proprie città?
Ricordando le veementi proteste di popolo avutesi in Campania contro la costruzione di nuove discariche, a Vicenza contro l’ampliamento di una base militare ed in Val d'Aosta contro la costruzione della Tav (che hanno richiesto finanche l'intervento dell'esercito!), qualcuno osa immaginare come reagirebbero le comunità locali alla notizia della costruzione di una centrale nucleare o di un deposito di scorie radioattive?!
Infine, gli amministratori locali di quegli stessi partiti di governo fautori del “ritorno all'atomo” sarebbero disponibili, come logica coerenza, ad accogliere nei propri territori un impianto nucleare?!
E' stato sufficiente, in realtà, che il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, prefigurasse la probabilità di costruire una centrale in Lombardia perché si alzasse una "levata di scudi" da parte dei governatori Formigoni (Pdl) e Cota (Lega), seguiti a ruota da tutti gli altri presidenti di regione del centrodestra!
Ma come può il Governo credere di convincere gli Italiani della “bontà” della propria scelta nucleare se non appare in grado nemmeno di convincere i propri rappresentanti nel territorio?! 


SESTO:
LA REALIZZAZIONE DI UNA CENTRALE NUCLEARE RICHIEDE TEMPI LUNGHISSIMI! 

L'IAEA stima i tempi di costruzione di una centrale nucleare in 5 anni.
Tale dato, però, non deve trarre in inganno: il tempo “effettivo” di realizzazione degli impianti è molto maggiore!
Aggiungendo il tempo necessario a ottenere permessi, autorizzazioni e valutazioni di impatto ambientale nonché quello per i lavori di connessione alla rete elettrica, difatti, i tempi reali si attestano in media sui “200 mesi” (16,6 anni!).
Se, dunque, il 12/13 giugno non prevalessero i "Si" al Referendum e, conseguentemente, il Paese spianasse la strada ai "piani nucleari" del Governo, le quattro centrali preannunciate (sempre che fossero rispettati dalle imprese esecutrici i tempi previsti per la consegna dei lavori ed i costi preventivati) entrerebbero in funzione “non prima del 2027”!
Il tutto per soddisfare solo il “5/6% del fabbisogno energetico nazionale”!
“Cui prodest”?!
Bastano questi numeri per ritenere il piano nucleare del Governo una pura e semplice “follia”! 

SETTIMO:
IL NUCLEARE NON GARANTISCE ALCUNA “INDIPENDENZA ENERGETICA”! 

Anche qualora il nucleare si realizzasse, l'Italia:
1- continuerà ad aver bisogno d'importare dall'estero petrolio per i trasporti e gas per i riscaldamenti
(il nucleare, difatti, produce solo elettricità e non viene usato per alimentare il settore dei trasporti ed il riscaldamento degli edifici. Lo dimostra il fatto che la Francia, leader nel settore nucleare, ha consumi pro-capite di petrolio addirittura superiori a quelli italiani!);
2- e, per di più, diverrebbe “totalmente dipendente” dall’estero anche per l'approvvigionamento di uranio e per la tecnologia nucleare (dal nostro Paese ormai del tutto abbandonata...). 


 OTTAVO:
IL NUCLEARE NON COMPORTA ALCUNO SVILUPPO OCCUPAZIONALE! 

Il settore nucleare genera minori benefici in termini occupazionali (quindi sociali) rispetto al comparto delle energie alternative.
Una centrale in costruzione, difatti, produce solo “3.000” posti di lavoro (che si riducono a “300” nella fase di esercizio!).
Greenpeace, invece, stima che l'occupazione indotta dallo sviluppo delle energie rinnovabili sia 10/15 volte maggiore rispetto a quella indotta dal nucleare:
- la Germania può vantare in soli 10 anni “350.000” addetti nel settore delle rinnovabili (contro i 30 mila delle sue 17 centrali nucleari!);
- mentre l'Italia
, pur essendo ancora molto indietro rispetto ad altri paesi, nel solo settore fotovoltaico ha già prodotto “120 mila” nuovi posti di lavoro negli ultimi anni (e, secondo l'“Asso Energie Future”, potrebbe creare all’incirca “200 mila” posti di lavoro nei prossimi 9 anni!).
In un Paese in cui 1 giovane su 3 non trova lavoro ed il settore delle rinnovabili appare forse l'unico “dinamico” nonostante la crisi economica, perché non investire sulla “green economy” quale volano di crescita e sviluppo?
Perché non scommettere su un nuovo “Rinascimento verde”? 


NONO:
IL NUCLEARE E' UN'OPZIONE POLITICAMENTE “SENZA FUTURO”! 

Mentre il Governo italiano si mostra impegnato a giustificare le ragioni di un “ritorno al passato”, il resto del mondo (sostanzialmente con la sola eccezione della Cina) viaggia “controcorrente”, guardando con più attenzione alle energie del futuro:
1- il presidente Barak Obama ha vinto le elezioni americane promettendo il miracolo di una “green economy” (nel suo ultimo discorso sullo Stato dell'Unione si è spinto a promettere che entro il 2035 l’80% dell’elettricità americana proverrà da fonti di energia pulita ed entro il 2015 gli Usa diverranno il primo paese ad avere 1 milione di veicoli elettrici su strada!);
2- il governo spagnolo di Zapatero ha incentivato uno sviluppo esponenziale delle fonti energetiche “pulite” (tale da renderle competitive con le fonti tradizionali!);
3- la cancelliere Merkel ha deciso lo stop di tutti i reattori entro il 2022 (promettendo che entro il 2050 l'80% dell'energia tedesca arriverà da eolico e fotovoltaico!);
4- il governo svizzero ha annunciato l'intenzione di abbandonare progressivamente il programma energetico nucleare;
5- e persino il Giappone, ovviamente dopo il disastro di Fukushima, ha comunicato di voler rinunciare presto al nucleare (il Primo Ministro, Naoto Kan, sta considerando l'ipotesi di imporre a tutti gli edifici di nuova costruzione l’installazione di pannelli solari entro il 2030!).
Cosa spinge, allora, il Governo italiano a continuare a puntare lo sguardo sull'atomo?
Quale senso avrebbe investire risorse per costruire centrali che entrerebbero in funzione solo quando le restanti centrali di mezza Europa saranno in fase di smantellamento?!
Se davvero il nucleare fosse una fonte d'energia “conveniente”
, inoltre, come mai solo il 6% dell’energia mondiale viene prodotta dall'atomo?
E se sul serio il ritorno al nucleare fosse una scelta “obbligata”, perché mai la più grande potenza industriale d'Europa, la Germania, potrà farne a meno?
L'Italia è stata tra i primi paesi industrializzati ad uscire dall’atomo, in un periodo nel quale il resto del mondo guardava “con interesse” a tale fonte di energia.
Se oggi è il resto del mondo a guardare “con sospetto” al nucleare, perché mai l'Italia dovrebbe proseguire la sua “politica del gambero”? 

 
DECIMO:
IL NUCLEARE E' STATO “BOCCIATO” DAI CITTADINI! 

Gli italiani hanno già detto la loro sul nucleare, con la plebiscitaria consultazione referendaria del 1987.
Ancor oggi
, inoltre, tutti i sondaggi rivelano che la maggioranza della pubblica opinione è rimasta contraria alla scelta nucleare!
Ecco perché la volontà governativa di imporre al Paese il nucleare pur in contrapposizione ad una volontà popolare di segno dichiaratamente opposto risulta essere una scelta politica eversiva, “antidemocratica”!
Una norma di legge introdotta dal Governo Berlusconi nel 2009 prevede finanche “l’uso dell’esercito” per realizzare le previste centrali nucleari (per imporre alle comunità locali la costruzione di futuri impianti).
Si tratta della volontà di “forzare la mano”, di una scelta quantomeno “irresponsabile”, destinata a generare inevitabili conflitti istituzionali e sociali qualora venisse attuata!
Una ragione in più perché il prossimo 12/13 giugno i cittadini si rechino alle urne per confermare con un “Si” il loro “No” al nucleare! 

integralmente tratto da disinformazione.it

Gaspare Serra
Blog "Panta Rei":
http://gaspareserra.blogspot.com
Contatti facebook:
Profilo personale:
http://www.facebook.com/Gaspare.Serra.VI
Pagina "Panta Rei":
http://www.facebook.com/blog.di.GaspareSerra
Gruppo "Il Pianeta che muore...":
http://www.facebook.com/group.php?gid=49160887239&ref=mf