giovedì 14 febbraio 2013

Inquinamento e stress da locomozione: come risolvere i problemi alla radice

Uno dei metodi più efficaci per ostacolare il diffondersi dell'informazione non è quello di cercare di contrastarla con degli argomenti logici - che per altro scarseggerebbero - ma salire sul carro della stessa cercando di deviarne la traiettoria.
Un trucco che funziona quasi sempre è quello di spostare l'attenzione e la focalizzazione della discussione dalle cause agli effetti. Su di essi si può discorrere all'infinito e perfino trovare soluzioni transitorie apparentemente efficaci (come un farmaco per una malattia) senza scalfire minimamente le cause.
Così, per quanto riguarda cause ed effetti relativi ai costi sociali, a quelli ambientali, agli effetti negativi sulla qualità della vita comportati dal traffico intenso e dalla densità circolatoria sulle strade, non si fa altro che discutere nonché ideare inutili palliativi costituiti da nuove norme circolatorie, divieti e deviazioni ad orari prestabiliti, potenziamento delle linee pubbliche ed altre amenità che non solo non migliorano ma - in genere - peggiorano la situazione in quanto se esiste una determinata quantità di persone e merci costrette a raggiungere un determinato punto, l'unica cosa che si può fare è quella di omogeneizzare il flusso evitando punte orarie e canalizzando il traffico su direttrici ad alta capacità di smaltimento. Tutte stronzate, insomma, che lasciano per forza di cose inalterato il flusso nella sua consistenza e con esso quasi inalterati i costi, l'impatto ambientale e le perdite di tempo.
 
L'unica svolta radicale a 180° per abbattere drasticamente, e non solo nascondere sotto al tappeto i mille problemi creati dal traffico, non è quella di ideare trasporti pubblici fantascientifici su monorotaia a -levitazione magnetica o auto iper-ecologiche che in maniera totalmente automatica ed indipendente dalla vostra volontà vi portano con estrema sicurezza al macello ma è quella di ABBATTERE I PRESUPPOSTI DEL TRAFFICO, come vado predicando da decenni, intervenendo per una volta sulle CAUSE e non sugli effetti.
 
Bene, giunti a questa determinazione, è innanzitutto necessario individuare i VERI motivi che spingono un'enorme percentuale di cittadini, ogni giorno della loro vita lavorativa o per il soddisfacimento delle necessità quotidiane, ad allontanarsi tanto dalla loro residenza da dover ricorrere ad un mezzo di trasporto motorizzato, privato o pubblico che sia.
 
Allora, da CHI è formato il traffico?
A seconda degli orari presi in considerazione, escludendo gli inevitabili addetti alla manutenzione urbana, stradale ed impiantistica come netturbini, stradini, idraulici del Comune ed elettricisti, artigiani e professionisti che operano a domicilio per la stessa natura della loro prestazione, nonché gli intoccabili turisti, si può supporre con sufficiente approssimazione che il traffico su cui si può intervenire, riducendolo drasticamente ricavandone più vantaggi che svantaggi, sia composto da categorie del genere:
  • Artigiani, burocrati, commercianti, operai, personale scolastico, professionisti che risiedono lontano dal loro posto di lavoro. In una parola: pendolari;
  • Studenti che risiedono lontano dall'edificio scolastico;
  • Cittadini costretti ad andare di persona, magari allontanandosi dal posto di lavoro, presso un ufficio pubblico o privato per espletare pratiche burocratiche;
  • Trasportatori di merci, con particolare attenzione ai generi alimentari, acqua e bevande comprese, in viaggio quotidiano da un capo all'altro del Paese;
  • Commercianti ambulanti;
  • Gente costretta ad allontanarsi per acquisti di prima e seconda necessità;
  • Personale medico e pazienti di ospedali, nosocomi vari, ambulatori, (inutili) centri di benessere o riabilitazione e quant'altro.
Soluzioni, nell'ordine ai punti elencati:
  • Incentivare, con mirati strumenti fiscali e creditizi supportati dallo Stato qualsiasi attività lavorativa che non comporti pendolarismo del titolare ovvero che si svolgono in prossimità della loro residenza. Rilasciare, senza difficoltà da parte del richiedente, licenze per nuove attività insistenti in zone perfiferiche a bassa densità abitativa o circolatoria e dal contrario non rilasciarne più tante nei centri già più che serviti e congestionati (questo provvedimento potrebbe incrementare il traffico locale di zone poco frequentate sgravando tuttavia in parte i centri urbani, con positivi effetti sull'inquinamento e sui tempi morti derivanti dai semafori e dalla ricerca dei parcheggi) 
  • Decentrare i plessi scolastici in piccole strutture di quartiere sfruttando anche le possibilità offerte dall'informatica, invece che accorparli in strutture sempre più grandi dai costi proibitivi e che da sole sono capaci di paralizzare il traffico della zona in cui insistono negli orari di ingresso ed uscita dei corsi;
  • Snellire ed informatizzare la burocrazia in maniera seria e radicale in modo da poter espletare da casa, magari a qualsiasi ora del giorno, la maggior parte delle pratiche e decentrando gli uffici in piccole unità di quartiere per i casi in cui sia realmente indispensabile la presenza del cittadino allo sportello. Abolire enti inutili come le Province, non per centralizzare il potere come immagina qualcuno, ma altrsì per decentrarlo agli enti locali ovvero ai Comuni che funzionavano benissimo nel Medio Evo e non si vede perché non possano funzionare oggi;
  • Detassare DEL TUTTO i prodotti alimentari a km 0 (diciamo non superiori a 10 oppure che non provengono da altri Comuni. Si potrebbe ideeare un vistoso marchio obbligatorio sulle derrate che ne identifica il Comune di provenienza). Tassazione extra "a chilometro" per la merce proveniente da distanze maggiori. Supertassa a chilometro sull'acqua imbottigliata in vetro. Ipertassa non inferiore ad 1€/litro su quella imbottigliata in plastica, da destinare ai costi di smaltimento senza combustione delle materie plastiche. Parallelamente alla supertassazione dell'acqua imbottigliata, sfruttare i proventi derivanti per migliorare la rete di distribuzione dell'acqua potabile e la sua qualità ricorrendo alla minore quantità possibile di additivi chimici. Una buona acqua potabile dal rubinetto dovrebbe essere anche gratuita ed a qualità garantita per ogni cittadino. Una fontana di quartiere a flusso continuato e magari utilizzato infine per irrigazioni (siamo in Italia e ce lo possiamo permettere) può contribuire ad evitare sedimenti e proliferazioni batteriche e vegetali nelle condutture;
  • Il commercio ambulante è folkloristico, in qualche caso costituisce anche una scelta di vita del titolare ma, non so, credo che prima o poi dovremmo farne a meno assieme ai mercati rionali e non che spesso, invece di costituire un occasione di risparmio per gli acquirenti, costituiscono solo una diminuzione dell'incasso giornaliero per i commercianti di zona in sede fissa. Ho riscontrato di persona, ad esempio, che negli ultimi anni in un piccolo ma ricco capoluogo di provincia toscano che conosco molto bene, il prezzo/qualità offerto al mercato cittadino del mercoledì non è migliore o è addirittura inferiore per pari prodotti reperibili in città;
  • L'aspetto dello shopping è da affrontare anche lavorando sulle coscienze e sulle abitudini che spingono i consumatori a fare abitualmente acquisti lontano dalla propria residenza invece di preferire i commercianti locali. La grande distribuzione rende difficile la concorrenza dei piccoli ma ci sarebbe sempre il metodo degli incentivi e dei disincentivi... .
  • L'ultima è la più facile di tutte: basta smettere di ammalarsi o di farsi convincere che si è ammalati tanto da doversi rivolgere a strutture e personali medici. Come fare? Semplicissimo: stressare lo stress, alimentarsi in modo corretto e condurre una vita salutare nonché ricca di soddisfazioni.
Con questi consigli, auguro a tutti una buona salute.

mercoledì 30 gennaio 2013

Mode americane


Sono cresciuto in un'epoca in cui, memore delle conseguenze degenerative di una cultura nazionalista e pervasa da ideologie sinistre in senso politico, la morale comune impediva di manifestarsi patriottico senza incorrere negli anatemi (o pestaggi) da parte dei "sinistri" e della morale corrente a loro e da loro asservita. Tanto che utilizzare o brandire una bandiera italiana era considerato senza mezzi termini "fascista" da molti imbecilli.
Ovvio che una deroga alla regola era concessa al tifo sportivo o pallistico (relativo ai giochi a palla) in cui erano impegnate rappresentative nazionali o private, come la Ferrari, che per qualche sprovveduto rappresentavano l'Italia stessa. Non si capisce però perché l'Alfa Romeo o la Minardi in Formula 1 non abbiano destato a loro tempo gli stessi entusiasmi nazionalistici. Forse perché la tendenza italiana è sempre quella di schierarsi con i vincitori, vedi ultima guerra.
C'entra relativamente poco con l'oggetto dell'articolo, ma non tutti sanno che molti americani della strada danno per scontato che Ferrari sia un marchio automobilistico Made in USA... .

Cominciata con l'occupazione americana, la sudditanza psicologica dalla cultura statunitense, si è sviluppata a macchia d'olio tra le generazioni a venire, portatrice di cambiamenti e tanti bei colori, come diceva Celentano in una sua canzone contro il mondo beat che forse neanche capiva.
Riesumato negli ultimi anni un nazionalismo utile idiota solo al fine di creare consenso popolare e giustificazione alla partecipazione attiva delle truppe italiane a missioni di guerra ad esclusivo vantaggio di USA e NATO, in realtà si è fatto in modo che attraverso i media e la manipolazione della cultura giovanile l'italiano medio(cre) sia sempre più attirato da modelli e simboli che nulla avrebbero a che vedere con la sua cultura.
Neanche il Manzoni, grande plagiatore di racconti altrui, scriveva periodi così lunghi così scarsi di punteggiatura... .

E così, la mia generazione ha assistito ad una spersonalizzazione sempre più rapida e capillare della coscienza e delle culture nazionali (non dimentichiamo di essere un giovane Paese frutto di un unione sanguinosamente forzata di culture ed etnie diverse ) rimpiazzata di forza e d'obbligo da modelli alieni e preconfezionati... anzi direi precollaudati.

Quali sono gli aspetti alieni alla nostra cultura che ormai si sono radicati come un cancro inoperabile nel tessuto nazionale? Proviamo a fare un elenco informale di alcune tendenze nazionali che ormai ci sembrano endemiche ma non lo sono affatto...



I chopper. Chissà perché, forse per la mia  personale formazione culturale, è la prima degenerazione che mi è venuta in mente ma, lungi da essere un fenomeno spontaneo nazionale, la storpiatura funzionale delle moto col metodo del to chop (tagliare e riassemblare) è una pratica filosoficamente aberrante concretizzatasi nelle sottocultura americana, quella degli emarginati, e poi consacrata da un film epocale come Easy Rider che, pur svolgendosi "attorno" a due chopper su base Harley Davidson utilizzati con pieno diritto dai protagonisti perfettamente inseriti nel loro contesto socioculturale, non parla specificamente del mondo chopperistico (infatti nel film non se ne vedono altri) ma del perbenismo americano spinto oltre i confini dell'odio e, cosa che pochi ricordano, i due protagonisti appaiono all'inizio del fim su due moto da cross e solo dopo aver concluso un affare partono per un viaggio di piacere a cavallo dei due chopper simbolo all'epoca della controcultura.
Allora cos'è che non va? Che in Italia ed in Europa tutta, tali veicoli a due ruote sono di mera importazione culturale perché da noi non si sono mai verificate condizioni tali da giustifiare un tale fenomeno. Specificamente in Italia che non come nazione ma come territorio, fin dal Rinascimento è terra di geni ed inventori quindi di scienziati e gente in pratica guidata dalla RAZIONALITA', nel campo della passione motociclistica le muse ispiratrici erano la velocità e la (bella) meccanica: le modifiche che uno si sognava di apportare alla propria cavalcatura erano in funzioni di presupposti funzionali e solo secondariamente estetici. E se si considera che Otto Warburg ebbe a dire che nulla che non sia funzionale può essere definito bello, si capisce che quello che era motociclisticamente "bello" per noi appassionati doveva NECESSARIAMENTE reggere la strada, essere maneggevole, frenare bene ed andare più del vento. Un chopper non ha alcun presupposto funzionale: non va, non regge, non frena, ha per vincoli estetici un serbatoio troppo piccolo per assicurare un'autonomia decente, è scomodissimo sia per chi lo guida che per la malcapitata passeggera appollaiata su poco più di un trespolo. Probabilmente per questo ci sono chopperisti (sedicenti bikers) convinti che una "lunga percorrenza" consista nel fare 150km al giorno... ma io lo attribuisco più al loro immobilismo culturale che li porta a permanere nei comfort del loro piccolo mondo.
Degenerazione delle degenerazioni, il fenomeno subculturale dei custom, che consistono in pratica in una chopperizzazione meno spinta con qualche concessione alla praticità d'utilizzo: sono veicoli che tecnicamente e filosoficamente si pongono esattamente a metà tra i chopper puri e le moto.
E allora perché dovrebbero costituire un'ulteriore degenerazione?
Perché sono del tutto privi del contesto culturale in cui furono concepiti i chopper e costituiscono di fatto un'addomesticazione culturale di concetti eversivi di controcultura giovanile, come dire "mi travesto da finto rivoluzionario ed anticonformista come tutti gli altri ma in fondo sono un perfetto conservatore e questo le Forze dell'Ordine lo sanno bene, per fortuna..."
Infatti i primi chopper erano simbolo di emarginazione e protesta mentre quelli di oggi sono cavalcati di preferenza da creativi del terziario avanzato o da personaggi mediocri in cerca di contegno ed identità nonché economicamente in grado di permetterseli, visto che costano mediamente più di una moto.
Va detto che in Europa, principalmente in Germania, esiste uno zoccolo duro e puro di chopperisti autentici federati come in america in due principali movimenti che sono gli Hell's Angels storicamente contrapposti ai Bandidos, entrambi dediti per lo più allo spaccio di stupefacenti e più o meno tollerati dal Sistema visto che è noto che la droga è un dappertutto affare di Stato. Almeno loro sono coerenti col proprio ruolo e, dirò, è anche un bene che si distinguano in maniera così netta dai motociclisti.

Le moto custom. Come già più ampiamente illustrato, costituiscono un'addomesticazione del concetto di chopper. Le custom vengono scelte di preferenza da chi non ha lo stesso coraggio dei chopperisti di manifestare tutta la propria pochezza intellettuale e finiscono per rappresentare l'anello di congiunzione tra i chopper/isti puri ed il vero mondo delle moto. Concettualmente costituiscono una scelta ancora più esecrabile in quanto non supportata dai reali presupposti che (de)generarono il mondo dei chopper.

Onnipresenza dello zucchero negli alimenti. Probabilmente associato alla grande diffusione anche da noi di obesità e malattie come diabete e cancro in percentuali "statunitensi" tra la popolazione, assumiamo... assumete zucchero occulto anche in generi di alimenti in cui non ci si aspetterebbe di trovarlo come salumi, conserve di pomidoro, piselli in scatola, vomitevoli salsette americane al pomodoro, maionesi, sughi pronti e perfino in medicinali che magari dovrebbero curare i danni provocati da un'eccessiva assunzione di zuccheri raffinati!
A questo si aggiunge l'insana passione per i dolci il cui consumo nella nostra cultura era relegato alle sole occasioni di festa; invece oggi fanno parte integrante dell'alimentazione quotidiana di molti a cominciare dalla prima colazione fino al dessert serale. Per non parlare dal consumo sfrenato di bibite e succhi di frutta zuccherati. Tra l'altro, i nostri dolci tradizionali erano dolcificati col miele naturale e non con prodotti chimico-industriali come lo zucchero raffinato.

Dolcificanti artificiali. Se è noto che lo zucchero industriale faccia male, si sa ancor meglio che i dolcificanti artificiali facciano peggio. Tra questi, svetta per tossicità l'aspartame, un derivato del metanolo i cui effetti vanno dalla depressione ad un particolare tipo di tumore cerebrale e ciò nonostante il suo uso è criminalmente consentito dalle nostre leggi. Non ne uso ma credo che al giorno d'oggi non esistano più gomme da masticare che siano dolcificate con "semplice" zucchero.

Utilizzo abituale di droghe e psicofarmaci. A prescindere dal fatto che questa distinzione è puramente merceologica, non esistendo tecnicamente alcuna sostanziale differenza tra droghe e psicofarmaci, bisogna ammettere che la loro diffusione nel nostro martoriato Paese è dovuta principalmente al martellamento operato dai media di regime. Come si fa con i bambini, il metodo migliore per crare una domanda di qualcosa è vietarla pubblicamente. Proibizionismo docet.
Gli americani lo sanno bene ed ecco che loro, principali produttori (LSD, sintetiche) importatori (oppiacei da Paesi come Afghanistan, coca dalla Colombia, ecc.) e spacciatori internazionali di droghe a livelli governativi, sono riusciti anche in Italia, con un'adeguata campagna subliminale a livello di media prettamente giovanili, un mercato in cui smaltire una parte della loro offerta di dipendenza.
Le droghe legali sono somministrate senza riguardo da istituzioni e purtroppo da genitori inconsapevoli  anche ai bambini, inventando di sana pianta patologie inesistenti come la sindrome da iperattività o il deficit d'attenzione, mentre quelle virtualmente illegali (per gli ultimi anelli della catena) sono alla portata di chiunque, disponibilità di capitale permettendo. Non si sa con quale criterio, anzi si sa molto bene, tra le droghe illegali è stata inclusa anche la canapa e tra quelle legali l'alcool.

Psicoterapia. Negli USA guardano strano uno che non va periodicamente da uno psicologo, come se della sua vita ne sapesse più di lui, mentre fino a poco tempo fa in Italia si guardava strano uno che ci andava, compatendolo. Beh, anche da noi sta dilagando - chissà perché, troppi film americani? - l'insana abitudine di confessarsi periodicamente ad uno psicologo, dopo che ci eravamo faticosamente liberati delle confessioni a potenziali pedofili in sottana.

Psichiatria della vita quotidiana. Questo aspetto riunisce ed esaspera gli ultimi due citati costituendone allo stesso tempo causa ed effetto finale. Se esiste una scienza in cui c'è ben poco di scientifico ed esatto, essa è in primis la psichiatria ma ciò nonostante, negli States e poi anche da noi ne stanno facendo una disciplina infallibile che ha tutti i diritti per interferire e giudicare scelte e comportamenti dell'individuo. Il TSO è una delle più grandi minacce alla libertà di autodeterminarsi e costituisce una potente arma in mano ai fautori del Nuovo Ordine Mondiale: basta dare un'occhiata alla definizione corrente di "paranoico" per rendersene conto. Tra un po' sarà considerato paranoico e suscettibile di trattamenti forzati chiunque non condivida l'attuale Sistema, anche se supportato da prove in suo favore. Esattamente come nei più cupi romanzi (o previsioni?) di fantascienza.

Cibo spazzatura. Preoccupante indice della spersonalizzazione italica è il dilagare del cibo spazzatura, proprio da noi culla della buona cucina e del mangiar sano! Chi preferisce cibo spazzatura non si limita ad avvelenarsi, compie anche un crimine culturale (ed economico) contro la nazione!

Consumismo spinto. Potrei limitarmi ad un no comment ed infatti non aggiungo altro se non che questa degenerazione incalzante da noi sta ricalcando pari pari, se pur con qualche anno di ritardo, quella ancora in corso di svolgimento negli USA e vero motore del loro espansionismo imperialista.

Halloween. Introdotto di forza con la connivenza dei media e delle scuole pubbliche, non se ne sentiva assolutamente il bisogno. Dei buoni genitori dovrebbero consorziarsi per portare fuori città e fuori dai festeggiamenti i loro bambini in occasione di Halloween allo scopo di ricercarne le radici pagane europee nell'adorazione della natura di cui fanno parte. Sarebbe una buona occasione di stimolare le loro giovani coscienze con una cultura ambientale e naturista invece di avviarne il condizionamento da parte di un Sistema marcio e decadente.

Alcolismo/demonizzazione deglli alcolici. Sono due aspetti dello stesso problema: nella cultura anglosassone, gli alcolici sono usati esclusivamente come una droga psicotropa in grado di alterare lo stato di coscienza mentre nella nostra siamo abituati da sempre ad utilizzarla nei ristretti margini di un piacere gustativo. Infatti noi siamo perfettamente abituati fin da piccoli ad utilizzare e DOSARE accortamente il vino a pasto e poi a non berne praticamente mai fuori dai pasti mentre nel centro-nord Europa è normale usare alcolici in genere SOLO per ubriacarsi salvo pasteggiare con acqua o, peggio, con bevande disgustosamente dolci, assolutamente inadatte ad accompagnare qualsiasi cibo non-spazzatura.
Non si sa perché, anzi si sa molto bene, anche da noi si è avvertita l'esigenza di regolamentare duramente i limiti di alcool nel sangue durante la guida, nonostante da noi non fosse esistita una concreta casistica di casi di incidenti direttamente ascrivibili all'alcolismo: questa era una prerogativa anglosassone. Da ragazzo, c'è stato un periodo di più di un anno in cui bevevo più del solito, diciamo un po' troppo e non a caso quello è stato il periodo in cui mi sono capitati meno incidenti, anzi NESSUNO. E ciò è perfettamente logico: anche da brilli o ubriachi ci si rende perfettamente conto - SE SI VUOLE - che non si è in grado di guidare bene e quindi si è più prudenti e si va più piano.
Chi causa incidenti con un tasso alcolico superiore a quello consentito, probabilmente li avrebbe causati anche da sobrio.

Serial killers. Diciamolo chiaro: sono un'invenzione dei media, non c'è alcuna prova che in Italia ci siano realmente stati casi di assassini seriali, almeno tra autori di cui sia certa l'assoluta estraneità a qualche condizionamento mentale. Ma probabilmente non ce n'erano neanche negli USA prima che l'inventassero. Adesso vanno di moda anche da noi e "fior" di criminologi fanno a gara per delineare profili di criminali... inesistenti, visto che la gran parte dei delitti su cui si sofferma la cronaca sono portati a termine da particolari tipi di iniziati o da specialisti (killer a pagamentio, militari appartenenti a corpi speciali). Ma il Sistema, per imporre sempre maggiori limiti ed impedimenti alla società col suo consenso, ha bisogno anche dei serial killers.

Condizionamento mentale/persuasione occulta. Anche questa è una distinzione puramente applicativa perché in sostanza si parla della stessa cosa solo che nel primo caso non ci sono limiti ai metodi utilizzati che possono spaziare dalla elettro-bio-chimica alla tortura mentre il secondo metodo è dissimulato nella propaganda culturale o pubblicitaria. I fini ottenuti sono gli stessi anche se di diverso livello: alterare a proprio vantaggio il comportamento e le scelte di un individuo, dall'omicidio al suicidio dal prodotto da acquistare al politico da votare.

Bipartitismo. Un grosso ostacolo all'avvento di un Ordine Mondiale è sempre stata la diversità di opinioni, attraverso il bipolarismo si può invece propagandare un'unica idea dando l'illusione di un'alternativa. Solo per i più sprovveduti: gli italiani sono un popolo che con la sua variegatezza culturale dovrebbe capire da sé che non è possibile ridurre a due sole le sue multiformi visioni della realtà; però saranno talmente ben irregimentati a livello di opinione che ancora non se ne sono resi conto.
Asservimento della politica alle lobbyes finanziarie. Gli americani sono andati prima di noi oltre la classica corruzione dei politici, in voga fin dai tempi dell'antica Roma, passando direttamente alla designazione dei politici da parte delle lobbyes di potere; nominando dei loro dipendenti è chiaro che non c'è bisogno di corromperli visto che già lavorano per loro. In tal senso, non si potrà mai dire che il perfido Mario Monti sia un corrotto in quanto ligio dipendente della Goldman Sachs come i suoi degni compari Prodi, Letta, ecc.
Eliminazione di politici scomodi. Se si risale alla congiura contro Giulio Cesare, questa non era una novità neanche da noi, anzi probabilmente siamo stati tra i primi al mondo visto che la professione di politico nel senso moderno del termine fu un'invenzione della civiltà romana. Ma gli americani ci hanno insegnato che la gente della strada si beve qualsiasi versiione ufficiale sulle sparizioni forzate dei politici dalla scena del Paese, dall'alto della loro esperienza di ben 4 presidenti assassinati ed almeno un aspirante tale. Da noi ha poco senso far fuori un Presidente della Repubblica in quanto ricopre una carica puramente rappresentativa anche se qualcuno, come Cossiga, ha provato a farne una carica politica, e allora si fanno fuori uomini politicamente pericolosi per la gestione americana del Paese come lo furono Mattei, Moro e Craxi. Anzi per quest'ultimo la CIA o chi per essa cambiò stile passando dalla farsa terroristica a quella moralista, forse trovandosi a corto di utili idioti che dopo gli anni di piombo avevano rinunciato alla Lotta armata trovando la loro piena realizzazione nel bipartitismo blindato (...); infatti per lui fu organizzata quella colossale farsa di Mani Pulite per la quale gli italiani, da sempre avvezzi a questo andazzo, improvvisamente s'indignarono - o almeno così sostenevano i media - per la corruzione della loro classe politica. Peccato che questa indignazione durò il tempo di Mani Pulite. Da allora, visto che lì'inesistente popolo italiano è diventato sempre più superficiale, finto-moralista e credulone, per distruggere un politico è sufficiente un'incruenta campagna denigratoria basata su scandali privati costruiti ad arte, come se la vita privata di un politico fosse cosa realmente rilevante per la nazione.

Stragi ad opera di personaggi insospettabili, con suicidio finale. Non potevano mancare in un Paese sempre più brutta copia degli USA, questi fatti che i media di regime si affrettano a bollare come opera di squilibrati senza neanche far notare come si tratti di cronache fin troppo sovrapponibili nella dinamica per non far pensare a qualcosa di preorganizzato agendo sul controllo mentale dello "squilibrato". Squilibrato si ma dopo un probabile apposito trattamento! Chi non ha mai sentito parlare di Mind Control, al secolo MKUltra? Si tratta di tecniche ultrasperimentate vecchie almeno di 50 anni se non si vuole risalire all'origine nazista della loro teorizzazione. Nessuno si chiede perché questi assassini o stragisti solitari finiscono sempre per ammazzarsi subito dopo aver assolto al loro compito e quando non si ammazzano loro e vengono ammazzati, fanno spesso in tempo a dichiarare che non ricordano nulla degli ultimi eventi? MI sembra quanto meno strano che ricalchino tutti lo stesso cliché. Un'altra moda americana finalizzata al Controllo Mentale delle masse.
Case di legno. Stanno tentando per fortuna con scarso successo di venderci casette come quelle dei tre porcellini invece delle nostre tradizionali in muratura; a noi che discendiamo dagli inventori delle grandi opere pubbliche e che siamo abituati a pavimentare in marmo o in ceramica le nostre case più umili. E non avremmo (per il momento) neanche quegli spettacolari tornados in grado di annientarle ma a noi proprio non va giù di abitare in un fabbricato effimero come quelli costruiti in legno: siamo abituati ad opere d'arte e di architettura in grado di sfidare i millenni. 
Obesità. Per la verità, era una moda già adottata a Napoli città da sempre filo-americana e capitale del ritualizzazione del mangiare buono ed abbondante ma adesso dilaga non grazie, purtroppo, alla buona cucina ma alle sproporzionate quantità di zucchero e dal cibo-spazzatura che ormai molti italiani non disdegnano di ingurgitare. Peggio per loro, a tutto vantaggio di medici, farmacisti ed aziende alimentari.
Puritanesimo. Si tratta di una pericolosa perversione sessuale da noi finora in voga, almeno sul piano formale, solo tra gli ecclesiastici - salvo orgette pedofile o con le suore - ma che rischia di dilagare grazie ad opportune campagne moraliste già in atto. Cosa ci guadagna il Sistema? Forse un irrisorio minor incremento della popolazione dovuto a natalità impreviste ma di certo la formazione di un sistema di pensiero in cui è sufficiente accusare una persona di comportamenti contrari alla morale per distruggerla sul piano sociale o, peggio, di farla rinchiudere in qualche prigione psichiatrica. 
Serial televisivi. Quando ancora ero uso sprecare il mio tempo davanti alla TV, ricordo bene di aver sempre scartato per principio qualsiasi film fosse suddiviso in più di... una puntata perché non mi andava l'idea di condizionare il mio futuro per sapere come andava a finire una storia. Secondo me, rimettersi davanti alla TV ad una determinata ora di un determinato giorno per continuare la visione di un film è demenziale mentre molta gente trova oggi normale riservare sempre la stessa ora del giorno alla visione di un seriale. Degenerazione tipicamente americana in voga anche da noi da tanto tempo ormai che non sembra più quello che realmente è.
Tatuaggi. Tatuarsi come un galeotto sembra oggi normale; un'esigenza della società americana terrorizzata dalla spersonalizzazione e allora ecco che tutti - per distinguersi dalla massa - si affrettano a sottolineare la loro individualità esattamente come fanno... tutti gli altri. Sarà divertente osservare tali opere d'arte quando la loro pelle sarò rugosa e cascante.
Esternazione dei sentimenti. Si, forse nelle nostre regioni meridionali battute in antico dagli arabi è sempre stato in uso piagnucolare in pubblico o fare piazzate di fattacci privati ma almeno nel centro-nord, diciamo a partire dalla Toscana, le rabbie ed i dolori trovavano sfogo in una privata decenza. Adesso pare che sia normale portare i fatti propri in pubblico, come da sempre fanno i protestanti, in più, spettacolarizzandoli ove possibile. Un'altra riprovevole usanza americana.
Circoli anonimi. Conseguenza diretta dell'abitudine di esternare i sentimenti, ne costituiscono la manifestazione più preoccupante, assomigliando pericolosamente alla pratica dell'autocritica imposta da alcune correnti di (non)pensiero comunista, il cui scopo manifesto è quello di rimuovere ogni pericolosa velleità individualista.
Campagne scandalistiche. Fondate su fatti veri o fasulli, quello che accomuna le tecniche di distruzione mediatica di un personaggio inviso al Sistema è la focalizzazione dell'attenzione dell'opnione pubblica su aspetti del suo operato o della sua personalità che poco o nulla hanno a che vedere con il messaggio che veicola o col suo programma politico. In altre parole, per criticare chi diffonde notizie utili alla collettività oppure si adopera per far funzionare meglio la Cosa Pubblica, il Sistema evita accuratamente di porsi su di un piano critico sul quale potrebbe essere facilmene smentito e battuto ma attacca e critica il nemico su livelli riguardanti aspetti della sua personalità o della sua vita privata che scarsa o nessuna rilevanza dovrebbero avere per la vita pubblica. Ad esempio, quando Berlusconi voleva adoperarsi per la storia del gasdotto turco ha sicuramente pestato i piedi a qualche magnate del petrolio ed è stato subito attaccato nel consueto modo (per uno come lui): con uno scandalo a luci rosse; per la vicenda di Sigonella, Craxi fu epurato assieme al suo entourage in base ad accuse basate sulla corruzione della classe politica che c'è sempre stata e semrpe ci sarà e ci è voluta tutta la professionalità dei media per oscurare l'aspetto farsesco della vicenda Mani pulite.
Coscienze deviate verso il perbenismo ed il puritanesimo aiutano molto a distruggere qualsiasi personaggio su cui si alzino meri sospetti di immoralità e questa è tutta scuola americana.
Falso altruismo. L'italiano medio ormai si azzuffa per difendere i propri interessi solo nelle riunioni di condominio e negli affari privati ma poi fa a gara, per mettere pubblicamente a posto la coscienza, finanziando enti dai dubbi fini umanitari e sottoscrivendo campagne fraudolente incentrate su temi capaci di colpire i sentimenti più profondi ed istintivi. 
Medicalizzazione della vita. Il sogno realizzato di un famoso magnate americano della farmaceutica, quello di vendere medicine alle persone sane ovvero che non ne hanno alcun bisogno, ed anche quello di convincere la gente che non eisiste una reale condizione di salute ma solo una condizione in cui la malattia non è manifesta, soggetto a suo tempo di un famoso film in bianco e nero. Il Sistema c'è riuscito anche in Italia, convincendo le persone sane di essere potenzialmente o realmente malate tanto da costringerle a portare sempre appresso una determinata scorta di farmaci "indispensabili" o "salva vita", a sottoposri reiteratamente ad esami medico-clinici per lo più inutili e spesso dannosi, a considerare patologiche manifestazioni perfettamente fisiologiche.
Non a caso, uno dei più grandi affari di questi ultimi anni è quello di inventare nuove patologie subito dopo averne brevettata la cura.

Terrorismo/paura del terrorismo. Meglio sperimentato in Italia durante i cosiddetti Anni di Piombo, funziona egregiamente anche negli States col dovuto rapporto di spettacolarità. Infatti, se per gli scopi prefissati dal Potere in Italia sono stati sufficienti stragi dilettantistiche come quella di Piazza Fontana o della stazione FFSS a Bologna, per condizionare la mente dell'americano medio, sensibile solo a manifestazioni spettacolari, è stato necessario ricorrere a farse più drammatiche ed orchestrate, per quanto meno credibili delle nostre. Ma è esattamente lo stesso rapporto che intercorre tra il pugilato ed il wrestling: nel primo si menano sul serio in maniera molto disciplinata, nel secondo in realtà non si menano affatto - e ciò è evidente come la demolizione controllata delle tre torri di New York - ma lo fanno in maniera molto più creativa.

lunedì 21 gennaio 2013

Il redditometro potrebbe azzerare la passionaccia nazionale

 
Il nuovo redditometro è chiaramente concepito con grande lucidità allo scopo di accelerare la definitiva distruzione dell'economia nazionale (a meno che i nostri governanti non siano totalmente imbecilli, ma ci credo fino ad un certo punto).
Nel suo mirino ci saranno come prima e più di prima i veicoli motorizzati immatricolati ad uso privato ovvero tutte le nostre auto e le nostre moto.
La passione motoristica ne farà quindi le spese: la consueta ottusità dei parametri non terrà conto di indici realistici come l'effettivo valore di mercato del veicolo ma al contrario, di dati assolutamente relativi e non indicativi ai fini della presunzione di reddito, come la cilindrata o la potenza del motore.
Il numero di veicoli immatricolati e posseduti avrà parimenti un grande peso ed a nulla servirà dimostrare, ad esempio che le due auto e le due moto che si posseggono, vendute tutte assieme coprirebbero appena i premi annui delle loro assicurazioni. In questo caso, causa ed effetto, il danno e la beffa della situazione sono rappresentati proprio dal fatto che è difficile permettersi di sostenere più veicoli proprio perché le assicurazioni sono troppo care e non per altri motivi: se ho bisogno di percorrere in ogni caso 30.000km all'anno, di carburante non spenderò cifre significativamente diverse se lo faccio con un solo veicolo oppure alternando i quattro che possiedo.
Quindi il numero di veicoli posseduti, la loro potenza e la loro cilindrata sono relativamente indicativi di un reddito presunto ma SOLO perché i premi assicurativi sono esagerati ed i parametri per calcolarne la tassa di possesso sono concettualmente sbagliati. In altre parole sono i parametri stessi a determinarne il lusso presunto e non il contrario.
Una valutazione simile si potrebbe fare anche per quanto riguarda la nautica da diporto: è realmente appannaggio delle persone più facoltose ma solo perché la stessa nautica da diporto è considerata roba da ricchi ed in tal senso vessata e non il contrario!
Va detto che col nuovo redditometro, le barche vedono i loro coefficienti abbassarsi al livello delle... case!
E' chiaro che chi concepisce leggi del genere evita accuratamente di andare a chiedere i soldi a chi ce li ha sul serio e concentra i propri sforzi principalmente alla distruzione della classe media in modo da ridurla nella schiavitù in cui già si trova la fascia a reddito più basso o inesistente. Ciò è lampante ed indiscutibile.
Nel suo ultimo articolo pubblicato sul suo blog, il noto Avvocato Paolo Franceschetti si è così espresso sull'argomento:
"Il peggio del peggio in termini di libertà però lo danno le recenti leggi tributarie in materia di spesometro, redditometro, e anagrafe tributaria. Un sistema che in teoria controllerà tutte le spese dei cittadini per “normalizzare” ogni individuo: vuoi mangiare solo le mele del tuo campo per risparmiare soldi e comprarti tanti cd musicali che adori? Non puoi... non rientri nei parametri. Sei un tedesco che lavora in Italia e hai preso la cittadinanza italiana e sei abituato a bere 10 birre al giorno? Cazzi tuoi, non te lo puoi permettere, altrimenti potrebbe scattare l’accertamento.
Si potrebbe proseguire all’infinito con altri esempi, ma la verità è che le leggi esistenti servono solo ad ingabbiare il cittadino in una rete di regole quasi del tutto inutili, che servono a fargli perdere tempo al fine di distoglierlo dall’impiegare lo stesso tempo nell’evoluzione di se stesso."
Valutazione più che condivisibile. Tuttavia, avere anche la possibilità di coltivare una passione materiale non preclude affatto la possibilità di evolversi. E se si considera che il "nostro" motorismo, oltre che parte integrante della nostra cultura, è in forse assoluto la passione che è capace di generare più indotto nell'economia nazionale, proprio con questi chiari di luna sarebbe il caso di incentivarla e non di distruggerla.
Ma purtroppo, i nostri governanti stanno svolgendo fin troppo bene i compiti loro assegnati, in cambio di poche e maleodoranti briciole di potere.

sabato 19 gennaio 2013

A Castellabate, fate ancora in tempo a NON donare il sangue

 

Ho saputo solo stamattina della raccolta di sangue prevista nel territorio comunale per domani 20 gennaio e corro ai ripari diffondendo in questa sede, ed imediatamente dopo sul sito ad essa collegato e sul blog I TRUFFATORI, quest'importante raccomandazione che così riassumo per sommi capi:
 
NON DONATE SANGUE: IL PRINCIPALE VANTAGGIO DELLA PRATICA TRASFUSIONALE DI PLASMA UMANO E' COSTITUITO DALL'AFFARE CHE NE DERIVA.
 
Cercate di dissuadere, informandolo sui rischi accertati che corrono i riceventi, chi ha intenzione di farlo.
 
LE TRASFUSIONI DI PLASMA UMANO COMPORTANO SEMPRE DEI GRAVI RISCHI PER LA SALUTE ED IN GENERALE UN ABBASSAMENTO DELLE DIFESE IMMUNITARIE.
 
Una trasfusione di sangue è giustificabile solo nei casi in cui il rischio di non farla supera i rischi accertati da essa derivanti, come si potrebbe verificare all'atto pratico solo in situazioni d'emergenza che si manifestino "troppo" lontane da strutture sanitarie adeguatamente attrezzate.
 
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Il meccanicismo che contraddistingue lo scientismo occidentale ha portato prima i pionieri di questa pratica e poi i non addetti ai lavori ad immaginare il plasma sanguigno alla stregua di un fluido "standard" al pari di un carburante che possa essere vantaggiosamente travasato dalla linea d'alimentazione di un motore ad un altra.
 
Ma non è così. Il sangue non è affatto un fluido intercambiabile senza conseguenze tra un essere ed un altro ma un vero tessuto connettivo allo stato liquido ed in quanto tale, dotato di caratteristiche fisiologiche e genetiche originali ed ESCLUSIVE dell'individuo a cui appartiene.
Ciò significa che, al di là della sua classificazione in pochi gruppi (che volendo approfondire sarebbero molti di più di quelli canonicamente accettati) è riconosciuto SEMPRE dall'organismo ricevente come un tessuto estraneo e contro il quale il sistema immunitario dell'organismo stesso cerca di opporre una strenua e giustificata resistenza.
 
Quando una trasfusione di plasma umano ha "successo" è solo perché è stata in grado di sopraffare definitivamente il sistema immunitario del ricevente e con ciò si spiegano le recidive di patologie tumorali (a non solo) in soggetti trasfusi precedentemente guariti dal cancro.
 
In attesa che qualche Compagnia farmaceutica brevetti a suo esclusivo vantaggio un plasma sintetico universale o che si diffonda la pratica di rigenerazione di tessuto sanguigno in coltura (inapplicabile però in casi d'urgenza) è noto da decenni, per non dire secoli, che della semplice acqua di mare, opportunamente purificata e diluita con acqua pura (e non certo clorata di rubinetto) possiede TUTTE le caratteristiche e proprozioni minerali di un sangue umano "standard" e che è stata utilizzata vantaggiosamente in passato, oltre che a salvare vite umane in situazioni d'emergenza, anche in test in cui tale miscela ha sostituito completamente il sangue di cani da laboratorio che sono sopravvissuti in piena salute e per anni all''esperimento.
 
Preciso che sono contrario in linea di principio alla sperimentazione su cavie viventi (umane e non umane) ma in questo caso risulta una sperimentazione a basso rischio per il soggetto in quanto si è trattato semplicemente di verificare scientificamente una possibilità già nota ed in parte sperimentata.

Articolo di approfondimento:
- http://www.mednat.org/alimentazione/acqua_mare.htm

In questa occasione, faccio un appello, al fine di una definitiva presa di coscienza, a tutte quelle persone che, animate da sani principi umanitari, contribuiscono ingenuamente a questa assurda pratica ed in generale ad altre truffaldine raccolte di fondi dai millantati presupposti umanitari.
 

martedì 15 gennaio 2013

Dal 1° gennaio più facile cambiare Compagnia di assicurazioni

 
Da una news di facile.it, pare che dal 1° gennaio 2013 non sia più necessario inoltrare disdetta alla Compagnia precedente in quanto risulta abolito l'articolo 170-bis del "tacito rinnovo".
Una buona notizia che richiama alla mente quanto da me esposto in un articolo  del 2009 linkato a margine che voleva e vorrebbe ancora correggere il tiro di chi compone i cosiddetti "panieri" che dovrebbero essere indici di un reale riscontro delle variazioni medie dei prezzi al consumo.
 
Noi cittadini della strada - intesa nel senso carrabile - sappiamo bene invece che non è certo il costo di un famigerato Big Mac ad incidere in maniera significativa sul NOSTRO paniere.
Per dirla in gergo bancario, e non solo, le due principali sofferenze per chi, per scelta o per necessità, utilizza mezzi motorizzati privati, consistono infatti nell'ammontare dei premi assicurativi (chissà perché li chiamano premi?) e, quotidianamente, nel costo di carburanti e combustibili.
Non dimentichiamoci infine che il costo dei prodotti petroliferi, fino a che la quasi totalità del nostro vivere quotidiano dipenderà dai derivati fossili, incide in maniera occulta su qualsiasi cosa noi acquistiamo, ove proveniente e trasportata da lontano. Per questo, nell'ottica di un contenimento degli sprechi tipici della nostra civiltà, è sempre più importante preferire prodotti "a km 0" nonostante si tenti d'impedirlo o di renderlo difficile in tutti i modi e con artifici fiscali (vedi proposte e provvedimenti governo Monti)
 
Il costo stesso dei prodotti petroliferi "alla pompa" fu preso in considerazione da un altro articolo (vedi link sottostante) pubblicato nel 2012, che tornava sul confronto del costo medio della vita al sud Italia rispetto al nord incentrando l'attenzione sulla reale incidenza delle tasse per il cittadino meridionale che, se pur inferiori in senso numerico a quelle pagate al nord, incidono percentualmente di più sul PIL.
 
Articoli di riferimento:

domenica 13 gennaio 2013

Proibita per legge negli USA l'ennesima tecnologia rivoluzionaria

 
Auto levitanti con motori al plasma.
Nel futuro? No, oggi.
 
Questa e tante altre meraviglie promesse dalla tecnologia Keshe, subito messa fuori legge dalla Casa Bianca.
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Una volta diffusa al mondo intero, com'è intenzione del suo scopritore, tale tecnologia permetterebbe un colossale balzo in avanti di tutta la nostra civiltà, garantendo un equilibrio sociale mai visto prima, appannaggio forse solo delle millenarie civiltà gilaniche dimenticate dalla storia ufficiale.
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Antigravità, gravità artificiale, creazione di qualsiasi tipo di materia "dal nulla" compresi acqua, cibo, nanomateriali ed energia in modo da poter affrontare viaggi spaziali di durata infinita, non più condizionati dal carico di scorte. Possibilità di curare qualsiasi tipo di malessere o malattia senza farmaci e senza l'intervento diretto di medici.
Rovescio della medaglia, la stessa tecnologia potrebbe venir utilizzata per la fabbricazione di armi dal potere pressoché illimitato. Per questo è necessario condividerla a livello planetario in modo che nessuno (Stato o individuo che sia) possa avere la supremazia sull'altro: in poche parole, il sogno di Tesla.
 [dal blog Impatto Antropico]
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Con tale tecnologia, se realmente esistente assieme ad altre da sempre oscurate come si sta tentando di fare con questa, quello che pensiamo ed il mondo che conosciamo potrebbero cambiare radicalmente nel giro di pochissimi anni. Solo a volerlo.

tratto da un più completo articolo pubblicato sul sito heymotard.it

giovedì 20 dicembre 2012

Circolazione - Un paio di norme in meno: sugli pneumatici da neve per le auto e sull'ABS per le moto


Montare (catene omologate)

Roma, 19 dicembre - Salta la norma che imponeva l'uso dei pneumatici termici al di fuori dei centri abitati in caso di neve. Lo prevede l'emendamento dei relatori alla legge di stabilità approvato dalla commissione Bilancio del Senato che ha abrogato la norma del dl sviluppo. Sono state finalmente abrogate le norme che obbligavano gli automobilisti italiani all'uso esclusivo di pneumatici invernali, in caso di nevicate, e che mettevano fuori legge catene e altri sistemi omologati.[...]

Salta anche l'obbligo per le case produttrici di inserire l'ABS sulle moto. Il D.L. stabiliva che le case produttrici di moto avrebbero dovuto garantire l'offerta su tutti i veicoli di nuova immatricolazione a due o tre ruote e di cilindrata pari o superiore a 125 centimetri cubi, di sistemi di sicurezza e di frenata avanzati, vale a dire l'ABS.

(AGI)

 
Con l'occasione, è utile ricordare che in base alla circolare ministeriale 33/A/2/41655/1/2 del 14 maggio 2003, non è sanzionabile l'utilizzo di catene da neve non omologate.
Tuttavia, rimane comunque a discrezione delle Forze di Polizia la possibilità di vietare il transito ai veicoli non equipaggiati con i dispositivi (omologati) eventualmente previsti dai gestori delle strade.
 
articolo già pubblicato su heymotard.it 

sabato 15 dicembre 2012

IMU **** loro

Questo criptico titolo può essere interpretato solo da cilentani ed affini ovvero avvezzi a lingue italomeridionali in genere.

Nell'avvicinarsi della scadenza (che brutta parola) di pagamento dell'iniquo balzello denominato IMU, è il caso di ricordare la sua vera funzione che, dal punto di vista matematico, non può essere certo quella di sanare le casse di uno Stato così sprecone.
Gli effetti reali di tassazioni in genere e di quelle selvagge come questa sono stati a loro tempo perfettamente sviscerati da Paolo Franceschetti nel suo blog.
Riporto integralmente il suo lucido articolo.


A cosa servono le tasse, e in particolare l’IMU.

Una cosa che nessuno dice mai riguardo alle tasse, è che esse non servono a far entrare denaro nelle casse dello stato, ma ad altri scopi, di cui abbiamo parlato in articoli precedenti sulla crisi finanziaria.

Voglio però soffermarmi nuovamente su questo argomento perché è fondamentale per capire il sistema in cui viviamo e gli scopi di chi ci governa.

Risulterà quindi chiaro dopo questo articolo anche a cosa serve l’IMU.

Tutte le fonti ufficiali (mass media, politici, ma anche testi di economia e di scienza delle finanze, nonché diritto tributario) sostengono che le tasse servono a far avere soldi allo stato, che verranno poi tramutati in servizi pubblici ai cittadini (strade, scuole, ospedali, ecc.).

Questo errore concettuale di fondo, ad esempio, non solo la si trova in qualsiasi manuale di diritto tributario per le università, ma anche su wikipedia alla voce “tasse”, dove non esiste neanche l’ombra di una voce contraria.

Appare quindi logico ai più, quando lo stato è in crisi, che la soluzione inevitabile (oltre a quella del taglio alle spese) sia quella di un aumento della tassazione per reperire nuovi fondi.

In realtà questa mossa non solo è sbagliata, ma produce effetti talvolta completamente opposti rispetto al risultato che – si dice a parole – vuole essere ottenuto.
Facciamo un esempio. Non c’è bisogno di un genio per capire che un aumento delle tasse del 2 per cento non produce affatto un aumento delle entrate nelle casse dello stato di pari importo. L’unico effetto che viene realmente prodotto invece è quello di una contrazione dei consumi del 2 per cento; l’aumento reale delle entrate statali, invece, si aggira attorno allo 0,01 per cento, perché va ad incidere esclusivamente sui capitali immobilizzati e non su quelli in circolazione.

Un altro esempio preciserà meglio il concetto introdotto.

Se al dipendente pubblico che guadagna 1000 euro lordi la pressione fiscale aumenta dal 30 al 33 per cento, il dipendente invece di 700 euro ne incasserà 670; tale somma è così bassa che costui sarà costretto a ridurre i consumi. Quelle 30 euro finiranno direttamente nelle tasche dello stato, e non verranno spese in consumi vari.

Ma se tali soldi fossero stati spesi in beni di consumo, sarebbero comunque finiti nelle tasche dello stato, sia pure per via indiretta; infatti sarebbero andati ad un commerciante (ad esempio al pizzaiolo) che su quelle trenta euro avrebbe pagato circa il 50 per cento di tasse (quindi 15 euro); con le rimanenti 15 euro il pizzaiolo avrebbe acquistato altri beni, su cui sarebbero state ugualmente pagate tasse, e cosi via all’infinito.

Facciamo un altro esempio. Se io spendo 1000 euro di benzina, circa 750 vanno direttamente in tasse. Le altre 250 vanno al benzinaio, che ne darà circa la metà allo stato, sempre in tasse. Con le restanti 125 il benzinaio comprerà dei beni (cibo, un motorino, libri per la scuola dei figli); questi beni saranno il guadagno di altri imprenditori che pagheranno a loro volta tasse, che compreranno a loro volta beni, in un circuito infinito.

In pratica tutto il denaro in circolazione va sempre, prima o poi, allo stato. Il modo migliore per aumentare le entrate statali, quindi, non è quello di aumentare l’IVA o le tasse, ma quello di incrementare i consumi, e colpire il mercato nero.

L’unico denaro che non finisce prima o poi nelle casse dello stato è quello che il cittadino riesce a immobilizzare e mettere da parte; quindi un aumento del prelievo fiscale sulle classi più deboli non ha alcun senso, perché non produce un aumento delle entrate statali ma unicamente un decremento dei consumi (penalizzando sia il cittadino sia l’imprenditore).

L’aumento delle tasse ha senso solo se viene applicato alle classi agiate, quelle che riescono a mettere da parte soldi in banca.

In qualunque caso, in ogni sistema fiscale degno di questo nome, esiste una fascia protetta esente da tasse, che è quella dei redditi minimi, perché è un principio ovvio che non ha senso far pagare le tasse a chi guadagna poche centinaia di euro al mese, dato che i guadagni della classi povere finiscono tutti in consumi (e quindi vanno allo stato) e non si traducono in risparmi.

Da noi, fino a qualche anno fa, erano esenti le fasce di reddito più basse. Da qualche anno invece il prelievo fiscale opera anche su chi ha redditi di poche centinaia di euro al mese, perché il reale motivo è distruggere psicologicamente il cittadino e piegarne la volontà.

Non a caso i sistemi fiscali più intelligenti (come quello canadese, bulgaro o australiano, per fare qualche esempio) non solo hanno aliquote basse (spesso l’aliquota massima è il 35) ma prevedono sgravi fiscali per chi investe; in alcuni paesi infatti l’utile delle imprese non è tassato se l’imprenditore reinveste i guadagni in ulteriori attività produttive. Il motivo è molto semplice: se l’imprenditore anziché accumulare soldi li reinveste, quei soldi andranno prima o poi allo stato.

Ad esempio, se Tizio ha guadagnato un milione di euro, darà il 30 per cento al fisco. Se invece quel milione lo investe nuovamente non viene tassato. Perché? Perché con quel milione verranno acquistati macchinari, capannoni, pagati stipendi; i macchinari faranno guadagnare imprenditori che pagheranno le tasse allo stato, i capannoni idem, gli stipendi verranno spesi dai dipendenti in beni di consumo. In sostanza, se lo stato decide di tassare quel milione di euro di utili, il risultato sarà che nelle sue casse andranno solo 300 mila euro; se quel milione non viene tassato, ma reinvestito, nelle casse statali andrà probabilmente quasi tutta la somma reinvestita.

In conclusione, in molti casi per lo stato è più conveniente non tassare piuttosto che tassare. Senza arrivare agli eccessi di paesi come Bermuda, dove non esiste tassa sul reddito, o Tonga, dove fino a qualche anno fa c’era un’imposta sul reddito del 2 per cento, ci sono esempi di sistemi fiscali che riescono a sopravvivere meglio del nostro, avendo un prelievo fiscale che si aggira attorno al 20 per cento di media; e in alcuni casi, come accade nel Wyoming, possono non esistere tasse sul reddito ma solo imposte indirette.

In Italia invece le tasse assumono connotazione che sfiorano il ridicolo; l’imposta di registro, ad esempio, che per i terreni è addirittura del 17 per cento (quindi si paga circa il 20 per cento se ci si sommano le imposte ipotecarie, catastali, e spese notarili) è un balzello immorale. Fino a qualche anno fa avevamo addirittura la tassa sugli accendini, e fino all’avvento del governo Berlusconi i commercianti di prodotti alimentari avevano addirittura una… tassa sui frigoriferi (sic!).

In altre parole, dal punto di vista fiscale fino a qualche anno fa eravamo considerati il peggiore paese del mondo, una vera barzelletta per gli stranieri. Successivamente le regole dell’Unione Europea hanno eliminato alcune tasse prive di logica, come l’IVA al 40 per cento sulle auto di lusso, ma di fondo siamo uno dei paesi peggiori del mondo da questo punto di vista.

Le tasse quindi - perlomeno quelle di un sistema demenziale come quello italiano - servono unicamente a tenere i cittadini in condizioni di sudditanza, per non permettere che questi abbiano tempo per pensare, evolvere, fare attività politica, informarsi. I cittadini devono sgobbare a testa bassa sei giorni su sette, per poi correre trafelati al supermercato il sabato sera e permettersi al massimo una domenica di svago, dove tutto potranno fare tranne che evolvere.

Il discorso vale anche per gli imprenditori, che sebbene godano di agi materiali talvolta superiori a quelli dei dipendenti, spesso lavorano febbrilmente anche la domenica pur di far funzionare i loro lussuosi imperi, complicatissimi da gestire a causa delle centinaia di balzelli, controlli, normative, pastoie, ostacoli, posti dalla burocrazia.


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Le reali funzioni dell’IMU.

A questo punto è facile capire a cosa serve la recente IMU sugli immobili posta a carico di imprese e famiglie.

Scopo del governo attuale è sfasciare l’Italia definitivamente, e questo è ben chiaro a tutti.
Ma perché proprio con l’IMU?

Il motivo è presto detto.

Occorre tenere presente che le imprese hanno margini di utili abbastanza ridotti. Un grande magazzino, ad esempio, pur avendo incassi stratosferici, di milioni di euro al giorno, ha al contempo anche costi altrettanto stratosferici (dipendenti, luce, acqua, tasse varie, a cui deve aggiungersi il costo vivo delle merce deperibile che spesso viene buttata e il costo della merce invenduta).

Un’impresa che abbia un margine di utile netto all’anno, rispetto ai capitali investiti, del 10 per cento, può essere considerata florida.

Molte aziende anche di grosse dimensioni, hanno però margini di utili netti che si aggirano attorno al 2 per cento e anche meno.

Molte imprese agricole, da qualche anno, possono dirsi fortunate se raggiungono il pareggio del bilancio.

Questo discorso era valido fino a qualche anno fa.

Da quando è iniziata la crisi economica molte imprese hanno ridotto i loro margini di guadagno, hanno iniziato a licenziare personale, a tagliare le spese, e in alcuni casi gli imprenditori hanno iniettato liquidità in aziende in passivo per tentare di stare a galla (in altre parole hanno attinto dai loro risparmi personali per risollevare il bilancio aziendale in perdita).

Molti imprenditori hanno vari immobili in affitto e vivono con le rendite immobiliari.

Ora la tipologia della media impresa italiana è questa: l’imprenditore ha una o più aziende principali e una o più aziende secondarie; negli anni ha comprato immobili (parte li tiene sfitti per la famiglia, parte li ha riaffittati); in alcuni casi ha trasferito il capannone dal vecchio stabile (che ha dato in affitto) ad uno più grande.

In questo momento di crisi la maggior parte degli imprenditori ha problemi di liquidità.

Molti affittuari non pagano più l’affitto; molti smetteranno presto di pagarlo.

In altre parole l’IMU sottrae liquidità agli imprenditori, che non potranno utilizzare tali soldi per reinvestire; e in alcuni casi, alcuni si troveranno in difficoltà perché non avranno i liquidi sufficienti per affrontare l’esborso imprevisto.
Il paradosso è che molti imprenditori dovranno pagare l’IMU su immobili da cui non percepiscono più alcun canone di locazione proprio a causa della crisi economica; oltre al danno anche la beffa quindi. Poco tempo fa un imprenditore mi diceva che doveva pagare l’IMU sull’immobile dato in locazione all’ufficio di collocamento, che però non paga l’affitto da mesi; ma il paradosso è quello di un imprenditore a cui non viene pagato l’affitto da circa un anno, per un immobile locato addirittura alla Guardia di Finanza; in compenso l’IMU per un immobile di quelle dimensioni ammonta a decine di migliaia di euro; in sostanza, il proprietario si ritrova a sborsare decine di migliaia di euro di IMU, senza avere una corrispondente entrata come guadagno.

Stesso discorso, con le dovute varianti, vale per le famiglie.

In linea generale la famiglia media italiana è proprietaria della casa in cui vive, e se ha più figli spende quasi tutto quello che guadagna in spese scolastiche, vacanze, vitto ecc.

L’IMU serve quindi ad accelerare la crisi. A sottrarre liquidità alle famiglie e alle imprese, per accelerare lo sfascio.
Quei pochi imprenditori che avevano da parte dei liquidi e riuscivano a non vivere contando sui prestiti bancari, saranno costretti a mettere mano ai loro liquidi per pagare l’IMU sui loro immobili, in questo periodo spesso improduttivi per insolvenza dell’affittuario.

Quelli che non hanno liquidi saranno costretti a vendere qualche immobile (il che significa, in un periodo di crisi, che c’è il rischio che non riescano a vendere alcunché) oppure a chiedere un ulteriore prestito alle banche, indebitandosi ancor di più.

Nelle casse dello stato entreranno probabilmente meno soldi di prima, accelerando il caos e accellerando quell’effetto domino che porterà tutta l’economia italiana al collasso totale nei prossimi mesi. Ordo ab chao.
 
 
Nota: nella vignetta tratta da Marche Rosse si accenna al pagamento della tassa in tre rate.
In realtà è stata prevista la possibilità di pagare anche in due ma molti, soprattutto i meno abbienti, credendo che fosse più conveniente, hanno preferito il maggior frazionamento.
Fregatura nella fregatura!
Chi ha pagato in tal modo ha in realtà anticipato allo Stato una maggior somma di denaro prima del saldo finale stabilito per il 17 dicembre!

giovedì 6 dicembre 2012

Auto per tutti o tutti per le auto (blu)?

Avete presente quelle anonime berline scure di cilindrata medio-alta che vi sorpassano in autostrada, spesso con un lampeggiante blu acceso sul tetto, in barba a qualsiasi limite di velocità?
Sono, come tutti sanno, le famigerate auto "blu" appartenenti o comunque destinate al Servizio di Stato.
Pare che questo servizio, solo nel nostro strano Paese, comprenda l'utilizzo di tali auto per esigenze molto poco... statali, che vanno di norma dal prelevare e riportare a domicilio amanti, familiari ed amici degli assegnatari all'accompagnare tutti alla partita di pallone.
Fin qui niente di strano: è malcostume nazionale da sempre l'utilizzo di beni e risorse pubbliche per scopi privati, quello che appare meno nella norma è l'incredibile vastità di questo allegro parco.
 

 
Tanto per dare un'idea su come si regolano altri Stati, un esempio per tutti possiamo prenderlo dagli Stati Uniti d'America che, a fronte di una popolazione di poco superiore ai 314mln di abitanti offre ai suoi politici un parco composto da 72.000 auto: in pratica il costo e la gestione di ogni vettura ricade su 4361 cittadini, come dire paragonabile all'economia di un paesino come Santa Maria di Castellabate che si permette una vettura per il suo primo cittadino.
In base a tale proporzione, nel nostro Paese che non arriva ancora a 61mln di abitanti, dovrebbero esserci meno di 14000 auto di Stato, e secondo me sarebbero ancora troppe: l'Italia non è (ancora?) uno stato confederato come gli USA e per di più abbiamo degli Enti (quasi) locali come le Province e le Regioni (per come sono attualmente concepite delimitate) che sono più dannose che inutili alla Cosa pubblica ed andrebbero per tanto eliminate (le province) o ridotte a tre (le regioni).
E invece sapete quante auto "blu" abbiamo, roba da fare invidia agli Emirati Arabi?
 
626.760
 
Come dire che i costi (superiori nel complesso a qualsiasi manovra finanziaria finora messa in atto) relativi ad acquisto e manutenzione per ognuna di esse e per lo stipendio di relativo autista, sono sorretti da appena 97 cittadini italiani.
Facendo due conti, presupponendo che ogni vettura con autista costi tra acquisto, manutenzione e stipendio circa 50.000€ all'anno (presupponendone la sostituzione ogni 4 anni ed un costo d'acquisto limitatato a 50.000€, che è poco) ognuno di noi si sobbarca un esborso contributivo (aggiuntivo) che assomma a circa 500€ all'anno, a fronte dei 10$ circa che "spende" un cittadino statunitense.
 
 
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domenica 2 dicembre 2012

La corsia del disonore

Appena rientrato da una scorribanda giornaliera di cui circa 7h trascorse alla guida in autostrada, ho deciso di riprendere le pubblicazioni su questo blog riportando un mio articolo già pubblicato sul sito e riguardante la cattiva abitudine di molti utenti autostradali di snobbare la corsia di marcia più a destra anche quando è del tutto sgombra, causando di conseguenza un immotivato ingolfamento della viabilità.
Buona lettura.
 

Il sorpasso a destra come figura retorica
 
Trovandomi spesso a viaggiare in autostrade a tre corsie per senso di marcia, mi trovo a constatare mio malgrado che, a parte la totalità dei camionisti "over 35q.li" (almeno di quelli italiani), ben pochi altri utenti usano correttamente o sanno come va usata la sede stradale.
Eppure l'articolo 143 del Codice della Strada parla chiaro, imponendo a tutti gli utenti più o meno veloci, più o meno "dotati" in termini di massa complessiva, di utilizzare la corsia libera più a destra prevedendo una sanzione attualmente fino a 155€ accompagnata da una decurtazione di 4 punti dalla patente.
Da notare che in origine, prima del proliferare delle strade a più di una corsia per senso di marcia, l'articolo prevedeva l'obbligo di tenere addirittura il margine destro della corsia a disposizione, non solo della carreggiata.
Ma anche utilizzando il semplice buon senso, che dovrebbe prescindere dalle imposizioni di legge, è chiaro che l'inosservanza di tale norma può portare solo ad un pericoloso caos che per di più rallenta il flusso del traffico, trasformando la corsia di centro in una corsia di "marcia normale" per veicoli leggeri anche quando la corsia di destra è libera: in tal modo, e questo si verifica soprattutto durante i week-end quando il traffico pesante è fortemente ridotto, si creano delle congestioni nelle due corsie di sinistra nonostante quella di destra sia praticamente libera. In tali casi, si può assistere ai comportamenti più disparati:
  • c'è chi - e sembra si tratti della maggioranza - si piazza irremovibile nella corsia di centro e pretende di marciare a velocità significativamente inferiori a quelle massime concesse e soprattutto a quelle MEDIE DEL FLUSSO VEICOLARE, costituendo un intralcio per chi ha tutto il diritto di marciare a velocità superiori e soprattutto di trovare le corsie di sinistra libere (almeno ogni tanto...) per il sorpasso. Tra questi, molti sembrano procedere in uno stato di tipo ipnotico, certamente favorito dalla marcia disimpegnata a velocità costante, da cui alcuni sembrano risvegliarsi incazzati e strombazzanti quando si vedono sopravanzati dal lato destro, e non se ne comprende il motivo. Da notare che molti incidenti sono originati dalla differenza di velocità che esiste tra veicoli che percorrono lo stesso senso di marcia: non a caso, in Paesi come gli USA, forse più esperti di noi sotto l'aspetto della gestione del traffico, vengono multati anche gli automobilisti troppo lenti, rei - giustamente - non solo di rallentare il potenziale di drenaggio della strada ma anche di aumentarne il rischio di percorrenza.
  • altri subiscono la sindrome del gregge in cui, nel caos in cui si trovano, si sentono autorizzati a violare le norme del Codice solo perché attorno a loro lo fanno tutti e non vogliono sentirsi "più scemi" degli altri. Tali elementi non usano MAI l'indicatore di direzione per cambiare corsia e per avanzare s'infilano praticamente senza precauzioni in ogni spazio disponibile.
  • altri ancora pretendono di dettare la legge del più forte, anzi del più potente in termini di cavalli motore, a suon di lampeggi, strombazzate e staccatone [per chi non è del mestiere: "frenate violente eseguite all'ultimo momento" - N.d.R.] sulla corsia di estrema sinistra che imboccano non appena entrati in autostrada ed abbandonano solo per uscirne: questi "estremisti di sinistra" risultano perfino più fastidiosi - anche se non altrettanto pericolosi - degli stacanovisti della corsia centrale, che forse considerano quella di destra come la corsia del disonore.
In tutto questo c'è anche chi, come me, rispettoso del Codice ma anche del buon senso che dovrebbe governare tutte le vicende umane, cerca di procedere sulla corsia più libera a destra nei limiti di velocità imposti dal Codice. E se marciando a 130Km/h sulla corsia di destra si finisce per sopravanzare qualcuno, questo non può essere certo considerato "sorpasso a destra" ma tutt'al più e più razionalmente "retrocessione a sinistra", peraltro non sanzionata né prevista dal Codice Stradale... .
Da questo ne deriva che il sorpasso a destra come violazione non può esistere a sé stante ma risulta conseguenza diretta della violazione del citato articolo 143: del resto anche la semplice logica suggerisce che non può esistere nessun sorpasso a destra se chi precede non lascia sufficiente spazio alla sua destra. Non essendo configurabile quindi come violazione del Codice, non rimane che considerarlo come una figura retorica da utilizzare più per descrivere quello che accade in pista che quello che può verificarsi su strada.