mercoledì 20 aprile 2016

Come cambiare senza far nulla

Sicuramente, la vita di ognuno di noi si sarà svolta e si svolge lungo una determinata linea segnata dalla nostra indole, dal contesto in cui ci troviamo e dalle informazioni che continuamente acquisiamo, a prescindere dalla loro veridicità.
Nel tempo, l'idea che ci facciamo della realtà potrà cambiare poco oppure ribaltarsi completamente a seconda della nostra apertura mentale e, ancora una volta, a seconda delle cose che veniamo a sapere.
Caso per caso, atteggiamenti negativi o positivi, progressisti o conservativi come ipocrisia, umiltà, onestà intellettuale, presunzione, spirito di

lunedì 18 aprile 2016

Test di autovalutazione

 
Non c'è da meravigliarsi di come sia andato il referendum sulle trivelle "da spiaggia" perché è chiaro che in Italia non è stata ancora raggiunta una massa critica di cittadini consapevoli, in grado di orientare a proprio favore la politca dei governi illegittimi che da un po' si succedono.

venerdì 15 aprile 2016

FERMA LE TRIVELLE!

http://www.fermaletrivelle.it/

Ricordiamoci che anche le coste cilentane sono state in passato interessate da trivellazioni del tutto inutili in un'era in cui perfino le famiglie che comandano il mondo ci dicono che il tempo del petrolio sta finendo.

Prima si smette di estrarre petrolio dal sottosuolo, prima ci si darà da fare per non rimanere indietro rispetto al futuro. Anzi al presente.

mercoledì 13 aprile 2016

E' bello ciò che è bello oppure ciò che piace agli altri?

In una società in cui lo stesso concetto corrente di "normalità" è più che discutibile - essendo considerate normali delle palesi assurdità del sistema che ci avvolge - è lecito interrogarsi sulla validità dei giudizi altrui per quanto riguarda le forme dell'arte, il design, la moda, insomma lo stesso concetto di bellezza.
Siccome ciò che pensiamo non può che essere fortemente condizionato, anzi quasi del tutto determinato da ciò che sappiamo, anche per quanto riguarda i nostri gusti è facile dedurre che non siano puro frutto del nostro intelletto ma siano stati lentamente condizionati o artificialmente inculcati nel corso della nostra vita.
Del resto basta rendersi conto del fatto che nell'ultimo mezzo secolo il Sistema è riuscito a far scandalizzare la gente di cose che prima erano ritenute normali e viceversa: oggi non si scandalizza più nessuno di comportamenti e scelte ritenute prima del tutto inammissibili.

Qui entra il discorso della morale comune che ovviamente è condizionata dall'orientamento che prende (o subisce?) la società nel corso della sua "evoluzione", non dico di no.
Ma, scavando a fondo nella nostra forma mentis ancestrale ed arrivando a considerare l'utilità evolutiva dei gusti che guidano le nostre scelte, l'unica considerazione utilitaristica della bellezza è ciò che affermava il famoso architetto austriaco Otto Wagner che sosteneva che solo ciò che è funzionale (ovvero assolve nel migliore dei modi alla sua funzione) può essere definito "bello".
Sotto tale luce è facile capire, dal punto di vista evolutivo, perché nelle donne apprezziamo istintivamente:
- gambe lunghe e dotate di una buona massa muscolare (anche se loro ci imbrogliano con la distribuzione dei loro depositi adiposi); gambe così ci assicurano che la femmina sia perfettamente in grado di affrontare impegni gravosi.
- fianchi (moderatamente) larghi che dovrebbero rassicurarci sulla loro capacità di partorire senza problemi né rischi.
- ghiandole mammarie sviluppate (ma anche in questo caso possono imbrogliarci con i loro opportuni depositi...)
- capelli lunghi e fluenti, capaci di diffondere nell'aria i feromoni che ci attirano a loro.
- ecc. tutti concetti di bellezza legati alla funzionalità, anche se negli ultimi decenni, non si sa grazie a quali esteti influenti, si sono apprezzate anche donne anoressiche o decisamente mascoline ravvedendo in loro non si sa proprio quali canoni estetici!

Secondo me, il principale limite degli addetti ai lavori, quelli che lavorano e guadagnano in campo artistico, è quello di non riconoscere che le forme dell'arte siano finite per numero ovvero limitate per forza di cose ad un certo numero di linguaggi ed espressioni stilistiche.
Così, alla disperata ricerca del nuovo, si finisce per proporre e far accettare per forza alle masse dei concetti di bellezza che avrebbero sollevato ilarità o disgusto solo pochi decenni fa.

Esempio: chi conosce ed ha apprezzato i più importanti e significativi brani musicali prodotti fino a tutti gli anni '70, ascoltando QUALSIASI cosa prodotta oggi non può fare a meno di accorgersi che se è di gradevole ascolto... il trucco c'è perché assomiglia oppure è spudoratamente copiata da qualcosa di già sentito, mentre se è del tutto nuova ed originale, è facile che risulti artisticamente scadente o del tutto inascoltabile.
In pratica, brutalmente: la musica di oggi o è copiata da musica vecchia e dimenticata oppure è semplicemente brutta.
Il mercato conta sul fatto che molti giovani non conoscono i brani originali e così pensano che "American Woman" sia realmente di Lenny Krawitz e "Knocking On Heaven's Door" dei Guns'n'Roses... , ciò per parlare ancora di cose piacevoli che confermano la regola perché questi ultimi, onestamente, hanno fatto bella roba originale oltre a qualche prestigiosa cover...
...certo che la loro "Welcome To The Giungle" era strutturata in maniera molto simile alla celeberrima "Whole Lotta Love" degli Zeppelin ma almeno è stato un gran bel brano, non come oggi che non solo si sente roba che assomiglia "troppo" a classici del rock ma fa anche schifo ascoltarla.

La stessa cosa mi pare accada in tutti i campi del design, primo dei quali quello auto-motociclistico.
Nel primo dei due si copiano spudoratamente forme classiche in barba alle leggi dell'aerodinamica e dell'abitabilità interna e si utilizzano anche i nomi originali per sfruttare ogni lontana reminiscenza col passato.
Nel secondo, non solo si fa lo stesso ma si è perfino assistito ad un regresso tecnologico con la riproposizione di moto anacronisctiche, pur velocissime ma ciò nonostante prive di carenatura (oggi infatti definite "naked" mentre prima venivano definite "motociclette" visto che all'epoca erano tutte così).
E pensare che a quei tempi, da appassionati praticanti stanchi di resistere alla pressione aerodinamica, fummo capaci di orientare il mercato a forza di richiedere e montare cupolini e carene non originali sulle nostre "naked"... oops, che dico: motociclette!

Oggi è il mercato che orienta e decide i nostri gusti, almeno fino a che gli permettiamo di farlo.

venerdì 8 aprile 2016

Ha ancora senso consultare il meteo?

Piccola storia delle modificazioni climatiche indotte

1972-1976: in questo lasso di tempo, USA e URSS discutono sull'opportunità di rinunciare bilateralmente alle "tecniche di modifica artificiale del clima a fini ostili" e lo stesso Senato americano chiederà un accordo internazionale "che vieti l'uso di qualsiasi attività di modifica ambientale o geofisica come arma di guerra".

18 maggio 1977: a Ginevra fu firmata, da 48 Stati - tra cui l'Italia - ed in 6 lingue diverse, la Convenzione ENMOD, trattato internazionale che vieta l'utilizzo militare delle tecniche di modificazione ambientale, entrata poi in vigore il 5 ottobre del 1978.
Successivamente hanno aderito al trattato altri 28 Stati e lo stesso accordo è stato modificato con altre due conferenze di revisione che hanno avuto luogo nel 1984 e nel 1992.

17 giugno 1996: innanzi e per conto dell'Auronautica Militare USA, fu presentato il documento "The Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025 ...uno studio elaborato in conformità con una direttiva del capo di stato maggiore dell'Aeronautica Militare con il fine di esaminare i concetti, le capacità e le tecnologie necessari perché gli Stati Uniti rimangano in futuro la forza aerea e spaziale dominante." 

Gennaio 2002: i governi Bush e Berlusconi sottoscrissero la Cooperazione Italia-USA su "Scienza e Tecnologia dei Cambiamenti Climatici".

Da queste premesse conseguono alcune considerazioni importanti

- La guerra climatica è tecnicamente possibile, altrimenti 76 tra i più importanti Stati del mondo non si sarebbero dati la pena di accordarsi per vietarne l'attuazione. Ciò va sottolineato a beneficio di chi è convinto ancor oggi che la guerra climatica sia argomento da fantascienza.

- Per gli USA, gli accordi internazionali valgono solo per gli altri, altrimenti l'intenzione dichiarata in un documento non classificato di "Possedere il Clima per il 2025" sarebbe priva di senso.

- Dopo lo sciagurato accordo del 2002, non esiste alcuna proibizione formale di sperimentare modificazioni climatiche sui cieli italiani.
Questo per buona pace di chi ancora persevera diabolicamente a classificare  le "scie chimiche"come una bufala internettiana.

- Previsioni meteo che non tengano conto delle operazioni di modificazione del clima in atto, sono pressoché inutili in quanto i modelli matematici su cui sono basate non prevedono l'enorme variabile costituita dalle operazioni in atto. Questo spiega perché ormai i meteorologi non ci prendono più e devono inventarsi continuamante scuse, interpretazioni di quanto affermato in precedenza o addirittura espressioni mai usate prima in meteorogia come "innocue velature" per definire fenomeni aerei che atmosferici non sono.
Una verifica empirica sulla loro attendibilità la possiamo fare tutti annotando le previsioni meteo (che peraltro cambiano di ora in ora in maniera sfuggente) e verificando l'effettivo andamento del tempo. La stessa cosa si può fare anche per verificare l'attendibilità dell'oroscopo, che rischia oggi di diventare una scienza più esatta della meteorologia.

giovedì 3 marzo 2016

Attenti al suicidio stradale!


Siccome al peggio non v'è mai fine, come sosteneva anche mia nonna, alla fine la famigerata proposta di legge sull'Omicidio Stradale ha ottenuto l'insperato (per le persone razionali) consenso alle Camere.

L'ho appreso stamattina dal TG5 e già la sua applicazione è stata commentata come foriera di non pochi problemi ai tribunali, risultando, aggiungo io, spesso molto difficile attribuire colpe certe agli attori coinvolti in incidenti stradali mortali.
Ad esempio, quasi sempre non è possibile stabilire in alcun modo se in occasione di uno scontro avvenuto di notte, i veicoli avessero tutti i dispositivi luminosi funzionanti. E capita spesso di vedere auto che vanno in giro con un solo faro acceso (magari solo il destro, che è peggio) oppure bici da corsa prive di qualsiasi dispositivo luminoso.

Come parecchie leggi italiane, è concepita da ignoranti in materia che credono di poter disciplinare in maniera manichea tutte le evenienze della vita sociale.
E' un metodo usato nei Paesi culturalmente e socialmente più arretrati, e noi non ci facciamo bella figura allineandoci a tali standard, nei quali, in mancanza di un Codice della Strada sufficientemente chiaro e dettagliato, in caso d'incidente applicano semplicemente il loro Codice Penale che magari prevede anche la pena di morte!
Un bel salto indietro nei diritti civili ed un bel salto avanti verso una dittatura conclamata.

Il problema è che anche se stiamo molto attenti a come guidiamo, non si può essere in grado, a volte, di anticipare o rimediare a comportamenti dissennati messi in atto da altri.
Il mio pensiero va per primo al classico sbucare all'improvviso di un pedone (magari un bambino e di corsa!) da una fila di veicoli parcheggiati oppure all'altrettanto classico comportamento sconsiderato di molti ciclisti che se ne infischiano del Codice eludendo semafori ed altre disposizoni o circolando affiancati in piena curva di una strada a doppio senso di circolazione: capita spesso di scansarli all'ultimo momento proprio mentre sopravviene un altro veicolo nella corsia opposta!
Il rischio è - sul presupposto generico che chi tampona ha sempre torto - vedersi accusati di omicidio, con la conseguente rovina della vita, in un caso che più logicamente andrebbe configurato come suicidio!

P.S.: Sia chiaro che non ce l'ho con i clclisti in generale (uso anch'io la bici nei luoghi e con le modalità opportune) ma solo con quelli che mettono a repentaglio la loro incolumità e la qualità della vita altrui.

A volte ritorno

A beneficio dell'esiguo numero di lettori che hanno seguito questo umile blog, riprendo a pubblicare qualche mia elucubrazione che spero risulti innanzitutto originale, nello sterminato panorama internettiano, e questo già sarebbe per me un risultato più che soddisfacente.
Ma sono cosciente del fatto che (almeno) gran parte di quello che pensiamo è frutto di una rielaborazione di cose già pensate da altri... ed il peggio è che più ci si accultura e più è così!

Da qualche parte, ho affermato che smettevo di pubblicare perché mi sembrava che in rete ci fossero ormai più scrittori che lettori per cui, nel mio piccolo, ho voluto andare in controtendenza, atteggiamento che ha contraddistinto la maggior parte delle scelte operate nella mia vita.
In questa ottica rientra anche la chiusura del sito vero e proprio di Heymotard che ormai aveva perso il suo originale motivo di esistere in quanto è da oltre 10 anni che non m'interesso più (almeno sul campo) di motorismo.

Però - c'è sempre un "però" - ogni tanto mi viene voglia di rendere pubbliche delle mie idee e forse nella vita reale non frequento abbastanza gente per farlo e allora ho deciso di riprendere a pubblicare qualcosa, sempre senza alcuna precisa cadenza temporale ma solo quando ho realmente qualcosa da dire.
Cercherò anche di astenermi dal riprendere articoli pubblicati su altri blog, per quanto non l'abbia fatto spesso, almeno in questa sede.

Buona continuazione.
Paso 

P.S.: preciso che nel caso dovessi cessare definitivamente di aggiornare questo blog e gli altri due collegati, sarà molto facilmente a causa della perdita delle credenziali d'accesso, facenti capo ad un indirizzo e-mail non più attivo!


martedì 20 gennaio 2015

Tutti a Roma, adesso o mai più!


Riceviamo e pubblichiamo:

"COMUNICATO STAMPA"
 
La Rivoluzione Bianca arriva a Roma contro l’illegittimità delle elezioni del Presidente della Repubblica. Pullman da tutt’Italia arriveranno a Roma il 30 gennaio per dire “no all’elezione di un presidente illegittimo”.

ROMA 19 GENNAIO - Dopo il primo giorno di inizio delle manifestazioni a oltranza di sabato 24 gennaio, il 30 gennaio 2015 il Coordinamento 9 Dicembre sarà nuovamente in piazza organizzando pullman da tutte le regioni italiane per lasciare un messaggio chiaro e diretto al Parlamento che sarà riunito per eleggere l’ennesimo Presidente non rappresentativo degli italiani. Ciascun manifestante indosserà una fascia bianca al braccio in segno di pace e di una coscienza civile ormai sveglia e stanca di tutti questi giochini politici, al servizio degli oligarchi, delle banche e delle multinazionali.

L’Italia è un paese fatto da milioni di cittadini onesti che hanno tutto il diritto non solo di votare, ma anche di esprimersi sulle scelte del governo. E se il Governo, come in questo caso, è illegittimo perché formatosi sulla base di una legge elettorale incostituzionale e che, costretto a cambiarla, sta per votare un’altra legge elettorale che presenta le stesse caratteristiche di incostituzionalità della precedente, allora noi disconosceremo anche le elezioni del Presidente della Repubblica che reputiamo a tutti gli effetti illegittime. la “Rivoluzione Bianca” servirà a questo, a riportare un popolo intero alla coscienza che è giusto, costituzionale, doveroso, lecito protestare contro chi non ha a cuore il benessere del popolo, anche se si tratta di un Presidente della Repubblica che deve ancora essere eletto. Un Presidente partorito da un Parlamento illegittimo è a tutti gli effetti un Presidente illegittimo. Questo è un paese antidemocratico e violento perché la violenza coincide sempre con la disonestà intellettuale che è alla base delle subdole modifiche di legge o manovre finanziarie che costringono il popolo alla fame, gli si toglie il lavoro, la forza di vivere, di amare, di avere fiducia nel futuro. Il Popolo, più di ogni altro dovrebbe esprimersi sull’elezione di chi lo rappresenta. Pullman da tutt’Italia sono stati organizzati dagli attivisti del 9 dicembre.
Chiunque può prenotare il biglietto o richiedere informazioni alla mail      ufficiostampa9dicembre@gmail.com
Il 30 gennaio tutti in piazza per protestare contro l’elezione di un presidente illegittimo.

Ufficio stampa Coordinamento 9 dicembre
Maria Melania Barone
3935715696

ufficiostampa9dicembre@gmail.com
www.coordinamento9dicembre.it

Approfondimenti:

mercoledì 7 gennaio 2015

Belle arti o nuove arti?

 
Nel precedente articolo dedicato ad alcune puntualizzazioni sulla musica prodotta da Pino Daniele, in occasione della sua scomparsa, ho accennato al fatto che moltissimi (la quasi totalità di quelli più noti) artisti italiani impegnati nel campo della musica rock o cosidddetta "leggera", quasi per tradizione acquisita, hanno sempre attinto a piene mani da repertorio di origine anglofona, ed anche francese per quanto riguarda i cantautori.
In questo, il merito di Pino Daniele è stato quello di copiare le sonorità fusion (per niente blues, come sottolineato) di Gino Vannelli e poi di Santana (e chissà di quanti altri) ma evitando di eseguire delle semplici cover, essendo stato uno dei pochi "cantautori" italiani che hanno realmente avuto qualcosa di personale ed originale da dire, almeno con i testi. Forse il più grande artista italiano di musica fusion (se ne cercate uno che ha fatto del blues la propria carriera credo che l'unico che abbia raggiunto una certa notorietà nel genere, peraltro da sempre poco seguito in Italia, sia stato Roberto Ciotti).
Così non è stato per tantissimi prima di lui - ed anche contemporaneamente - che hanno raggiunto notorietà e successo con delle semplici cover (riarrangiamenti ed adattamenti in lingua italiana di pezzi preesistenti, per lo più di origine inglese o statunitense) per poi proporre, una volta ottenuta l'audience, brani originali ma certamente di minor successo.
Artisti riconosciuti, da  Fabrizio De Andrè allo stesso Vasco Rossi, dai più famosi complessi italiani degli anni '70 come i Giganti o l'Equipe 84, per quanto bravi ed originali (gli Equipe in qualche occasione perfino più bravi degli autori originali!) a tanti altri singoli e gruppi, hanno conseguito una consistente fetta del loro successo eseguendo delle cover di brani angloamericani di successo. Merito anche della scarsa diffusione degli originali in Italia che ha impedito a molti fans, per decenni, di accorgersi che i più grandi successi dei loro beniamini non erano farina del loro sacco. Ciò, ripeto, senza nulla togliere al valore artistico degli esecutori, anzi, sottolineo il caso dell'Equipe che sono riusciti secondo me addirittura a migliorare musicalmente alcuni originali.
E ciò non è da ritenere strano: non sempre la migliore interpretazione di un brano è quella fornita dall'autore: una per tutti, basti pensare alla celebre "Gloria" di Van Morrison (che in Italia magari ricorderanno in pochi) resa ancor più famosa dopo essere stata interpretata dai Doors (da Van Morrison a Jim Morrison...) ma elevata ai massimi livelli musicali solo dopo anni da Patty Smith!
Un'altra che mi viene in mente è American Woman dei The Guess Who subito reintepretata dai Led Zeppelin in maniera - inutile dirlo - superiore all'originale. Per chi non se la ricorda, più recentemente è stata riproposta (quasi) tale e quale dal camaleonte musicale Lenny Kravitz.
 
Ma siccome questa è la normalità nella musica, va ricordato anche che molti successi 100% italiani non sono stati portati al successo dal loro autore ma da dei semplici (e magari più bravi!) interpreti e arrangiatori. Quanti sono coscienti del fatto che la celeberrima Azzurro non è di Celentano ma di Paolo Conte? E quanti sanno che molte delle più belle, delicate e sensibili canzoni italiane sono state scritte da un personaggio apparentemente border line come Franco Califano?
 
Questo per esternare due concetti:
uno è che, come similmente accade nel  motorismo sportivo, è più facile che un grande interprete (pilota) riesca a condurre al successo una canzone (veicolo) progettato da altri;
Per fare un esempio nel mondo della musica, oltre al citato esempio riferito agli impareggiabili Led Zeppelin, il pur grande Bob Dylan non avrebbe mai potuto sperare di eguagliare Jimi Hendrix nell'interpretazione della sua All Along The Watchtover.
L'altro è che secondo me, in prossimità della fine di questo Yuga, le forme dell'arte si stanno avviando rapidamente ed inevitabilmente all'esaurimento delle varianti possibili per cui qualsiasi nuova realizzazione, sempre più probabilmente, rischia di essere brutta oppure sfacciatamente copiata da un'opera preesistente. Ciò lo ritengo valido in tutti i campi, dalla musica alle arti figurative, dall'architettura al campo elettivo del presente blog, che è quello motoristico, in cui se viene proposto qualcosa di nuovo, o è manifestamente brutto oppure assomiglia a qualcosa di già visto. C'è poco da fare e l'unica soluzione per rivivere come nuove ed esaltanti tutte le nuove invenzioni artistiche sarebbe dimenticarsi di quanto realizzato in precedenza. Forse per questo sono inevitabili i ricorsi storici ed un periodico annichilimento della specie umana.
Se non ci credete, provate a mettere insieme su di un pentagramma una decina di note che risultino armoniche tra di loro e che non siano già state proposte identiche da qualcun'altro.
 
Articolo di riferimento:

martedì 6 gennaio 2015

L'ultimo inganno di Pino Daniele


Arrangiatore, cantante e chitarrista di indubbio talento, Pino Daniele col suo blues metropol-napoletano-italo-americano (in pratica la fusione fredda di 4 elementi...) ha cantato una Napoli moderna e multiculturale (nonché evidente zerbino e discarica statunitense) nella maniera più emblematica.

Dov'è l'inganno? Per un appassionato di musica è evidente: Pino Daniele col blues ha avuto a che fare poco più di quanto non abbia avuto a che fare Elvis Presley con la canzone napoletana.
Non posso quindi affermare che il pur grande Pino non abbia avuto assolutamente nulla a che fare col blues, perché alla fine almeno un paio delle sue piacevolissime canzoncelle della prima ora seguono i  canoni del blues ma quello che continuo a non accettare è che egli stesso ed i media che l'hanno supportato hanno continuato ad ingannare il suo pubblico musicalmente meno acculturato spacciando per blues (per quanto rivisto alla napoletana) musica già più che codificata come fusion, appunto, un genere d'autore, per quanto di facile ascolto, che negli States riuscì a mettere d'accordo sia estimatori del melodico che del jazz-rock.
Molti sono stati gli artisti che prima di lui si sono espressi secondo i canoni (abbastanza liberali) della musica fusion ma nessuno aveva mai avuto il coraggio nonché la faccia tosta di spacciarla per blues!

Oops! Mi accorgo in questo momento che al posto di una sua foto ne ho inserito una dell'artista americano Gino Vannelli punto di riferimento della musica fusion degli anni '80: si tratta sicuramente di un mio errore freudiano, in quanto soprattutto nel suo primo periodo di attività ho ritenuto l'artista napoletano nient'altro che un bravissimo clone (anche più bravo dell'originale, perché no?) del suo omologo americano, assolutamente identico nelle sonorità più o meno come Nec lo è rispetto a Sting e Zucchero lo è stato rispetto a Joe Cocker del quale ha imitato perfino le movenze spastiche... ma si sa: è difficile che un artista italiano, per quanto bravo, esprima qualcosa di assolutamente originale.
Pochissimi sono stati coloro che ci sono riusciti.

Ecco, rimedio subito inserendo una foto del vero Pino: come è possibile apprezzare, anche la somiglianza fisica tra i due artisti è impressionante.
Non ci posso fare niente col fatto che il buon Pino abbia attinto a piene mani dal repertorio di Gino  (Gino & Pino: anche nel nome un'assonanza): l'importante è che i posteri se lo ricordino ed i suoi estimatori lo tengano presente.


Sottolineo il fatto che per me ha poca importanza constatare che per arrivare al successo Pino Daniele abbia adattato la musica di Gino Vannelli alla sua visione anglonapoletana, anzi glie lo ascrivo come merito perché continuo a sostenere che è stato molto bravo ed ha prodotto alla fine cose molto piacevoli da ascoltare. 
Da ragazzo sono anche stato ad un suo concerto e ne conservo un buon ricordo, anche se conoscevo bene le opere di Gino Vannelli e quindi non potevo subire l'inganno. 

Ad ulteriore discarico della colpa che ho ascritto a Pino (l'inganno del blues) devo anche sottolineare che ad un certo punto della sua carriera, esaurito il filone Vannelli, Pino ha smesso di ispirarsi a lui.
Infatti ha continuato la sua carriera copiando Santana.

venerdì 5 dicembre 2014

Coordinamento 9 dicembre: la Campania tra le regioni "assenti"

 
Abituata a svettare nelle classifiche negative, la Campania non ha fatto eccezione per quanto riguarda la prontezza nel cogliere il momento giusto per organizzare una protesta che potrebbe gettare le basi per un'emancipazione di qualsiasi "terra dei fuochi" fosse presente in Italia.
Dalla pagina a cui fare riferimento per l'organizzazione dei gruppi, risulta che in tre regioni tra cui la nostra non è stato ancora individuata un'area geografica in cui portare avanti le manifestazioni. La mia paura è che non si trovi un numero sufficiente di aderenti all'iniziativa per giustificarne l'avvio.
Ciò, in una regione che rappresenta circa un decimo della popolazione italiana, è imperdonabile e sintomo del basso livello cumune d'informazione e consapevolezza.
 
Il presidio più vicino per l'area cilentana, rimane in Basilicata sulla Basentana all'altezza di Scanzano Jonico.
 
Uscendo dalla Campania verso nord-ovest, invece, si possono trovare tre presidi organizzati in provincia di Latina che riporto completi dei recapiti di riferimento:
 
LATINA - Via Piave angolo via Persicara (semaforo del cimitero)
per info: Trasolini Alessandro 3332031903 - Enrico Diodati (Enrik) 3426256392

Terracina - Lungomare Matteotti - spiaggetta di levante pressi giardinetti - monumento ai Caduti

per info: Paolo Palmacci 3282936171 - Minutilli Massimiliano 3772595249 - Alessandra 3282531941 - Luigi 3420040464

Sabaudia - Statale 148 al km 81,750 -

per info: Lidia 3391752648 - Salvo 3341496491

 
Diversi altri si trovano nell'area metropolitana della capitale. 
 
Data l'importanza fatidica dell'evento, varrebbe la pena di partecipare organizzandosi adeguatamente anche a costo di allontanarsi un po' da casa.
 

mercoledì 3 dicembre 2014

martedì 25 novembre 2014

Aggettivi e disinformazione

Uno dei motivi che declassificano non di poco il nostro Paese sul piano della libertà e della correttezza dell'informazione è che molto difficilmente le notizie date non veicolano automaticamente un commento del tutto arbitrario. Quasi mai vengono diffuse notizie "pure" e quasi mai ci si limita ad una cronaca oggettiva dei fatti ma li si "colora" contestualmente con un'osservazione (im)pertinente.
Molto spesso è sufficiente appiccicare un aggettivo ad hoc all'oggetto o al soggetto della notizia per definirne a priori una classificazione positiva o negativa o addirittura per stravolgerne il senso.
 
 
Lo spunto mi nasce dalla lettura di un lancio tiscali sulla denuncia di un noto (a quanto pare, ma per fortuna non ne ho mai sentito parlare) calciatore - o più precisamente portiere di palle di calciatori - accusato di guidare "ubriaco".
Cosa c'è che non va in una noitizia così fornita? Molto semplice: la notizia vera è probabilmente che ad un controllo qualsiasi è risultato al di sopra dei limiti alcolemici FISSATI PER LEGGE.
Da questo, ad affermare che è stato fermato "ubriaco" ce ne corre.
E poi si sa che se certe cose accadono a personaggi famosi, e se ne dà ampio rilievo, non è per caso ma per colpirli intenzionalmente e ricondurli all'ordine.
 
I limiti di legge sono infatti solo dei paramentri fissati arbitrariamente da scalda-poltrone di professione (che si ritengono) al di sopra delle leggi che promulgano e che non solo nessun tutore dell'ordine si azzarderebbe a testare ma che non hanno neanche il problema di guidare perché dispongono di abbondanti mezzi ed autisti pagati da noi, anche da quelli a cui viene ritirata (spesso indebitamente) la patente.
 
Lo stesso personaggio politico responsabile dell'introduzione degli attuali severi limiti di velocità (l'allora famigerato Ministro Ferri, mi pare) esclamò ad un'intervista che quando aveva fretta spronava i suoi autisti ad infischiarsene dei limiti. E così fan tutti i politici.
 
Ho già fatto presente da queste pagine - o forse da quelle del sito ma fa lo stesso - che il superamento del limite alcolemico in uso in Italia non ha una rilevanza assoluta sulle capacità di guida (e quindi sulla sicurezza stradale) ma solo relativa alle capacità di guida del soggetto ed all'influenza che l'alcool può avere sulla sua capacità di auto (in tutti i sensi...) controllo. In altri Paesi i limiti sono diversi e questo non autorizza a concludere che la fisiologia dei loro guidatori sia diversa dalla nostra ma solo che i loro legislatori la pensano diversamente.
Del resto, fino al giorno prima che abbassassero le costanti chimico-cliniche per definire le condizioni di iperglicemia o ipercolesterolemia, c'erano in giro molti "malati" in meno... .

Se il legislatore al di sopra delle leggi fosse realmente interessato a ridurre i fattori di rischio e l'incidentalità, si preoccuperebbe PRIMA DI TUTTO d'indagare sulle cause che conducono il 98% dei guidatori rilevati SOBRI a causare incidenti. Ed io indagherei anche sul 2% degli "ubriachi per legge" che hanno causato un incidente: è proprio vero, caso per caso, che la responsabilità è da ascrivere all'alcool o sono intervenuti altri fattori indipendenti dalla loro condizione alcolemica?
Si fa presto a dire: "Ha fatto incidente perché era ubriaco." Più oggettivamente si deve indagare su cosa è successo realmente.
In determinate situazioni - ma non prendete alla lettera ciò che dico - una leggera condizione alcolica può perfino rivelarsi utile per evitare un incidente! Come è possibile? Semplice: Allungare i tempi di un "panic stop" può evitare un tamponamento a catena o un'uscita di strada a causa del fondo ghiacciato. E questo è solo un esempio.
Quindi, varrebbe la pena di essere più oggettivi sui fatti ed analizzarli con meno presupponenza, se si vuole far valere la verità.

Altro esempio?
Tempo fa, nel Comune di Castellabate fu arrestato un mio coetaneo subito accusato da due o tre lanci (pseudo)giornalistici di "coltivare droga in giardino". In questo caso, di sbagliato non c'è solo un aggettivo ma proprio tutto il lancio in quanto è evidente che nessuna droga può essere "coltivata" in giardino, se mai può essere estratta da una pianta con opportuni procedimenti  e se è per questo la canapa a cui si è fatto indebitamente riferimento è solo una tra le innumerevoli piante da cui si possono ricavare sostanze psicotrope. L'unica cosa che la distingue dalle altre è che in passato fu bandita su pressione di almeno un paio di potenti gruppi industriali (la Standard Oil della famiglia Rockefeller ed il colosso chimico dell'omonima famiglia Du Pont). Chissà come mai nessuno ha mai bandito la coltivazione del papavero da oppio da cui le Case farmaceutiche ricavano (anche) la morfina ed altre organizzazioni non meno criminali ricavano l'eroina? Al contrario, il Paese primo produttore al mondo di tale coltura, l'Afghanistan, ha addirittura aumentato la produzione dopo la sua sottomissione militare agli USA.
Quindi, varrebbe la pena di distinguere a priori tra l'oggettività e la soggettività di un presupposto.

Altre amenità giornalistiche di cui diffidare:

Femminicidio - di gran lunga il neologismo più idiota ed infondato tra quelli in uso. Prima di tutto perché l'uccisione di una femmina - se realmente si vuole la parità tra i sessi - ha lo stesso identico valore di quella di un maschio facente parte della stessa specie a cui teniamo tanto e che da sempre è definita "umanità" senza (giustamente) distinzione di sesso. Potremmo anche chiamarla "donnità" con buona pace dei femministi e senza che la definizione cambi nella sua sostanza (e poi magari starei qui a parlare della stupidità del "maschicidio"...). Secondariamente ma poi non tanto, dal punto di vista di un'informazione corretta, non c'è assolutamente bisogno di indurre la gente a pensare che gli omicidi di donne siano in aumento visto che almeno nel nostro Paese sono statisticamente in diminuizione da diversi anni (Fonte: Ministero degli Interni).

Efferato delitto - (efferato =  crudele, feroce, inumano) Difficile trovarsi a redarre la cronaca di un omicidio elegante o signorile oppure condotto con tutti i crismi riservati ad un'esecuzione capitale per cui almeno nel lancio varrebbe la pena di limitarsi a ciò che realmente è successo salvo poi fornire ulteriori particolari: sarà il lettore a dare un eventuale giudizio qualitativo dell'accaduto in base ai particolari resi dagli approfondimenti di cronaca. Tenendo conto che "efferati delitti" sono anche e soprattutto tutti quelli commessi nel corso di operazioni militari di attacco (in quanto non supportati da stati d'animo che giustifichino una particolare rabbia - del tutto umana - contro le vittime. In base a questo punto di vista, si può affermare che solo chi attacca immotivatamente può commettere delitti "efferati", non certo chi si difende. Dovrebbero tenerlo presente i giornalisti italiani quando esaltano, da sudditi fedeli, le gesta dei militari americani e dei loro complici all'attacco).

Termovalorizzatore - Questo termine è usato quasi sempre ipocritamente o ignorantemente a sproposito al posto del più corretto "inceneritore" (di rifiuti) inducendo la gente a pensare che bruciare i rifiuti comporti una loro valorizzazione. La realtà è che bruciare rifiuti comporta la produzione di benzopireni, diossine ed altri prodotti altamente tossici e cancerogeni ridotti in particolato finissimo ed invisibile in grado di insinuarsi fino agli alveoli polmonari (di gran lunga inferiore al famoso PM10 che in pratica è fumo visibile e che in genere non penetra oltre le narici).

Velature del cielo - Definizione coniata dopo l'avvento della pratica delle irrorazioni aeree per cercare di "normalizzare" agli occhi degli ascoltatori una condizione artificiale del cielo.

Pirata della strada - locuzione utilizzata indifferentemente per definire sia veri criminali al volante che poveri malcapitati a cui si è parato davanti, senza alcuna possibilità di evitarlo, un ciclista imprudente. In passato, fuggire dal teatro dell'incidente per poi costituirsi consentiva al presunto responsabile di non essere incarcerato prima dell'accertamento ufficiale dei fatti: adesso non saprei se ancora è così ma credo di no perché mi pare che allontanarsi dal luogo di un grave incidente costituisce quanto meno reato di mancato soccorso agli eventuali (altri) feriti. Boh?

Organizzazione criminale - chissà perché questa definizione non viene mai utilizzata per definire le banche nella loro essenza e modalità operative, non dissimili da quelle delle organizzazioni criminali comunemente intese come tali. 
 
Il 5 dicembre iniziano le ostilità:
- informati ed organizzati -

giovedì 6 novembre 2014

Incendi di fine stagione

 
Non ci sono dubbi: è lo scirocco ad istigare istinti incendiari ai pochi piromani ed ai tanti altri psicopatici coinvolti nell'affare degli incendi boschivi o di macchia.
 
Infatti è molto difficile che i suddetti si diano da fare con venti provenienti da altre direzioni, un po' perché la costa cilentana giace sulla direttrice dello scirocco e quindi questo vento favorisce l'attacco sistematico della fascia costiera in senso SE>NO impedendo un'eccessiva propagazione verso l'interno che sarebbe favorita invece da venti di terzo quadrante, un altro po' perché lo scirocco si manifesta in zona come un vento secco particolarmente adatto agli oscuri scopi degli incendiari.
 
Oddio, "oscuri" fino ad un certo punto perché se la Magistratura indagasse seriamente su tali azioni in base al basilare principio "cui prodest" non ci metterebbe molto ad individuare se non gli attori almeno i mandanti. Ma tant'è.
 
 
Articoli correlati:
 
 
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Aggiornamento delle ore 10
 
Come previsto, lo scirocco continua ad alimentare la devastazione ed il tentativo del fuoco di estendersi (ulteriormente) oltre il crinale, sull'abitato di Case del Conte. A giudicare dalla colonna di fumo che si vede adesso, un nuovo e più importante focolaio dev'essersi sviluppato sul versante sud che si trova in vista della famigerata istallazione del Monte Stella, già sospettata in passato di aver contribuito attivamente all'accensione di focolai con metodiche simili a quelle che causano la maggior parte degli incendi a Canneto di Caronia. 
Ricordo in questa sede che già un semplice radar può essere fungere da arma scalare ove utilizzato a determinate frequenze e con sufficiente potenza. Le famose armi scalari (impropriamente definite "non letali") montate dall'esercito USA sui suoi blindati allo scopo di... surriscaldare a microonde nemici e più o meno pacifici dimostranti, non hanno nulla di strutturalmente diverso da un radar se non - appunto - la potenza e le frequenze utilizzate.
 
Da un paio d'ore un Canadair svolazza (a nostre spese) sul teatro dell'incendio e saltuariamente sgancia il suo pieno d'acqua, così il caldo che insiste sulla zona passa da secco a umido, per la gioia della fauna locale.


Anche in frangenti come questo torna utile manifestare il proprio dissenso attraverso iniziative come quella prevista a partire dal 5 dicembre, allo scopo di stroncare il sistema perverso di provocare artificialmente catastrofi per poi avvantaggiarsene offrendo, già pronta come per incanto, la soluzione.

Articolo di riferimento:
 
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Epilogo (si spera) delle 13:40
 
Alla faccia delle tante svolazzate e delle poche irrorazioni, l'incendio ha comunque devastato circa metà del versante NO della collina che corona ad est l'abitato di Case del Conte. Per fortuna, Madre Natura o chi per lei ha deciso di far piovere quindi si spera che il fuoco si estingua prima di provocare altri danni. Amen.


 
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Ore 15: Amen un corno
 
In questo frattempo la pioggerella è cessata prima di aver spento i focolai, il vento è ripreso e con esso l'incendio della macchia sovrastante l'abitato. Il fuoco si sta propagando vivacemente e rapidamente verso nord, ben al di sotto del crinale che ha agevolmente scavalcato grazie al vento.
Il fumo rimane basso per via delle condizioni meteo ed avvolge tutta la pianura sottostante creando un'atmosfera da tregenda che non può essere resa da una semplice foto.

Intanto il Canadair ha ripreso a svolazzare, sempre a nostre spese, senza sganciare nulla ed a debita distanza dall'incendio. Mi pare che i forestali percepiscano un'indennità ad ettaro bruciato (non preservato!) ma naturalmente potrei sbagliarmi.
 
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Evoluzione finale
 
L'incendio partito prima dell'alba si è poi estinto a sera inoltrata, dopo aver devastato diversi versanti delle piccole colline tra Rosaine ed il bivio di Giungatelle. Si è sviluppato con tutto il supporto del vento teso da sud, particolarmente caldo e secco. Il fumo acre è rimasto basso sulle circostanze dell'incendio, fiamme hanno minacciato da vicino abitazioni a mezza costa, altre hanno provocato corto circuiti nelle linee elettriche. Il giorno successivo, pur dopo la pioggia, si potevano apprezzare ancora dei focolai attivi in mezzo alla terra bruciata. Uno spettacolo veramente osceno, altro che pornografia.
 
Il 5 dicembre iniziano le ostilità:
- informati ed organizzati -

mercoledì 29 ottobre 2014

Lamentarsi e dire "GOVERNO LADRO" non serve più!

Il 5 DICEMBRE
INIZIANO LE OSTILITA'
Contro questo governo illegittimo, per il rispetto e per il ripristino della nostra Costituzione
 
  • SIAMO UN POPOLO a difesa di tutti quegli italiani che vivono vite normali: padri e madri di famiglia, giovani in cerca di un futuro sereno, deboli e dimenticati.
  • SIAMO UN POPOLO che riconosce che nessun partito politico, nessuna sigla sindacale o di altre organizzzazioni ha effettivamente avuto a cuore gli interessi della nostra Nazione.
COORDINAMENTO
   NOVE DICEMBRE
 
CONTATTACI PER CONOSCERE GLI ATTIVISTI DELLA TUA ZONA E LE AZIONI CHE SARANNO INTRAPRESE NELL'IMMEDIATO FUTURO
 
GRUPPO OPERATIVO NAZIONALE:
- FRANCESCO cell. 392.0066630
- LIDIA cell. 339.1752648
- SALVO cell. 334.1496491
 
 

venerdì 24 ottobre 2014

Quando fa freddo e non ci sono croci in cielo

Vi è mai capitato di addormentarvi su di un veicolo in movimento? Un treno, un bus, un’auto, un aereo, un traghetto… a me è capitato che mi venisse sonno perfino in moto, e non solo da passeggero! Nonostante infatti, a meno che non si sia in cuccetta, il treno non offre il massimo di ergonomia per prendere sonno e neanche i migliori bus, neppure le auto e men che mai le moto, la monotonia del suono (e degli stimoli sensoriali in generale) poco importa la sua intensità, sortisce un effetto ipnotico che favorisce l’oblio della veglia. Non a caso, la focalizzazione dello sguardo su di un oggetto fisso e l’ascolto di suoni ripetitivi sono usati da sempre per favorire la meditazione.
Perfino in una cuccetta a confine con la sala macchine di una nave si riesce a dormire, ed in sala macchine in genere è necessario proteggere le orecchie con delle cuffie dall’intensità del suono. Inoltre, linee di trasmissione e motori, per quanto bilanciati producono sempre delle vibrazioni non di poco conto ma costanti… .
E avete fatto caso che addormentandosi in simili contesti, ci si risveglia di soprassalto non appena lo stimolo sonoro scende d’intensità repentinamente? Se guidate, è inutile che cerchiate di fermarvi quanto più dolcemente possibile presso l’area di sosta: non appena spegnerete il motore, il passeggero che sta dormendo profondamente accanto a voi si sveglierà. Le variazioni di stato infatti sono causa di risveglio, e non solo da un sonno fisiologico… .
Negli ultimi giorni, almeno qui nel Cilento, la temperatura è scesa repentinamente a valori invernali, risvegliandoci dal torpore indotto dalla mitezza dell’ultimo periodo e facendoci frettolosamente recuperare indumenti più protettivi dai ripostigli estivi. I vari notiziari meteorologici adducono le solite responsabilità a particolari masse d’aria fredda provenienti dai Balcani o dalla Siberia veicolati da venti di primo quadrante, aree di bassa pressione posizionate qui e là ma si guardano bene dall’osservare che la presente condizione meteo dovrebbe essere perfettamente normale, trovandoci ad ottobre inoltrato e considerando che il clima sulla Terra si sta gradualmente raffreddando… .
Come, voi sapevate il contrario? Beh, se reperite a riguardo dei dati non manipolati vi accorgete che da quasi vent’anni a questa parte la tendenza ad un riscaldamento globale si è invertita e parecchi ghiacciai, compresa la stessa Antartide, stanno aumentando di volume tanto da provocare un abbassamento del livello del mare. Per quanto riguarda lo scioglimento dei ghiacci dell’Artide, al polo nord, il discorso è un po’ diverso prima di tutto perché si tratta di ghiacci galleggianti e quindi influenzati anche dalla temperatura delle acque in cui si trovano, il cui scioglimento non può influenzare il livello del mare (ci avevate mai pensato?) e poi perché pare che una parte della responsabilità del loro scioglimento sia dovuta alla ricaduta di neve più o meno “nera” ovvero contenente particolati inquinanti sospesi in atmosfera sull’Artico. Questo comporta due effetti riscaldanti: l’effetto serra generato dai particolati in sospensione e la minore albedo o rifrazione della luce dovuta alla neve non perfettamente bianca. E non rifrangere perfettamente la luce significa automaticamente assorbire una determinata quota di radiazione termica.
Del resto non è strano che i media di regime manifestino una certa inerzia nelle loro convinzioni. In genere questo è dovuto al fatto che una notizia che induce ascolti si tiene finché si “vende bene” senza preoccuparsi di eventuali smentite. Quando si rovina la vita di qualcuno accusandolo senza indugio di essere Unabomber in persona oppure una Bestia di Satana e si realizzano una serie di trasmissioni incentrate su questo, dover ammettere poi che il soggetto era estraneo ai fatti è un duro colpo per l’audience e ci si limita, quando proprio risulta indispensabile farlo per dovere di cronaca, ad una smentita relegata una volta sola in penultima pagina… .
I principali media, quindi, non si sono ancora accorti che la tendenza climatica si è invertita da parecchi anni perché ancora si vende bene la favola del riscaldamento globale ed anche perché, come tutte le catastrofi vere o fasulle, costituisce sempre oggetto di speculazione e guadagno per qualcuno. Prima o poi si accorgeranno anche che le attività antropiche industriali sono pressoché ininfluenti sulla temperatura globale e men che mai può avere qualche influenza degna di nota la quantità di CO2 prodotta, visto che con tutte le nostre attività non riusciamo a produrne neanche un punto percentuale di quella che produce naturalmente il mare e che è di principale nutrimento per tutta la vita vegetale. Capiranno, prima o poi, che le temperature medie della Terra sono determinate quasi esclusivamente dall’attività solare che che l’Uomo, per il momento, può al massimo influenzarla a livello locale ed in maniera transitoria. Ci metteranno decenni, probabilmente, come ci hanno messo tanto per capire che Al Queida è stata (creata e poi) sciolta dalla CIA nel 2002 ma i TG di mezzo mondo (occidentale) hanno continuato a parlarne come se fosse ancora esistente e capace di azioni mirabolanti. Se lo stesso ente di cui sopra non si fosse inventato l’ISIS, ancora ci tedierebbero col tormentone Al Queida.
Non parliamo poi di Bin Laden che dopo essere stato ucciso nel 2001 ha continuato a riempire le cronache terroristiche per oltre un decennio fino a dover essere… nuovamente ucciso, questa volta con tutti i crismi dell’ufficialità, dopo averlo ripescato notevolmente ringiovanito, nonostante la sua grave insufficienza renale lo avesse ridotto a mal partito già poco prima di essere ammazzato per la prima volta nel 2001.
Con tutto questo che voglio dire?
Che il cielo che vedete proprio ora sopra le vostre teste è NORMALE e vi sembra strano solo perché all’improvviso hanno “spento il motore” ovvero è successo qualcosa che vi fa risvegliare dal torpore: il cielo non è più cosparso di scie chimiche evidenti, hanno sospeso le irrorazioni, non si vedono tracce di aerei (nonostante il NORMALE traffico aereo sia sempre lo stesso) proprio quando, in condizioni di basse temperature, la formazione di scie sarebbe più probabile.
Capito adesso? È questa la normalità: un cielo privo di scie chimiche, nel caso non ve ne foste ancora accorti.
E se fa più freddo del "solito" è proprio perché è venuto meno l'effetto serra generato dalle irrorazioni. Per una (tardiva) presa di coscienza, il problema è proprio questo: la consuetudine serrata delle irrorazioni che rendono i nostri cieli bianchi e lattiginosi anziché azzurri come dovrebbero essere, fa in modo che i primi sembrino normali. Ed è normale per tutti quelli che sono nati nell’era delle scie chimiche e che solo poche volte in vita loro hanno visto il cielo azzurro quasi, anzi proprio come se si trattasse di un evento eccezionale.
Ma io ricordo bene che negli anni ’60 i cieli erano veramente azzurri, e non al massimo celesti come nelle rarissime belle giornate di oggi, nonostante ci si trovasse in pieno boom industriale e nessun tipo di filtro abbattesse per legge né i fumi industriali né quelli prodotti da tutti i motori Diesel.
Svegliatevi ed osservate il cielo, l’occasione vi è data da questo sprazzo inconsueto di normalità.

Spunti di riflessione:
- le temperature medie si sono abbassate;
- il traffico COMMERCIALE aereo è sempre lo stesso;
- proprio ora che fa più freddo NON si vedono scie PERSISTENTI in cielo;
- le scie di CONDENSA si formano ESCLUSIVAMENTE ad alta quota (oltre 8000m) con temperature molto basse (inferiori ai -40°C), con alti tassi di umidità relativa (oltre 70%) e persistono generalmente per meno di un minuto, dopodiché scompaiono lasciando il cielo limpido come prima.
A voi le conclusioni...
Articolo corrrelato:

martedì 12 agosto 2014

Auto nuove o usate?


Il parametro fondamentale di cui si deve tener conto quando ci si trova dinanzi ad simile dilemma è la disponibilià finanziaria ovvero l'entità dello stanziamento di denaro che siamo disposti a spendere per l'acquisto di un'autovettura.
Può sembrare una cosa scontata ma non è così per almeno due motivi.
Il primo è che quando si possiede una disponibilità economica di gran lunga superiore alla cifra necessaria per comprare un veicolo nuovo che soddisfi le nostre esigenze, si ragiona "da ricchi" ed all'usato non ci si pensa neanche. Quando è invece necessario misurarsi attentamente è il nuovo a non essere neanche preso in considerazione. Lapalissiano? Non lo è per chi, come me, nella vita si è trovato ripetutamente a passare dalla condizione di benestante a quella di squattrinato indebitato verso privati e/o verso l'erario.

Nel corso della mia vita, ho sempre dato una priorità assoluta al parco veicoli e ciò non solo per una passione per il motorismo che mi ha accompagnato fino a poco più di un decennio fa ma anche e soprattuto per le mie esigenze di spostamento e trasporto merci, sia private e familiari che lavorative.
Mi sono accorto che quando valutavo l'acquisto di un veicolo necessario, pensavo automaticamente ed esclusivamente al nuovo se non avevo problemi economici ed all'usato se avevo un budget limitato. Ciò senza neanche rammaricarmi di non potere acquistare il nuovo. Sono una persona abituata a bilanciare i propri desideri sulle cose a cui ho effettivamente la possibilità di accedere, alla faccia della Legge dell'Attrazione che affascina gran parte delle persone più disadattate e deluse dalla vita che io conosca.

Ora non è più così ed al nuovo non ci penso neanche quando potrei permetterlo.
Il secondo motivo riguarda i soli "ricchi", visto che i "poveri" non hanno alternative da scegliere, come al solito. Ma per dei ricchi che siano oculati nelle loro scelte bisogna considerare che esiste un'indiscutibile convenienza economica nell'usato anche in termini d'investimento: ad un anno dall'acquisto, infatti, un veicolo nuovo si sarà svalutato almeno il doppio, sia in termini percentuali che ancor più in quelli assoluti, di un corrispondente veicolo acquistato usato.
Tenendo conto anche di questo allora la domanda allora è: esistono vantaggi significativi ad acquistare un veicolo nuovo anziché usato (in ottimo stato)?
La risposta presuppone ovviamente il confronto con un veicolo usato che assicuri la stessa affidabilità del veicolo nuovo. A riguardo esiste un rilievo statistico che rivela che nell'arco delle prime migliaia di km percorsi, un veicolo acquistato nuovo richiede mediamente più interventi d'officina di un veicolo acquistato usato (appena revisionato).
La curva illustrata visualizza la probabilità con cui un veicolo può richiedere degli interventi d'officina in funzione dei chilometri percorsi ed è riferita ad un veicolo acquistato nuovo.

Per ricavare la curva relativa ad un veicolo usato, basta non tenere in considerazione il primo tratto discendente della curva, ciò perché un buon usato è in genere appena revisionato da un altrettanto buon rivenditore onesto e competente mentre il nuovo avrà molto probabilmente bisogno di piccoli interventi di messa a punto nel corso dello "scioglimento" della meccanica costituito dal suo rodaggio, quando non presenterà addirittura qualche rottura dovuta a qualche componente difettoso sfuggito al controllo di qualità effettuato in fabbrica.
Bisogna considerare che un veicolo usato è molto più collaudato di uno nuovo!
La stessa cosa vale addirittura per gli pneumatici per i quali è noto che la rottura di una carcassa è molto più probabile per uno pneumatico nuovo che per uno ricostruito! Il motivo è semplice: una carcassa difettosa di fabbrica si rompe subito; se non lo fa, la sua vita operativa è di gran lunga superiore a quella del suo battistrada.

Stiamo parlando sempre di un rivenditore attento a non ritirare usato in pessime condizioni e che poi cerchi di rivenderlo! Chi si rivolge all'usato lo fa quasi sempre per soddisfare determinate esigenze e solo molto di rado in base a motivazioni frivole che possono anche essere accantonate e rimandate senza problemi, nel caso di un fermo macchina occorso al veicolo.
I commercianti più accorti e previdenti, inoltre, offrono al cliente una garanzia assicurativa che copre eventuali danni che si manifestino nell'arco del primo anno dall'acquisto del mezzo.

Ultimamente invece, mi è capitato che, a seguito di un acquisto condotto frettolosamente a centinaia di chilometri da casa ed in prossimità della chiusura giornaliera e settimanale dell'attività, mi sono ritrovato proprietario di un veicolo che mi ha dato una serie infinita (perché non è ancora finita) di problemi che il commerciante si è rifiutato di prendere in considerazione e di risolvere, respingendo perfino le mie mail e lettere raccomandate.
Incappare in disavventure del genere può far rimpiangere il fatto di non aver pensato di acquistare un veicolo nuovo (che comunque in questo momento non mi sarei potuto permettere, considerando che si tratta di una Range Rover scelta per determinate mie esigenze). Ma questo non significa che non esistano commercianti onesti e ottime auto usate pari al nuovo, come si dice in gergo da rivenditore serio.

Dei rivenditori che di sicuro non sono seri e se ne fregheranno dei gravi problemi che potrebbero darvi dei veicoli acquistati da loro, sono i titolari della:

Auto & Moto S.R.L. - Via Fontanese 37 - Castelnovo di Sotto (RE)

PERICOLO: EVITATELI!!

Approfondimento con tutti i particolari della vicenda:
(sito off line)


 - Aggiornamento del 16/06/2016 - 


Il sito a cui puntava il link è off line ma la documentazione è comunque tuttora esistente e la causa da me intentata si è chiusa a mio favore nel luglio dello scorso anno ma il giudice non ha ancora depositato la sentenza e quindi non ho ancora recuperato neanche un Euro!
Da notare che per avvalermi di un più rapido procedimento avevo intentato causa per un danno inferiore ai 5000€ - in modo da risolvere la questione davanti ad un Giudice di Pace - anche se a conti fatti ne ho persi circa 8000.
Lascerò on line questo articolo fino a che non otterrò delle scuse formali ed un rimborso forzatamente forfetario dalla Ditta sopra citata.