mercoledì 27 luglio 2016

Il trionfo della razionalità - Moto Guzzi 850 Le Mans


Probabilmente, nessun progettista avrebbe mai concepito una meccanica del genere sapendo di doverla destinare ad una moto. Infatti il motore che andò ad equipaggiare la V7, capostipite di tutte le Guzzi a V trasversale, era stato progettato per una vetturetta mai entrata in produzione.
Per adattarlo ad un uso motociclistico risultò conveniente utilizzare un telaio scomponibile in quanto il gruppo motore risultava flangiato al cambio separato con albero di trasmissione, secondo uno schema tipicamente automobilistico tuttavia già utilizzato con successo dalle tedesche BMW e Zundapp.

martedì 26 luglio 2016

La regola che confermò l'eccezione - Suzuki GT 750

Non a caso siglata GT ovvero Gran Turismo, questa Suzuki 750 dimostrò la versatilità e l'affidabilità del motore a due tempi a tutti i suoi detrattori "esperti" da bar dei motociclisti.

Sidecar motore Suzuki GT750
Concepita tra molti ritardi (vedi Kawa 900) anch'essa per osteggiare la supremazia della Honda CB 750, fu la moto che stravolse maggiormente i canoni correnti utilizzando contro ogni consuetudine un motore a due tempi per muovere una moto dichiaratamente non sportiva. Tuttavia, possedendo un motore molto interessante per gli elaboratori in genere ma in particolare per i costruttori di sidecar da corsa, non fu esentata certo da utilizzi sportivi.

lunedì 25 luglio 2016

Le fuoriclasse - Suzuki GT 380 e 550

Presentate un anno dopo l'innovativa 750 a due tempi che inaugurava la serie delle GT, la 380 e la 550 condividevano con la maxi di Casa Suzuki solo l'architettura di massima del motore, rinunciando alla complicazione del raffreddamento a liquido affidandosi per contro all'efficacia di un semplice convogliatore d'aria applicato sulle teste, particolarmente capiente per il cilindro centrale.
Conservavano l'originale - quanto inutile - simmetria degli scarichi ottenuta sdoppiando quello centrale ma beneficiarono di un'innovazione funzionale costituita dal cambio a 6 marce, una novità assoluta per le moto di allora che fu adottata tra i primissimi altri solo dalla Moto Morini con i modelli "Tre e mezzo" a partire dall'anno successivo, il 1973.


domenica 24 luglio 2016

Lei, la Mach III - Kawasaki 500 H1

Continuando a parlare delle moto che hanno caratterizzato gli anni '70, l'epoca motociclistica per eccellenza, è inevitabile soffermarsi un momento sulla Kawasaki 500 Mach III, nonostante abbiamo appena parlato delle sua derivata da 750cc.
Come accennato nell'articolo ad essa dedicato, quest'ultima va citata per il suo status di leader della propria categoria, esattamente come per le altre due moto precedentemente analizzate.
In base a tale presupposto, apparirebbe fuori luogo inserire in questa carrellata una versione che non è quella più grossa e potente della serie ma la Mach III, nonostante la denominazione aeronautica progressiva, era denominata anche H1, in qualità di capostipite della sua specie.

sabato 23 luglio 2016

La bestia nera - Kawasaki 750 H2

Ritenuta da molti la moto meno sicura (o più pericolosa, fate voi) di tutti i tempi per la strapotenza del suo motore, la Kawasaki 750 Mach IV era in realtà dotata di un motore che erogava "solo" 71cv a 6800giri/' mentre, per fare un paragone, la Moto Guzzi 850 Le Mans che uscì qualche anno dopo, ne erogava 70 a 7000 e nessuno per quest'altra moto ha mai parlato di strapotenza nonostante fosse nettamente più veloce della giapponese, anzi...
Il problema della Kawa derivava dalla filosofia costruttiva che prevedeva un baricentro alto ed arretrato che favoriva l'impennata in maniera patologica, caratteristica apprezzata dai più esibizionisti ma non dai veri motociclisti che ne puntualizzavano anzi l'inadeguatezza.

venerdì 22 luglio 2016

Oltre il massimo - Kawasaki Z 900

In tutti i campi delle attività umane caratterizzati da creatività e innovazione, accade periodicamente che lo stato dell'arte subisca un'improvvisa accelerazione in base a qualche nuova scoperta, tecnologia oppure semplicemente al design industriale.
Nella prima metà degli anni '70 si verificò un fenomeno del genere con l'avvento di una moto che costrinse l'intero ambiente motociclistico a riparametrare tutti i riferimenti estetici e prestazionali.

Ultima arrivata tra le grandi Case motociclistiche, ma dotata di un back-ground industriale di primissimo livello in altri campi, la Kawasaki era fino ad allora conosciuta - famigerata sotto certi aspetti - principalmente per le sue tricilindriche due tempi, note per la loro pericolosità non tanto per la

giovedì 21 luglio 2016

Tutta cromata, 10HP - Honda CB 750 Four


Nel 1969 accaddero due fatti che caratterizzarono un'epoca, almeno in Italia: la Honda immise sul mercato la sua CB750 e Lucio Battisti presentò la nuova canzone "Il Tempo di Morire".
Da allora, perfino in ambiente motoristico, si protrae un equivoco sul significato dell'attributo "dieci acca pì" alla parola "Motocicletta" che apre il testo della canzone.
Questo, nonostante nessuno in Italia si riferisse mai alla potenza motore utilizzando la grandezza inglese "Horse Power", nonostante già all'epoca 10cv di potenza del motore erano pochi in assoluto ed alla portata di un qualsiasi 125 e nonostante nessuna moto leggera dell'epoca fosse definibile "tutta cromata"...!

mercoledì 20 luglio 2016

Ma uno a diciassette anni può già...

Massimo Troisi
La recentissima notizia di cronaca da Cava dei Tirreni, relativa alla violenza sessuale subita da un diciassettenne, è stata diffusa con titoli richiamanti un problema antico emerso da pochi anni alle cronache (ed alle coscienze) che sarebbe quello della pedofilia.
Ora, capisco che la cosa risulterebbe Politicamente Scorretta (e quindi vera ma ultimamente la verità fa male) però a me pare che nel caso di una vittima adolescente... terminale, non ci siano più gli estremi per parlare di pedofilia. Non sarebbe molto più corretto e veritiero parlare di omosessualità violenta?

lunedì 18 luglio 2016

Oops... le Forme dell'Arte sono finite!

Chi ha avuto modo di vivere attraverso più generazioni o d'indagare il recente passato, si è accorto senz'altro che in molti campi artistici o comunque caratterizzati da una ricerca creativa, si è verificato una progressiva rarefazione di proposte originali, innovative ma allo stesso tempo "belle", per quanto relativo possa essere questo aggettivo.

La spiegazione è tutta in un celebre aforisma del grande architetto Otto Wagner:
"Niente che non sia funzionale potrà mai essere bello"

Se definiamo "mostruoso" un essere umano, non è perché siamo razzisti ma perché viene stabilito da parametri archetipici radicati nella nostra mente.
E siccome gli archetipi non sono né buoni né cattivi ma solo descrittivi, essi si rifanno ad una coscienza che sa perfettamente cosa è "bene" e cosa è "male" per la nostra specie.
Un essere "mostruoso" molto probabilmente avrà diversi problemi fisici e difficilmente potrà condurre una vita normale. Probabilmente anche la durata della sua triste vita sarà inferiore alla media.

venerdì 15 luglio 2016

La moto ai tempi della geoingegneria

- Il mitico Testa Rossa, dei primi anni '70 -

Quando cominciai ad usare la moto nella prima metà degli anni '70, è vero che la mia insegnante di lettere al liceo mi chiamasse "Primavera" perché tolto il giubbotto da moto, rimanevo in classe con la maglietta a maniche corte anche in pieno inverno ma è anche vero che il meteo fosse più stabile e prevedibile e che si poteva contare su di un buon indice di affidabilità sulle previsioni del Colonnello Bernacca andate in onda la sera prima.
Quindi, chi si spostava in moto, poteva abbigliarsi in maniera consona al reale tempo atmosferico scegliendo magari un giubbotto (un pò più) impermiabile in caso di minaccia di pioggia, portandosi un'antipioggia vera a propria (allora

giovedì 14 luglio 2016

Accentrare o decentrare?

Nell'ottica di completa dissoluzione dello Stato inteso come emanazione dei propri cittadini ed unico ente fornitore e garante dei servizi di primaria importanza, a partire dal colpo di Stato del '92 abbiamo assistito alla liquidazione coatta al peggior offerente delle principali industrie di Stato a cominciare dallo smantellamento guidato (da Romano Prodi) del colosso industriale IRI (avviato all'epoca a diventare il più grosso gruppo industriale del mondo, pericolo scongiurato dai nuovi governanti con le "mani pulite").

Dall'epurazione di quella classe politica, colpevole di

lunedì 11 luglio 2016

Dove vai se la cintura non ce l'hai?


E' di oggi la notizia che il risarcimento previsto per il decesso delle studentesse Erasmus, occorso nell'incidente di bus spagnolo del 20 marzo scorso, sarà decurtato in base al riscontro che le stesse non avevano indossato le cinture di sicurezza.
E' vero che i bus montano la sola fascia addominale ma la stessa è sufficiente per evitare di venir sbalzati dal sedile in caso d'incidente.
Dalle cose che scrivo in rete, può sembrare che io sia totalmente anarchico e contrario alle regole in generale ma non è così: sono contrario solo alle regole gravemente lesive concepite per controllare e sottomettere la popolazione e gli individui che la compongono, non a quelle dettate dal Buon Senso.
Da quando si è capito che in caso d'incidente si rischia molto meno rimanendo assicurati al sedile, una regola di buon senso impone l'utilizzo delle cinture e

domenica 10 luglio 2016

Carne in scatola semovente

Se è vero che la famiglia a cui faceva capo l'ex Gruppo FIAT è una delle poche italiane a far parte dell'èlitè che decide le sorti (almeno) del mondo occidentale, ecco che risulta chiara ed indicativa la filosofia costruttiva che caratterizzò le auto proposte già in epoca fascista che almeno giustificava una linea autarchico-popolare.

Col nobile scopo di motorizzare le classi meno abbienti, fu avviata la costruzione della prima 500, subito popolarmente denominata "Topolino" facendo un omaggio profetico a quella cultura che presto avrebbe soppiantato la nostra. Tecnicamente, era frutto di un rimaneggiamento tecnico della precedente 508 mirato al risparmio ed all'eliminazione del superfluo, come aveva insegnato Henry Ford col suo modello T.
Il risultato fu una vetturetta simpatica e robusta ma oggettivamente ridicola, con degli spazi abitativi tremendamente angusti anche se è vero che la maggioranza degli italiani di allora, non avendo

venerdì 1 luglio 2016

Quando l'autopilota s'affloscia


Vero è che al giorno d'oggi, tutte le notizie vanno acquisite con beneficio d'inventario prima di tenerne conto come se fossero vere ma dagli USA ne è arrivata una storica per quanto riguarda l'autotrazione: il primo incidente mortale (ufficialmente) causato da un sistema di guida automatico.
Certo che anche quando i veicoli a motore comparvero su questa Terra, assieme a quella dell'autotrazione si dovette inaugurare l'era degli incidenti stradali ma una cosa è prendere atto che un sistema di trasporto rischioso di suo ogni tanto esige qualche vittima, un'altra aumentare i rischi facendo affidamento a sistemi privi di coscienza che non hanno nulla da perdere in caso d'incidente.

lunedì 27 giugno 2016

Le virtù del campione


Per riuscire nello sport, come del resto nella vita, sono indiscutibilmente necessarie delle virtù particolari.
Con tutti gli errori che ho commesso nella vita non ho consigli utili da impartire ma per quanto riguarda gli sport motoristici, credo che la mia esperienza può essere significativa perché ogni volta che mi ci sono cimentato, qualche risultato lusinghiero l'ho raccolto. Parlo del karting e del fuoristrada per le 4 ruote, della velocità in pista ed in salita per le 2 ruote.

Allora quali sono secondo me le principali virtù del vincente, virtù di cui ho beneficiato quando ho conseguito buoni risultati e di cui non sono riuscito a beneficiare quando non li ho conseguiti?

sabato 25 giugno 2016

Governare multietnico


Una delle cose che ci ha insegnato la storia è che per evitare che una società multietnica sia violenta e non riesca a progredire non ci sono che due metodi: o sottometterla ad un inflessibile regime dittatoriale oppure farla governare da musulmani.
Eh sì! Perché se ci si guarda indietro scopriamo che in passato nazioni fortemente multietniche, multireligiose e multiculturali sono state tenute pacificamente insieme da dittatori come Saddam Hussein, Gheddafi, Tito e sono ancora tenute insieme da sistemi che vanno poco per il sottile come quello cinese ed a ben guardare anche da quello statunitense, più tollerante del primo solo in apparenza.
Oppure, prendendo atto di come hanno governato in passato, si può notare come i governi ispirati al Corano siano stati gli unici che abbiano garantito

domenica 19 giugno 2016

Bikers for Trump

Sottolineando che disapprovo sia lo spirito biker americano che almeno alcuni dei programmi del candidato alla Casa Bianca Donald Trump, sono convinto che per un Paese militarmente così potente come gli USA, qualsiasi "cosa" sia meglio della minaccia anzi della certezza guerrafondaia ed imperialista costituita da Hillary Clinton.

E' successo in America esattamente a Phoenix, Arizona, prima tappa USA della turbolenta immigrazione messicana, che alla faccia dei luoghi comuni che dipingono i motociclisti invariabilmente

sabato 18 giugno 2016

The Outsider


Da quando ne sono fuori (circa 13 anni) non seguo più assiduamente gli sport motoristici ma se proprio inciampo in una trasmissione - ancor più se in diretta - interessante, non disdegno di guardarla.
Oggi, dopo tanto tempo, ho assistito ad una gara di Superbike (ne ho corsa una anch'io quando gareggiavo con le Sport Production, categoria assimilabile all'attuale SuperStock. In realtà non l'ho proprio corsa perché durante il 4° giro di libere fui portato all'ospedale di Rijeka - allora Jugoslavija - per le conseguenze di un hi-side che tra l'altro rese la moto - una nuovissima Ducati 851 S3 alla sua seconda gara - da rottamare).
La sorpresa è stata quella di vedere la Kawasaki davanti a tutti e saldamente in testa al campionato. Ho visto che anche nella categoria inferiore delle derivate di serie, le Kawa sono le moto da battere e questo mi ha fatto

mercoledì 15 giugno 2016

Motociclismo e luoghi comuni


- Il fatto del giorno -
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Motociclista #1, se non altro per anzianità)
- Arrivo nei pressi dell'ufficio postale, parcheggio la moto negli appositi spazi. I più vicini all'ufficio sono proprio di fronte ad esso ma al di là della strada, poco male;
- Mi tolgo casco e guanti e ripongo il tutto nel bauletto;
- Attraverso sulle strisce e proprio davanti l'ufficio noto un oggetto molto simile a quello sopra illustrato, parcheggiato in obliquo nello stallo del bus e con lo scarico libero (senza silenziatori) puntato esattamente contro l'ingresso dell'ufficio, a circa 3mt di distanza;
- Entro in ufficio salutando le impiegate che conosco e mi metto

martedì 14 giugno 2016

Quale pressione?

Ironicamente, dopo aver pubblicato un articolo intitolato "Quale energia?" ne pubblico uno che si pone una domanda nello stesso ambito fisico ma riguarda specificamente il motorismo pratico di cui sto parlando molto poco visto che il sito originario heymotard.it è ormai off line.

Nel corso degli anni, praticando a diversi livelli attività motoristiche terrestri su due e quattro ruote che spaziano dal fuoristrada dilettantistico alla velocità pura su pista, mi sono imbattuto in molti praticanti, anche di lungo corso, che perseverano nel compiere degli errori la cui prevenzione è spiegata perfino nei manuali per il conseguimento della patente di guida.

Uno di questi, forse il più comune, consiste nell'avere un'idea sbagliata su come regolare le pressioni degli pneumatici in base al tipo d'utilizzo ed al contesto in cui ci si trova.
Delle indicazioni di massima vengono fornite dai libretti d'uso&manutenzione ma sono parziali, relative alla sicurezza... del costruttore più che a quella dell'utente e comunque spesso disattese dall'utente, tranne che da quelli più pignoli alla personaggio di Verdone, per intenderci.

lunedì 6 giugno 2016

L'involuzione dell'autoriparatore


Un vecchio luogo comune sui meccanici – che per la verità non si sente più e andrebbe oggi se mai ascritto alle Case costruttrici - è che siano tutti “ladri” nel senso di usi a truffare l’ignaro utente magari sostituendo parti in buono stato o… non sostituendole affatto e farsi pagare lo stesso il ricambio e l’intervento.

Nella mia lunga esperienza in entrambi i ruoli (riparatore e cliente di riparatori) che comincia negli anni '70, posso dire che al di là di molti accertati casi  di comportamento disonesto da parte di meccanici senza scrupoli, esiste una solida base di utenti paranoici e presuntuosi che spesso raggiungono la convinzione di essere truffati solo in base alla loro ignoranza in ambito motoristico. Sono loro che hanno creato e diffuso questo luogo comune spesso privo di fondamento.

venerdì 20 maggio 2016

Quale energia?

Quando si discute di energia, non lo si può fare con cognizione di causa se prima di tutto non si quantificano le necessità ed il potenziale produttivo di ogni singola tecnologia.
Nello schema che segue, all'interno della rappresentazione del Sole sono visualizzate in scala le quantità di energie naturali che si rinnovano annualmente sul pianeta mentre sulla destra sono quantificate le energie che possono derivare dal totale delle riserve presunte di fonti non rinnovabili.
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Innanzitutto traduciamo dall'inglese:
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- Tidal sta per maree e Wave sono le onde del mare: entrambe queste forze sono utilizzabili per azionare generatori;

sabato 14 maggio 2016

Proposta per una tassazione equa



Occupandomi in questa sede solo di tematiche in qualche modo relative al motorismo, preciso che la mia proposta è strettamente mirata all’odiosa tassazione applicata ai veicoli motorizzati privati.

Va detto subito che una nazione ricca come la nostra, che è classificata ancora come l’ottava potenza mondiale nonostante negli ultimi decenni i tentativi – in gran parte andati a segno – di distruggere la nostra economia l’abbiano detronizzata dalle Top5, non ci sarebbe nessun bisogno di vessare ulteriormente i proprietari di veicoli targati con iniqui balzelli che si vanno ad

giovedì 5 maggio 2016

Dalla brace alla padella


Un Renzi in debito di consensi si è lasciato sfuggire l'ennesima promessa da marinaio - ed in caso di esito contrario sarò felice di ricredermi - che riguarda l'eliminazione una delle tante tasse illegittime che ci vengono imposte: quella di possesso per tutti i veicoli targati anche se non circolanti.
Il vecchio bollo ovvero Tassa di Circolazione, trovava almeno la scusa legittima di esistere per coprire almeno in parte le spese statali di manutenzione delle strade e della viabilità in genere, un presupposto almeno in parte condivisibile se si considera che veniva richiesto, appunto, solo per i veicoli effettivamente in circolazione o che occupassero comunque suolo pubblico: se si teneva una spider o una moto in garage per pura passione, utilizzandola solo nella

mercoledì 20 aprile 2016

Come cambiare senza far nulla

Sicuramente, la vita di ognuno di noi si sarà svolta e si svolge lungo una determinata linea segnata dalla nostra indole, dal contesto in cui ci troviamo e dalle informazioni che continuamente acquisiamo, a prescindere dalla loro veridicità.
Nel tempo, l'idea che ci facciamo della realtà potrà cambiare poco oppure ribaltarsi completamente a seconda della nostra apertura mentale e, ancora una volta, a seconda delle cose che veniamo a sapere.
Caso per caso, atteggiamenti negativi o positivi, progressisti o conservativi come ipocrisia, umiltà, onestà intellettuale, presunzione, spirito di

lunedì 18 aprile 2016

Test di autovalutazione

 
Non c'è da meravigliarsi di come sia andato il referendum sulle trivelle "da spiaggia" perché è chiaro che in Italia non è stata ancora raggiunta una massa critica di cittadini consapevoli, in grado di orientare a proprio favore la politca dei governi illegittimi che da un po' si succedono.

venerdì 15 aprile 2016

FERMA LE TRIVELLE!

http://www.fermaletrivelle.it/

Ricordiamoci che anche le coste cilentane sono state in passato interessate da trivellazioni del tutto inutili in un'era in cui perfino le famiglie che comandano il mondo ci dicono che il tempo del petrolio sta finendo.

Prima si smette di estrarre petrolio dal sottosuolo, prima ci si darà da fare per non rimanere indietro rispetto al futuro. Anzi al presente.

mercoledì 13 aprile 2016

E' bello ciò che è bello oppure ciò che piace agli altri?

In una società in cui lo stesso concetto corrente di "normalità" è più che discutibile - essendo considerate normali delle palesi assurdità del sistema che ci avvolge - è lecito interrogarsi sulla validità dei giudizi altrui per quanto riguarda le forme dell'arte, il design, la moda, insomma lo stesso concetto di bellezza.
Siccome ciò che pensiamo non può che essere fortemente condizionato, anzi quasi del tutto determinato da ciò che sappiamo, anche per quanto riguarda i nostri gusti è facile dedurre che non siano puro frutto del nostro intelletto ma siano stati lentamente condizionati o artificialmente inculcati nel corso della nostra vita.
Del resto basta rendersi conto del fatto che nell'ultimo mezzo secolo il Sistema è riuscito a far scandalizzare la gente di cose che prima erano ritenute normali e viceversa: oggi non si scandalizza più nessuno di comportamenti e scelte ritenute prima del tutto inammissibili.

Qui entra il discorso della morale comune che ovviamente è condizionata dall'orientamento che prende (o subisce?) la società nel corso della sua "evoluzione", non dico di no.
Ma, scavando a fondo nella nostra forma mentis ancestrale ed arrivando a considerare l'utilità evolutiva dei gusti che guidano le nostre scelte, l'unica considerazione utilitaristica della bellezza è ciò che affermava il famoso architetto austriaco Otto Wagner che sosteneva che solo ciò che è funzionale (ovvero assolve nel migliore dei modi alla sua funzione) può essere definito "bello".
Sotto tale luce è facile capire, dal punto di vista evolutivo, perché nelle donne apprezziamo istintivamente:
- gambe lunghe e dotate di una buona massa muscolare (anche se loro ci imbrogliano con la distribuzione dei loro depositi adiposi); gambe così ci assicurano che la femmina sia perfettamente in grado di affrontare impegni gravosi.
- fianchi (moderatamente) larghi che dovrebbero rassicurarci sulla loro capacità di partorire senza problemi né rischi.
- ghiandole mammarie sviluppate (ma anche in questo caso possono imbrogliarci con i loro opportuni depositi...)
- capelli lunghi e fluenti, capaci di diffondere nell'aria i feromoni che ci attirano a loro.
- ecc. tutti concetti di bellezza legati alla funzionalità, anche se negli ultimi decenni, non si sa grazie a quali esteti influenti, si sono apprezzate anche donne anoressiche o decisamente mascoline ravvedendo in loro non si sa proprio quali canoni estetici!

Secondo me, il principale limite degli addetti ai lavori, quelli che lavorano e guadagnano in campo artistico, è quello di non riconoscere che le forme dell'arte siano finite per numero ovvero limitate per forza di cose ad un certo numero di linguaggi ed espressioni stilistiche.
Così, alla disperata ricerca del nuovo, si finisce per proporre e far accettare per forza alle masse dei concetti di bellezza che avrebbero sollevato ilarità o disgusto solo pochi decenni fa.

Esempio: chi conosce ed ha apprezzato i più importanti e significativi brani musicali prodotti fino a tutti gli anni '70, ascoltando QUALSIASI cosa prodotta oggi non può fare a meno di accorgersi che se è di gradevole ascolto... il trucco c'è perché assomiglia oppure è spudoratamente copiata da qualcosa di già sentito, mentre se è del tutto nuova ed originale, è facile che risulti artisticamente scadente o del tutto inascoltabile.
In pratica, brutalmente: la musica di oggi o è copiata da musica vecchia e dimenticata oppure è semplicemente brutta.
Il mercato conta sul fatto che molti giovani non conoscono i brani originali e così pensano che "American Woman" sia realmente di Lenny Krawitz e "Knocking On Heaven's Door" dei Guns'n'Roses... , ciò per parlare ancora di cose piacevoli che confermano la regola perché questi ultimi, onestamente, hanno fatto bella roba originale oltre a qualche prestigiosa cover...
...certo che la loro "Welcome To The Giungle" era strutturata in maniera molto simile alla celeberrima "Whole Lotta Love" degli Zeppelin ma almeno è stato un gran bel brano, non come oggi che non solo si sente roba che assomiglia "troppo" a classici del rock ma fa anche schifo ascoltarla.

La stessa cosa mi pare accada in tutti i campi del design, primo dei quali quello auto-motociclistico.
Nel primo dei due si copiano spudoratamente forme classiche in barba alle leggi dell'aerodinamica e dell'abitabilità interna e si utilizzano anche i nomi originali per sfruttare ogni lontana reminiscenza col passato.
Nel secondo, non solo si fa lo stesso ma si è perfino assistito ad un regresso tecnologico con la riproposizione di moto anacronisctiche, pur velocissime ma ciò nonostante prive di carenatura (oggi infatti definite "naked" mentre prima venivano definite "motociclette" visto che all'epoca erano tutte così).
E pensare che a quei tempi, da appassionati praticanti stanchi di resistere alla pressione aerodinamica, fummo capaci di orientare il mercato a forza di richiedere e montare cupolini e carene non originali sulle nostre "naked"... oops, che dico: motociclette!

Oggi è il mercato che orienta e decide i nostri gusti, almeno fino a che gli permettiamo di farlo.

venerdì 8 aprile 2016

Ha ancora senso consultare il meteo?

Piccola storia delle modificazioni climatiche indotte

1972-1976: in questo lasso di tempo, USA e URSS discutono sull'opportunità di rinunciare bilateralmente alle "tecniche di modifica artificiale del clima a fini ostili" e lo stesso Senato americano chiederà un accordo internazionale "che vieti l'uso di qualsiasi attività di modifica ambientale o geofisica come arma di guerra".

18 maggio 1977: a Ginevra fu firmata, da 48 Stati - tra cui l'Italia - ed in 6 lingue diverse, la Convenzione ENMOD, trattato internazionale che vieta l'utilizzo militare delle tecniche di modificazione ambientale, entrata poi in vigore il 5 ottobre del 1978.
Successivamente hanno aderito al trattato altri 28 Stati e lo stesso accordo è stato modificato con altre due conferenze di revisione che hanno avuto luogo nel 1984 e nel 1992.

17 giugno 1996: innanzi e per conto dell'Auronautica Militare USA, fu presentato il documento "The Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025 ...uno studio elaborato in conformità con una direttiva del capo di stato maggiore dell'Aeronautica Militare con il fine di esaminare i concetti, le capacità e le tecnologie necessari perché gli Stati Uniti rimangano in futuro la forza aerea e spaziale dominante." 

Gennaio 2002: i governi Bush e Berlusconi sottoscrissero la Cooperazione Italia-USA su "Scienza e Tecnologia dei Cambiamenti Climatici".

Da queste premesse conseguono alcune considerazioni importanti

- La guerra climatica è tecnicamente possibile, altrimenti 76 tra i più importanti Stati del mondo non si sarebbero dati la pena di accordarsi per vietarne l'attuazione. Ciò va sottolineato a beneficio di chi è convinto ancor oggi che la guerra climatica sia argomento da fantascienza.

- Per gli USA, gli accordi internazionali valgono solo per gli altri, altrimenti l'intenzione dichiarata in un documento non classificato di "Possedere il Clima per il 2025" sarebbe priva di senso.

- Dopo lo sciagurato accordo del 2002, non esiste alcuna proibizione formale di sperimentare modificazioni climatiche sui cieli italiani.
Questo per buona pace di chi ancora persevera diabolicamente a classificare  le "scie chimiche"come una bufala internettiana.

- Previsioni meteo che non tengano conto delle operazioni di modificazione del clima in atto, sono pressoché inutili in quanto i modelli matematici su cui sono basate non prevedono l'enorme variabile costituita dalle operazioni in atto. Questo spiega perché ormai i meteorologi non ci prendono più e devono inventarsi continuamante scuse, interpretazioni di quanto affermato in precedenza o addirittura espressioni mai usate prima in meteorogia come "innocue velature" per definire fenomeni aerei che atmosferici non sono.
Una verifica empirica sulla loro attendibilità la possiamo fare tutti annotando le previsioni meteo (che peraltro cambiano di ora in ora in maniera sfuggente) e verificando l'effettivo andamento del tempo. La stessa cosa si può fare anche per verificare l'attendibilità dell'oroscopo, che rischia oggi di diventare una scienza più esatta della meteorologia.